Eurofighter - Typhoon Fighter Aircraft
Video del canale FootageDirect su Eurofighter Typhoon, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 51:34. Lingua: inglese. Tipo di video: Documentario.
Di cosa parla
Documentario televisivo girato alla vigilia del salone aeronautico di Farnborough del 1992 sul programma dell'aereo da combattimento europeo EFA, il futuro Eurofighter, quando non aveva ancora volato. Inizia nello stabilimento British Aerospace di Warton, dove veniva assemblato il secondo di sette prototipi con sezioni fabbricate in Germania, Spagna, Italia e Regno Unito, e ripercorre lo sviluppo tecnico del programma: il dimostratore EAP, le prove in galleria del vento, i materiali compositi, il motore EJ200, il controllo di volo computerizzato, il simulatore, la riduzione della firma radar e i visori montati sul casco.
Contesto storico
Il progetto nacque verso il 1983 come risposta a caccia sovietici molto manovrabili come il MiG-29 e il Su-27, in uno scenario di guerra nell'Europa centrale. La Francia abbandonò il consorzio non avendo ottenuto la leadership e proseguì per proprio conto con il Rafale. La fine della Guerra Fredda, la caduta del muro di Berlino e la dissoluzione dell'Unione Sovietica misero in dubbio la necessità dell'aereo, e la Germania annunciò nel 1992 l'intenzione di uscire dal programma al termine della fase di sviluppo nel 1999. Il documentario confronta inoltre l'EFA con altre opzioni sul mercato: il Saab Gripen, il Rafale, l'F-22 e i caccia russi che cominciavano a essere offerti per l'esportazione.
Dati salienti
Secondo il documentario, il programma durava da quasi dieci anni con oltre 5 miliardi di sterline investiti, e mancavano ancora sette anni al suo ingresso in servizio. Il fabbisogno iniziale dei quattro paesi ammontava a 765 aerei. L'EAP, spinto da due motori del Tornado, volò per 195 ore e terminò i suoi voli nel maggio 1991; la Camera dei Comuni calcolò che aveva fatto risparmiare al programma circa 850 milioni di sterline in costi di sviluppo. La fibra di carbonio e le leghe alluminio-litio avrebbero reso l'aereo più leggero del 30%, e viene citata una vita a fatica di 6.000 ore contro le 2.000 del MiG-29. Il simulatore aveva accumulato oltre 500 ore di volo virtuale.
