Caccia · Militare · Germania
Messerschmitt Bf 109
- 28 maggio 1935
- Primo volo
- 1937
- Entrata in servizio
- 1945
- Ritirato
- 33.984–34.852
- Esemplari costruiti
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Il Messerschmitt Bf 109 è un caccia monoplano tedesco concepito a metà degli anni Trenta dal gruppo di Willy Messerschmitt e Robert Lusser presso la Bayerische Flugzeugwerke, l'azienda che diede all'apparecchio il prefisso «Bf». Fu uno dei primi caccia pienamente moderni: struttura interamente metallica, ala bassa a sbalzo, carrello retrattile e abitacolo chiuso, in un'epoca in cui la maggior parte delle aeronautiche militari si affidava ancora a biplani con carrello fisso. Il primo prototipo volò alla fine di maggio del 1935 dall'aerodromo di Haunstetten, a sud di Augusta, con il paradosso di montare un motore britannico Rolls-Royce Kestrel: i propulsori tedeschi previsti non erano pronti e il ministero dell'aria ottenne quattro Kestrel in cambio della cessione alla Rolls-Royce di un Heinkel He 70 come banco di prova volante. Con 34.248 cellule costruite tra il 1936 e l'aprile del 1945, il Bf 109 è il caccia più prodotto della storia. Insieme al Focke-Wulf Fw 190 costituì la spina dorsale della caccia della Luftwaffe per tutta la Seconda guerra mondiale, e la sua produzione, mantenuta a costo di disperdere gli stabilimenti e di ricorrere massicciamente al lavoro forzato dopo i bombardamenti alleati su Ratisbona, non cessò fino al crollo del regime. Questa sola cifra spiega perché l'apparecchio compaia su quasi tutti i fronti europei, dalla Spagna al Caucaso e dalla Norvegia al deserto libico. La sua longevità si deve a una cellula piccola e leggera capace di assorbire tre generazioni di motori. Le versioni iniziali montavano lo Junkers Jumo 210, da circa 522 kW; il modello E, l'«Emil», ricevette modifiche strutturali per ospitare il più pesante e potente Daimler-Benz DB 601 da 1.100 PS insieme a un armamento più efficace; l'F, il «Friedrich», affinò l'aerodinamica del muso e dell'impennaggio; e il G, il «Gustav», ormai spinto dal DB 605, divenne la famiglia più numerosa: oltre un terzo di tutti i 109 usciti di fabbrica appartiene alla serie G-6, con 12.000 esemplari costruiti dal marzo 1943 alla fine della guerra. I soprannomi non erano informali, ma la lettera ufficiale di ogni versione letta con l'alfabeto fonetico tedesco dell'epoca. In combattimento debuttò con la Legione Condor in Spagna a metà del 1937, misurandosi lì con i caccia di fornitura sovietica. La prova decisiva arrivò nell'estate del 1940, quando le versioni E-1 ed E-4 sostennero il peso della Battaglia d'Inghilterra contro la Royal Air Force; l'iniezione diretta di carburante del DB 601 gli dava un vantaggio iniziale in picchiata, perché gli Spitfire e gli Hurricane a carburatore, con alimentazione a gravità, si ingolfavano quando sottoposti a g negative. Sul fronte tedesco, l'apparecchio fu lo strumento dei piloti da caccia con più vittorie accreditate della storia: Erich Hartmann, con 352, Gerhard Barkhorn, con 301, e Günther Rall, con 275, tutti nella Jagdgeschwader 52 sul fronte orientale, oltre a Hans-Joachim Marseille in Nordafrica. Il progetto lasciò un'impronta anche fuori dal combattimento e fuori dalla Germania. Un prototipo V13 derivato da un Bf 109 D, equipaggiato con un DB 601R da competizione, conquistò per la Germania il record mondiale di velocità per aerei terrestri a motore a pistoni, fissato a 610,95 km/h l'11 novembre 1937 con Hermann Wurster ai comandi. Finita la guerra, la cellula continuò a essere costruita sotto altre bandiere: come Avia S-199 in Cecoslovacchia, di cui venticinque prestarono servizio in Israele nel 1948 come primo caccia della sua aeronautica militare, e come Hispano Aviación HA-1109 e HA-1112 in Spagna, dove alcuni esemplari volavano ancora alla fine degli anni Sessanta e finirono per interpretare i propri antenati al cinema. La Svizzera li impiegò fino a buona parte degli anni Cinquanta, la Finlandia non ritirò i suoi Bf 109 G prima del marzo 1954 e la Romania li mantenne in servizio fino al 1955.
