Qué PASÓ REALMENTE con los B-29 Superfortress de América después de la Segunda Guerra Mundial?
Video del canale El Archivo Bélico su Boeing B-29 Superfortress, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 16:37. Lingua: spagnolo. Tipo di video: Documentario.
Di cosa parla
Documentario sul destino della flotta di Boeing B-29 Superfortress dopo la Seconda guerra mondiale: smobilitazione, demolizione di massa, il suo ruolo nella deterrenza nucleare e in Corea, gli operatori stranieri e gli esemplari conservati.
Contesto storico
Alla fine della guerra c'erano circa 3.800 B-29, quasi 900 nelle Marianne e altri 600 in basi degli Stati Uniti. Con la smobilitazione e i tagli, furono classificati per la conservazione, il trasferimento o la demolizione: a Clark (Filippine) e nelle Marianne furono smantellate centinaia di unità, e Davis-Monthan, a Tucson, arrivò a conservarne oltre 600. Con la Guerra Fredda e la creazione dell'Aeronautica indipendente nel 1947, il B-29 divenne la base della deterrenza nucleare dello Strategic Air Command. Nella guerra di Corea, a partire da giugno 1950, più di 200 presero parte a bombardamenti, ma i MiG-15 li costrinsero a operare di notte dopo il cosiddetto martedì nero del 23 ottobre 1951. L'arrivo del B-47 accelerò il suo ritiro, completato nello Strategic Air Command verso il 1954.
Dati salienti
Alcuni sopravvissero come cisterne KB-29 o piattaforme di prova. Il Regno Unito ne impiegò 87 con il nome Washington, e l'Unione Sovietica copiò tre esemplari internati nel 1944 per creare il Tu-4, in servizio dal 1947. Oggi se ne conservano circa 22: volano il FIFI, della Commemorative Air Force, e il Doc, tornato in volo il 17 luglio 2016; tra gli esemplari statici figurano l'Enola Gay all'Udvar-Hazy Center, il Bockscar a Dayton e quello di Duxford. Il suo motore Wright R-3350 equipaggiò poi il Constellation e il DC-7.
