[REBROADCAST] New Glenn: Blue Origin has recovered its rocket!
Video del canale AstroKevin, la Chaîne Espace et Astronomie su New Glenn, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 46:13. Lingua: francese. Tipo di video: Diretta.
Cosa viene ritrasmesso
Replica della trasmissione in diretta, in francese, con cui il canale AstroKevin e un ospite hanno seguito il secondo volo del lanciatore New Glenn di Blue Origin sulle immagini ufficiali dell'azienda. La missione portava verso Marte due satelliti, ESCAPADE Blue e Gold, costruiti da Rocket Lab per la NASA, con un viaggio di un anno e mezzo di cui un anno trascorre in attesa vicino alla Terra. Il volo tentava inoltre di recuperare il primo stadio sulla chiatta Jacqueline circa nove minuti dopo il decollo. I commentatori ricordano che il recupero era un obiettivo secondario e che nel primo volo il primo stadio era stato perso proprio in quella fase.
Momenti chiave
Dopo il decollo, il razzo libera la torre, inizia la sua manovra di orientamento e supera il Max Q verso il minuto e mezzo di volo. Seguono lo spegnimento dei motori del primo stadio, la separazione del secondo stadio con l'accensione immediata dei suoi motori, e la separazione della cuffia, filmata in diretta. Il primo stadio riaccende i suoi tre motori per il rientro, inizia l'accensione di atterraggio verso il minuto 8:27 e si posa al centro della chiatta. Successivamente il secondo stadio si riaccende per collocare il carico su una traiettoria verso il punto di Lagrange L2, da dove le sonde partiranno verso Marte. Le telecamere dello stadio mostrano, con immagini a scatti, la separazione dei due satelliti, uno dopo l'altro. Sulla chiatta, un piccolo robot si avvicina allo stadio per collegarsi ad esso prima che lo faccia il personale.
Risultato
Il volo raggiunge tutti i suoi obiettivi: i due satelliti si separano, il primo stadio viene recuperato al secondo tentativo del programma, e viene completata anche la dimostrazione di comunicazioni di Viasat, che viaggiava fissata al secondo stadio. I commentatori paragonano il risultato ai primi tentativi di recupero di SpaceX e ripassano il calendario annunciato di New Glenn per il 2026, con un modulo di atterraggio lunare proprio di Blue Origin e lanci per la costellazione Kuiper di Amazon.