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Disegno a tre viste
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Storia
Origine: il concorso per il caccia e il primo prototipo
Il Bf 109 nacque dalla specifica con cui il Reichsluftfahrtministerium cercava, a metà degli anni Trenta, un caccia monoposto moderno per sostituire i biplani allora in servizio. Il capitolato era esigente per l'epoca: si chiedeva di raggiungere una quota critica di 6.000 metri in non più di diciassette minuti e una tangenza operativa di 10.000 m, con la propulsione affidata al nuovo Junkers Jumo 210 da circa 522 kW (710 PS). L'armamento previsto oscillava tra un cannone da 20 mm montato nella V del motore e sparante attraverso il mozzo dell'elica —la disposizione Motorkanone che avrebbe accompagnato l'apparecchio per tutta la sua vita— e un paio di mitragliatrici sincronizzate sopra la cofanatura.
Il gruppo diretto da Willy Messerschmitt presso la Bayerische Flugzeugwerke rispose con un monoplano ad ala bassa, costruzione metallica, abitacolo chiuso e carrello retrattile: la combinazione di caratteristiche che avrebbe definito il caccia del decennio successivo. Il primo prototipo, il Versuchsflugzeug 1 o V1, con matricola civile D-IABI, era pronto nel maggio 1935, ma i motori tedeschi previsti non lo erano. Per far volare il progetto, il ministero acquistò quattro Rolls-Royce Kestrel VI tramite una permuta con la Rolls-Royce, che ricevette in cambio un Heinkel He 70 Blitz come banco di prova volante per motori; Messerschmitt ne ricevette due e adattò i supporti motore del V1 per installare il V-12 britannico in posizione verticale. Il paradosso non è da poco: il caccia che si sarebbe battuto contro lo Spitfire per tutta la guerra volò per la prima volta con un motore Rolls-Royce.
Il confronto con i rivali avvenne a Travemünde, dove nel 1936 si sfidarono l'Arado Ar 80 V3, il Focke-Wulf Fw 159 V3, l'Heinkel He 112 V4 e il Bf 109 V2. L'He 112 fu il primo ad arrivare, agli inizi di febbraio, e gli altri prototipi si aggiunsero prima della fine del mese. Il Bf 109 disorientò inizialmente i piloti da caccia abituati al biplano: abitacolo chiuso, carico alare elevato, carreggiata stretta e ipersostentatori al bordo d'uscita erano novità poco rassicuranti. Furono proprio queste scelte —cellula piccola e leggera attorno al motore più potente disponibile— a dargli il margine di crescita che sostenne dieci anni di sviluppo.
Dalla serie B alla D: l'apparecchio diventa caccia da guerra
Le prime serie di produzione, con il Jumo 210 nelle sue diverse versioni, servirono più a far maturare la cellula che a offrire un caccia definitivo. Le modifiche si accumularono su elica, raffreddamento, armamento e impianto del carburante mentre si attendeva il motore che il progetto richiedeva davvero: il Daimler-Benz di cilindrata maggiore. Le serie B, C e D furono, in pratica, il banco di prova operativo di un aereo ancora incompiuto, e la loro produzione prebellica si riflette nelle cifre: tra il 1936 e l'agosto 1939 furono costruiti 2.193 Bf 109 delle serie da A a E, prima della guerra.
Spagna e Dübendorf: il battesimo del fuoco e la vetrina
Il Bf 109 debuttò in combattimento nella Guerra civile spagnola con la Legione Condor, e lì ottenne ciò che nessun banco di prova poteva dargli: esperienza tattica reale. Da quella campagna nacquero sia le messe a punto tecniche sia la dottrina d'impiego —la formazione libera in coppie e sezioni— che la caccia tedesca avrebbe portato al 1939 con un vantaggio di rodaggio sui propri avversari.
