The BIGGEST bomber that never dropped a bomb: Convair B-36
Video del canale Aviacore DE su Convair, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 1:00:40. Lingua: tedesco. Tipo di video: Documentario.
Di cosa parla
Documentario sul Convair B-36 Peacemaker, il bombardiere strategico americano del dopoguerra. Ripercorre la sua origine, il suo progetto, la motorizzazione mista a pistoni e a reazione, la polemica politica attorno al programma, la vita a bordo, i suoi incidenti e il suo ruolo dissuasivo fino all'arrivo del B-52.
Contesto storico
Il progetto nasce nel 1941, quando l'esercito americano richiede un bombardiere capace di colpire obiettivi in Eurasia partendo dal territorio americano e di tornare senza rifornimento. Il requisito prevedeva circa 16.000 km di autonomia, almeno 4.500 kg di carico utile e una quota di tangenza vicina ai 12.000 m. L'incarico andò alla Consolidated Aircraft, con sede a San Diego, e la produzione fu poi trasferita a Fort Worth (Texas). Il trasferimento, le priorità belliche e i cambi di requisiti ritardarono il programma. Il prototipo volò per la prima volta nell'agosto 1946 a Fort Worth, e l'aereo raggiunse i reparti operativi circa sette anni dopo l'inizio della progettazione.
Nel 1949 il programma finì coinvolto nella cosiddetta «rivolta degli ammiragli», lo scontro tra Marina e Aeronautica che si concluse con audizioni al Congresso. Inquadrato nello Strategic Air Command di Curtis LeMay, il B-36 fu uno strumento di deterrenza nucleare e non sganciò mai una bomba reale in combattimento. Il B-52 lo sostituì e fu ritirato dal servizio nel febbraio 1959.
Dati salienti
Aveva circa 70 m di apertura alare, più dei 68 m del Boeing 747, e una fusoliera di quasi 49 m. Alla radice, l'ala era spessa quasi 2,5 m, e al suo interno c'erano tunnel di circa 70 cm attraverso cui il motorista di volo strisciava in pieno volo per controllare i motori. Un tunnel pressurizzato di circa 25 m collegava le cabine, e l'equipaggio lo percorreva disteso su un carrello con ruote. Trasportava quattro stive bombe con capacità fino a 39.000 kg. Pesava circa 77 t a vuoto e fino a 180 t al decollo.
I suoi sei motori a elica spingente Pratt & Whitney R-4360 Wasp Major, a 28 cilindri e circa 3.500 CV ciascuno, soffrivano di surriscaldamenti e guasti frequenti. Dal 1949 furono aggiunti quattro reattori General Electric J47 in due gondole, portando la velocità massima da circa 370 a circa 670 km/h. L'equipaggio arrivava a 22 persone in missioni di circa 35 ore.
Il video racconta l'incidente del febbraio 1950 sul Pacifico. Un B-36 con carico nucleare subì un incendio ai motori, l'equipaggio si lanciò col paracadute e l'aereo precipitò su Princess Royal Island (Columbia Britannica). Alcuni esemplari sono conservati al National Museum of the US Air Force di Dayton, un B-36J, e al museo di Castle (California).
