Why the DC-3 Wing Never Wore Out, Why Was The Douglas DC-3 Such An Important Aircraft?
Video del canale Flight Origin su Douglas DC-3, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 13:43. Lingua: inglese. Tipo di video: Documentario.
Di cosa si tratta
Un servizio che spiega perché una cellula progettata negli anni trenta, quella del Douglas DC-3, continua a funzionare novant'anni dopo. Esclude sia che l'aereo abbia vinto la fatica del metallo, sia che la sua longevità sia questione di fortuna.
Contesto storico
Il progetto nacque nel 1933, quando C. R. Smith, presidente di American Airlines, chiese a Donald Douglas un aereo per sostituire i suoi biplani Curtiss Condor. L'ingegnere capo Arthur Raymond diresse il Douglas Sleeper Transport, che volò il 17 dicembre 1935 con Carl Cover ai comandi; la versione diurna da 21 posti fu il DC-3. La sua ala a più longheroni e il rivestimento resistente in alluminio Alclad furono calcolati con gli ampi margini statici dell'epoca, quando non esistevano ancora norme sulla fatica. Inoltre la cabina non era pressurizzata, per cui l'aereo non subiva i cicli di carico che spezzarono i Comet nel 1954 e il Boeing 737 di Aloha Airlines nel 1988.
Dati salienti
Furono costruiti più di 16.000 DC-3 e C-47, contando la produzione su licenza. In volo sono passati da circa 2.000 nel 2010 a circa 150 oggi. La loro sopravvivenza si basa su ispezioni obbligatorie come quelle della circolare AC 91-60 della FAA (1983), che controllano longheroni, giunti del rivestimento e ancoraggi dei comandi. La Basler Turbo Conversions, a Oshkosh (Wisconsin), ricostruisce le cellule in circa sei mesi e 50.000 ore di lavoro, con turboeliche Pratt & Whitney Canada. Conserva solo circa il 10% del materiale originale, e la FAA certifica ogni BT-67 come aereo a tempo zero.