Il secondo battesimo fu propagandistico. Tra il 23 luglio e il 1° agosto 1937, nel IV Incontro Aereo Internazionale svoltosi nell'aerodromo militare di Dübendorf, vicino a Zurigo, sei Bf 109 gareggiarono contro apparecchi e piloti di altri paesi in uno schieramento tedesco deliberatamente ampio, aggiudicandosi le prove a cui parteciparono. Il messaggio arrivò agli stati maggiori europei con più chiarezza di qualsiasi rapporto d'intelligence: la Germania disponeva ormai di un caccia di prima linea.
L'Emil: la prima grande ridefinizione
La prima ridefinizione profonda arrivò con la serie E, l'*Emil*, che comprese anche la variante imbarcata Bf 109T (da *Träger*, portaerei). L'Emil introdusse le modifiche strutturali necessarie ad accogliere il Daimler-Benz DB 601, più pesante e più potente, da 1.100 PS (809 kW; 1.085 hp), oltre a un armamento rinforzato e a una maggiore capacità di carburante. Le ultime sottovarianti aggiunsero capacità di caccia-bombardiere e la predisposizione per un serbatoio sganciabile standardizzato da 300 litri, con il motore DB 601N di maggiore potenza.
L'Emil fu il primo Bf 109 in servizio con la Legione Condor nell'ultima fase della guerra spagnola e la variante principale dall'inizio della Seconda guerra mondiale fino alla metà del 1941. Rivelò anche il suo limite strutturale più citato: un raggio di combattimento di circa 300 chilometri con il solo carburante interno, conseguenza di un'autonomia di 660 km, che nell'estate del 1940 lasciò i bombardieri tedeschi senza scorta efficace su buona parte dell'Inghilterra. Il 31 agosto 1940 risultavano in dotazione 375 E-1, senza contare quelli del JG 77; nessuna qualità di volo poteva compensare il carburante che l'aereo non portava, e questa carenza condizionò la campagna più di qualsiasi confronto sulla manovrabilità.
Il Friedrich: aerodinamica prima della potenza
La seconda grande ridefinizione, sviluppata tra il 1939 e il 1940, diede vita alla serie F. Il *Friedrich* ricevette ali nuove, raffreddamento riprogettato, cofano affinato e una coda a sbalzo che eliminava i montanti esterni dello stabilizzatore dei modelli precedenti; questa aerodinamica migliorata fu mantenuta in tutte le varianti successive. Il DB 601E delle versioni F-3 e F-4 fu abbinato a un'elica VDM dalle pale più larghe per migliorare il rendimento in quota, ed era inizialmente limitato a 1.200 PS a 2.500 giri/min finché, nel febbraio 1942, ne fu autorizzato in servizio il regime pieno di 1.350 PS, il tutto con benzina B-4 a 87 ottani.
Alcuni F parteciparono alla fase finale della Battaglia d'Inghilterra nel 1940, ma la variante si diffuse su larga scala solo nella prima metà del 1941. Tra i piloti, il Friedrich è generalmente considerato il punto di equilibrio del progetto: il miglior compromesso tra potenza, armamento e finezza aerodinamica prima che l'aumento di peso cominciasse a farsi sentire.
Il Gustav: la variante di massa
La serie G, il *Gustav*, fu introdotta a metà del 1942 e divenne di gran lunga la più numerosa. Le sue prime versioni, dalla G-1 alla G-4, si differenziavano dal Friedrich per pochi dettagli, soprattutto per il motore DB 605, più potente, da 1.475 PS (1.085 kW; 1.455 hp). Le versioni con numerazione dispari furono costruite come caccia d'alta quota, con cabina pressurizzata e sovralimentazione GM-1, e quelle con numerazione pari come caccia da superiorità aerea non pressurizzati.
Il G-6 fu la sottovariante emblematica e la più prodotta: circa 12.000 esemplari a partire dal marzo 1943, oltre un terzo di tutti i Bf 109 costruiti. Il personale della Luftwaffe lo soprannominò *Die Beule* («il bernoccolo») per le carenature rigonfie che il cofano richiedeva per ospitare gli otturatori delle mitragliatrici da 13 mm MG 131, un tratto che sarebbe scomparso nelle versioni successive del cofano. Il Gustav illustra anche la deriva del programma: ogni nuova esigenza —armamento pesante contro i bombardieri, corazzatura, apparati radio, kit *Rüstsätze* appesi sotto le ali— aggiungeva peso e resistenza aerodinamica a una cellula concepita nel 1934 per meno della metà della potenza che ora portava.
