The Apollo 11 Saturn V: The Rocket That Changed History
Video del canale apollo11space su Saturn V, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 43:34. Lingua: inglese. Tipo di video: Documentario.
Di cosa parla
Il video ripercorre in modo tecnico il vettore Saturn V che portò l'Apollo 11, stadio per stadio. Descrive il primo stadio S-IC, il secondo S-II, il terzo S-IVB e l'unità di strumenti (IU), e dedica sezioni ai sistemi di sicurezza del volo e ai 41 motori a razzo che il veicolo portava.
Contesto storico
Il Saturn V fu sviluppato dal Marshall Space Flight Center della NASA, che optò per i test «all-up»: già dal primo lancio tutti gli stadi volavano attivi. Prima dell'Apollo 11 ci furono cinque voli: due senza equipaggio (9 novembre 1967 e 4 aprile 1968), l'Apollo 8 con l'AS-503 verso l'orbita lunare (21 dicembre 1968), l'Apollo 9 in orbita terrestre (3 marzo 1969) e l'Apollo 10 come prova generale (18 maggio 1969). L'esemplare dell'Apollo 11 fu il sesto costruito. L'S-IC fu sviluppato da Marshall e Boeing, che assemblò gli stadi successivi a Michoud; l'S-II fu costruito dalla North American Rockwell a Seal Beach; l'S-IVB dalla McDonnell Douglas a Huntington Beach, e l'IU ebbe l'IBM come contraente principale, con la piattaforma inerziale ST-124M della Bendix.
Dati principali
L'S-IC montava cinque motori F-1 a RP-1 e ossigeno liquido, con circa 7,6 milioni di libbre di spinta al decollo; i quattro esterni erano orientabili per il controllo e quello centrale era fisso. L'S-II usava cinque J-2 a idrogeno e ossigeno liquidi, con un setto comune isolato tra i due serbatoi. L'S-IVB, con un unico J-2, si accendeva due volte: per raggiungere l'orbita di parcheggio e per l'iniezione translunare. L'IU, un anello alto appena 3 piedi, calcolava ogni secondo una traiettoria adattiva e limitava le correzioni nell'atmosfera densa per non sovraccaricare la struttura. Ogni stadio portava un sistema di dispersione dei propellenti che, su comando da terra, spegneva i motori e apriva i serbatoi in zone non contigue per ridurre il rischio di accensione. Completavano l'insieme razzi di retrospinta e di ullage per separare gli stadi e assestare il propellente, oltre ai motori ausiliari dell'S-IVB.
