I Asked An Actual Apollo Engineer to Explain the Saturn 5 Rocket (Long Cut) - Smarter Every Day 2

Smarter Every Day 2 · 26 dicembre 2022 · 1:47:13 · inglese · Documentario

Video del canale Smarter Every Day 2 su Saturn V, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 1:47:13. Lingua: inglese. Tipo di video: Documentario.

Di cosa parla

Lunga intervista in cui Destin, creatore del canale Smarter Every Day, percorre il Saturn V con Luke Talley, ingegnere IBM negli anni sessanta che lavorò all'unità di strumentazione del razzo. La conversazione avviene davanti all'esemplare di prova strutturale conservato dallo U.S. Space and Rocket Center di Huntsville. Il percorso va dal primo stadio al terzo, continua con l'unità di strumentazione e termina con il destino del terzo stadio dopo la missione.

Contesto storico

Talley si laureò nel 1965 e passò 31 anni in IBM, azienda che arrivò ad avere circa 2.000 persone a Huntsville. In seguito lavorò al programma Patriot. Secondo il suo racconto, nel programma Apollo lavorarono circa 300.000 dipendenti di aziende contraenti e 47.000 della NASA, e i documenti di controllo delle interfacce tra stadi e produttori furono fondamentali. Talley scoprì, insieme a Nate, uno specialista di analisi termica, perché il transponder in banda S si guastava su Apollo 11 e Apollo 12: un cavo coassiale si fondeva al sole. Lo ricoprirono di Kapton alluminizzato e dall'Apollo 13 funzionò. Quel lavoro gli valse un premio del programma Manned Spaceflight Awareness, firmato da Alan Shepard. Assistette anche al lancio dell'Apollo 13. L'IBM si occupò inoltre del controllo dello Skylab e lo riattivò nel 1977-78.

Dati principali

Il primo stadio, S-IC, montava cinque motori F-1 a cherosene e ossigeno liquido con circa 1,5 milioni di libbre di spinta ciascuno. I quattro esterni venivano orientati con attuatori idraulici che usavano il cherosene stesso come fluido. Bruciava per circa 2,5 minuti fino a circa 40 miglia di altitudine e 5.000 mph. Il secondo stadio, S-II, montava cinque motori J-2 a idrogeno e ossigeno con setto comune e bruciava per circa 6 minuti. Il terzo, S-IVB, aveva un unico J-2 riaccendibile che eseguiva l'iniezione translunare a 24.500 mph. L'unità di strumentazione combinava un computer digitale e uno analogico, con memoria a nuclei di ferrite tessuta a mano, logica triplamente ridondante e 87.000 transistor. Dall'Apollo 13 in poi, gli S-IVB furono fatti schiantare sulla Luna per registrare gli impatti con i sismometri ALSEP. Un team di Marshall guidato da Renee Weber rianalizzò quei dati e confermò un nucleo interno solido. L'S-IVB dell'Apollo 12 finì in orbita solare e tornò nel 2002 come l'oggetto J002E3.