Produzione, dispersione industriale e lavoro schiavo
La produzione totale del Bf 109 fu di 33.984 unità, di cui 30.573 costruite tra settembre 1939 e maggio 1945; un altro conteggio, che si chiude nell'aprile 1945 e comprende l'insieme delle cellule costruite dal 1936, dà 34.248 apparecchi, la cifra che lo colloca come il caccia più prodotto della storia. La caccia rappresentò il 47% dell'intera produzione aeronautica tedesca, e il Bf 109 costituì il 57% di tutti i caccia tedeschi fabbricati.
Questa cifra ha un volto che nessuna scheda tecnica riporta: parte della produzione fu realizzata nei campi di concentramento mediante lavoro schiavo. Nel gennaio 1943, nell'ambito dello sforzo per aumentare la produzione di caccia, Messerschmitt concesse a DEST, impresa di proprietà delle SS, la licenza per la fabbricazione di componenti, e la produzione a Flossenbürg iniziò a febbraio. Il numero di prigionieri al lavoro per Messerschmitt crebbe notevolmente dopo il bombardamento dello stabilimento di Ratisbona del 17 agosto 1943. Erla, subappaltatore di Messerschmitt, istituì a sua volta sottocampi dipendenti da Flossenbürg, tra cui quello di Johanngeorgenstadt, creato nel dicembre 1943 per fabbricare i piani di coda del Bf 109. La dispersione dell'industria sotto i bombardamenti alleati e il ricorso al lavoro forzato sono inseparabili dal record di produzione dell'apparecchio.
Il Kurfürst e la fine della guerra
L'ultima serie a raggiungere una produzione significativa cercava di razionalizzare una gamma che si era frammentata in decine di sottovarianti e kit. Il tentativo di standardizzazione fallì, ma il risultato offrì prestazioni di combattimento migliori: l'iniezione di acqua e metanolo MW 50 elevava la potenza a 1.800 PS (1.324 kW) e l'abitacolo a visibilità ottimizzata *Erla Haube* divenne dotazione standard. La velocità massima si attestò a 573 km/h al livello del mare e 665 km/h a 5 km di quota. Alcuni modelli progettati della serie K, come il K-6, dovevano montare cannoni da 30 mm MK 108 nelle ali, un armamento pensato per abbattere bombardieri quadrimotori con una breve raffica.
Record e propaganda
La corsa al record mondiale di velocità della seconda metà degli anni Trenta si giocò tra costruttori tedeschi. Fu proprio il Bf 109 ad aprire la serie: l'11 novembre 1937 il V13, immatricolato D-IPKY e pilotato dal capo collaudatore di Messerschmitt, il dottor Hermann Wurster, raggiunse i 610,95 km/h con un DB 601R da competizione da 1.230 kW (1.672 PS) su una cellula convertita a partire da un Bf 109 D; era la prima volta che la Germania si aggiudicava il record mondiale di velocità per aerei terrestri a motore a pistoni. Hans Dieterle superò il primato con 746,61 km/h sull'He 100 V8, e Messerschmitt riconquistò poco dopo la leadership: il 26 aprile 1939 il Flugkapitän Fritz Wendel, ai comandi del Me 209 V1, stabilì un nuovo record di 755,14 km/h. Per finalità propagandistiche, quel Me 209 V1 ricevette la designazione Me 109R, un prefisso mai usato per i Bf 109 da combattimento. L'apparecchio del record non era un Bf 109 e non aveva in comune con esso altro che il costruttore e la volontà di associare le due immagini.
Gli assi e l'impiego operativo
Il Bf 109 fu la cavalcatura dei tre piloti da caccia con più vittorie dichiarate della storia, che rivendicarono insieme 928 abbattimenti volando con la Jagdgeschwader 52, principalmente sul fronte orientale. Il più celebre, Erich Hartmann, fu accreditato di 352 vittorie. Lo pilotò anche Hans-Joachim Marseille, l'asso con più abbattimenti della campagna del Nordafrica, che abbatté 158 apparecchi nemici in circa un terzo del tempo. Queste cifre vanno lette nel loro contesto: riflettono tanto le qualità del velivolo quanto un sistema di rotazione che manteneva i piloti tedeschi in combattimento senza avvicendamento fino alla morte o alla cattura, a differenza della prassi alleata di ritirarli per l'addestramento.
L'apparecchio rimase in servizio fino alla fine del conflitto nel 1945 e continuò a operare in diversi paesi per molti anni ancora.
Dopo il 1945: Avia, Hispano e la seconda vita
Finita la guerra, il 109 continuò a essere costruito fuori dalla Germania. In Cecoslovacchia fu fabbricato come Avia S-99 e S-199; venticinque S-199 prestarono servizio con Israele nel 1948 e costituirono la base della nascente aeronautica militare israeliana, in una delle ironie più citate della storia dell'apparecchio. In Spagna furono prodotte su licenza due versioni derivate dal Bf 109G-2: l'Hispano Aviación HA-1112 «Tripala», con motore Hispano-Suiza, e l'HA-1112 «Buchón», con lo stesso Rolls-Royce Merlin che aveva spinto gli Spitfire.
La variante finale, l'HA-1112-M1L Buchón —nome di una razza di piccione—, volò per la prima volta il 29 marzo 1954 con un Rolls-Royce Merlin 500-45 da 1.600 hp e un'elica quadripala Rotol, entrambi acquistati come surplus nel Regno Unito. La presa d'aria a mento del Merlin alterò la linea caratteristica del muso. Fu un assemblaggio improvvisato di elementi di provenienze diverse, ma trasformò il discendente del caccia tedesco in un apparecchio a motore britannico e, per questa via, nel fornitore naturale di «Messerschmitt» per il cinema bellico dei decenni successivi.
Eredità e superstiti
Il Bf 109 riunisce due condizioni difficili da conciliare: fu il caccia più prodotto della storia e rimase in prima linea dal primo all'ultimo giorno della guerra. La sua formula —la cellula più piccola possibile attorno al motore più potente disponibile— spiega sia i suoi pregi sia i suoi difetti: eccellente rapporto potenza-peso e ottima velocità di salita, ma al tempo stesso un carrello a carreggiata stretta responsabile di un numero elevato di incidenti in decollo e atterraggio, specialmente tra i piloti con addestramento abbreviato nell'ultima fase della guerra.
Oggi i superstiti si dividono tra cellule originali e discendenti spagnoli e cecoslovacchi. Tra gli HA-1112 conservati figurano esemplari statici, come l'HA-1112-K1L del Museo dell'Aria di Madrid, ed esemplari ancora in grado di volare, alcuni dei quali rimotorizzati e modificati per recuperare l'aspetto del Bf 109 tedesco. La distinzione tra un Bf 109 autentico, un Buchón e un Buchón «riconvertito» è oggi uno dei punti in cui conviene più guardare la documentazione che la sagoma.
Varianti
| Bf 109 A | Bf 109 B | Bf 109 C | Bf 109 D | Bf 109 E-3 | Bf 109 E-4 | Bf 109 F-2 | Bf 109 F-4 | Bf 109 G-10 | Bf 109 G-14 | Bf 109 G-2 | Bf 109 G-4 | Bf 109 G-6 | Bf 109 H-1 | Bf 109 K-4 | Bf 109 T | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Apparato propulsivo | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | Motore a pistoni Daimler-Benz DB 605A-1, 1.475 CV (1.085 kW) | — | — | — |
| Motorizzazione | 1 × Junkers Jumo 210D | 1 × Junkers Jumo 210D | 1 × Junkers Jumo 210G | 1 × Junkers Jumo 210D | 1 × Daimler-Benz DB 601A | 1 × Daimler-Benz DB 601A | 1 × Daimler-Benz DB 601N | 1 × Daimler-Benz DB 601E | 1 × Daimler-Benz DB 605D-2 | 1 × Daimler-Benz DB 605AM | 1 × Daimler-Benz DB 605A | 1 × Daimler-Benz DB 605A | 1 × Daimler-Benz DB 605A-1 | 1 × Daimler-Benz DB 605A | 1 × Daimler-Benz DB 605 DB/DC | 1 × Daimler-Benz DB 601N |
| Potenza unitaria | 493 kW | 493 kW | 515 kW | 493 kW | 809 kW | 809 kW | 864 kW | 993 kW | — | 1324 kW Valore migliore della riga | 964 kW | 964 kW | 1455 hp | — | — | 864 kW |
| Lunghezza | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 9 m | — | — | — |
| Apertura alare | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 9,9 m | — | — | — |
| Altezza | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 2,6 m | — | — | — |
| Superficie alare | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 16,1 m² | — | — | — |
| Peso a vuoto | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 2247 kg | — | — | — |
| MTOW | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 3400 kg | — | — | — |
| Velocità massima | — | — | — | — | — | — | 615 km/h | 659 km/h | — | 665 km/h | 660 km/h | 660 km/h | 642 km/h | 750 km/h Valore migliore della riga | 710 km/h | — |
| Quota di velocità massima | — | — | — | — | — | — | — | 6200 m | — | 5000 m | 7000 m | 7000 m | 6300 m | 10.100 m | 7500 m | — |
| Velocità di crociera | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 590 km/h | — | — | — |
| Quota di crociera | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 6000 m | — | — | — |
| Tangenza operativa | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 12.000 m | — | — | — |
| Velocità di salita iniziale | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 22,7 m/s | — | — | — |
| Autonomia | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 880 km | — | — | — |
| Autonomia di trasferimento | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 1994 km | — | — | — |
| Condizioni di autonomia | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 880 km con carburante interno; fino a 1.994 km con serbatoio sganciabile da 300 l | — | — | — |
| Armamento | Due mitragliatrici MG 17 da 7,92 mm montate nella cofanatura del motore, sincronizzate per sparare attraverso il disco dell'elica. Fu sperimentata una terza arma che sparava attraverso l'asse dell'elica, ma non fu adottata nella serie di produzione. | Due mitragliatrici MG 17 da 7,92 mm nella cofanatura del motore, la stessa disposizione della serie A e già considerata insufficiente in combattimento. Alcuni velivoli montarono una terza MG 17 sincronizzata nel motore, ma si rivelò poco affidabile per le vibrazioni e il surriscaldamento e non arrivò a generalizzarsi. | Quattro mitragliatrici MG 17 da 7,92 mm: due nella cofanatura del motore e due nelle ali, grazie al rinforzo strutturale introdotto in questa serie. La variante sperimentale C-2 aggiungeva una quinta arma sincronizzata nel motore; il progetto C-3 prevedeva di sostituire le due MG 17 alari con cannoni MG FF da 20 mm, e il C-4 un cannone-motore MG FF aggiuntivo, ma nessuno dei due raggiunse la produzione in serie. | Quattro mitragliatrici MG 17 da 7,92 mm: due montate nelle ali e due sopra il motore. Il D-2, con una mitragliatrice aggiuntiva sincronizzata nel motore, non arrivò mai a funzionare in modo affidabile; il D-3 prevedeva di sostituire le MG 17 alari con due cannoni MG FF da 20 mm, come il progetto C-3. | 2x MG17 da 7,92 mm sopra il motore + 2x MG FF da 20 mm nell'ala | 2x MG17 da 7,92 mm sopra il motore + 2x MG FF/M da 20 mm nell'ala (proiettile Minengeschoss) | 1x MG151 da 15 mm nel mozzo dell'elica (200 colpi) + 2x MG17 da 7,92 mm sopra il motore | 1x MG151/20 da 20 mm nel mozzo dell'elica (200 colpi) + 2x MG17 da 7,92 mm sopra il motore; la F-4/R1 aggiungeva 2x MG151/20 da 20 mm in gondole subalari (135 cad.) | 1x MK108 da 30 mm o MG151/20 da 20 mm nel mozzo dell'elica + 2x MG131 da 13 mm sopra il motore (armamento ereditato dal G-6/G-14) | 2x MG131 da 13 mm sopra il motore (300 cad.) + 1x MG151/20 da 20 mm nel mozzo dell'elica; la G-14/U4 sostituiva quest'ultimo con 1x MK108 da 30 mm | 1x MG151/20 da 20 mm nel mozzo dell'elica + 2x MG17 da 7,92 mm sopra il motore (stesso armamento base del F-4) | 1x MG151/20 da 20 mm nel mozzo dell'elica + 2x MG17 da 7,92 mm sopra il motore; identico al G-2 salvo per la radio FuG 16 VHF a maggiore portata | 2x MG131 da 13 mm sincronizzate (300 cad.) + 1x MG151/20 da 20 mm o 1x MK108 da 30 mm (65) nel mozzo dell'elica; opzionali 2x MG151/20 da 20 mm in gondole subalari; 2x razzi Wfr.Gr.21 da 21 cm | L'H-1 fu costruito su cellule del Bf 109 G-5, descritto dalla stessa fonte come identico al G-6 salvo per la cabina pressurizzata; l'armamento standard di quella famiglia consisteva in due mitragliatrici MG 131 da 13 mm sincronizzate nella cofanatura del motore più un cannone-motore da 20 mm MG 151/20 che sparava attraverso l'asse dell'elica. La fonte consultata non specifica una configurazione di armamento differenziata per l'H-1. | 1x MK108 da 30 mm (65 colpi) nel mozzo dell'elica + 2x MG131 da 13 mm nel muso (300 cad.); alcuni esemplari con MG151/20 al posto del MK108 | 2x MG17 da 7,92 mm sopra il motore + 2x MG FF/M da 20 mm nell'ala (uno per semiala) |
| Carico bellico massimo | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 250 kg | — | — | — |
| Carico utile | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 0 kg | — | — | — |
| Equipaggio | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 1 | — | — | — |
| Passeggeri | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 0 | — | — | — |
| Esemplari costruiti | — | 341 | 58 | 647 | 1276 | 561 | 1230 | 1841 | 2600 | 5500 Valore migliore della riga | 1587 | 1246 | — | — | — | 70 |
Immagini
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Altrove
- Australian War MemorialBf 109 de 2./JG 1: vista lateral derecha (fotografía oficial) ↗
- Australian War MemorialBf 109 de 2./JG 1 estacionado en el aeródromo ↗
- Australian War MemorialBf 109G-6 W.Nr. 163824 conservado en el Australian War Memorial ↗
- National Air and Space MuseumMesserschmitt Bf 109 G-6/R3 conservado (ficha de objeto NASM) ↗
- National Air and Space MuseumMesserschmitt Bf 109 G (galería multimedia NASM) ↗
- National Air and Space MuseumMesserschmitt Bf 109 V1, el primer prototipo ↗
- Planes of Fame Air MuseumMesserschmitt Bf 109G-10/U4 «Gustav» en vuelo y en tierra ↗
- Planes of Fame Air MuseumMesserschmitt Bf 109E-7 «Emil», veterano de la JG 5 ↗
- Planes of Fame Air MuseumHispano HA-1112-M1L «Buchón», derivado español del Bf 109 ↗
- AviationMuseum.euGalería de ejemplares de Bf 109 conservados en museos europeos ↗
- AviationMuseum.euFlugmuseum Messerschmitt (Manching): Bf 109 en vuelo ↗
- AviationMuseum.euBf 109E-3 NX109J del Museum of Flight (célula Hispano) ↗
Vedi le altre 9
- AviationMuseum.euHispano HA-1112-M1L Buchón N90602 (Erickson Aircraft Collection) ↗
- AviationMuseum.euMuseo del Aire (Cuatro Vientos): Buchones y Bf 109 españoles ↗
- FlickrBf 109 G-6: ala seccionada mostrando la estructura interna ↗
- The Museum of FlightMesserschmitt Bf 109E-3 en los colores de Hans «Assi» Hahn ↗
- Flying Heritage & Combat Armor MuseumBf 109 E-3 «Emil» recuperado de la playa de Calais y restaurado ↗
- This Day in AviationPrimer vuelo del Bf 109 V1, 28 de mayo de 1935 ↗
- This Day in AviationMe 209 V1 y el récord mundial de velocidad, 26 de abril de 1939 ↗
- This Day in AviationArchivo fotográfico de efemérides del Messerschmitt Bf 109 ↗
- This Day in AviationEtiqueta «Bf 109»: hitos ilustrados del caza de Messerschmitt ↗