Variante del British Aerospace Harrier II
British Aerospace Harrier II AV-8B Harrier II
Prima versione di serie dell'Harrier II per il Corpo dei Marines degli Stati Uniti, nota come «Day Attack» (attacco diurno). Nacque da due AV-8A modificati, volò nella sua forma di sviluppo nel novembre 1981, raggiunse la capacità operativa iniziale nel 1985 con lo squadrone VMA-331 e combatté nella guerra del Golfo prima che la maggior parte dei suoi esemplari fosse modernizzata agli standard Night Attack o Harrier II Plus.
Scheda del British Aerospace Harrier II

- 5 novembre 1981
- Primo volo
Storia
Un Harrier migliore senza un nuovo motore
A metà degli anni Settanta il Corpo dei Marines degli Stati Uniti (USMC) voleva un Harrier nettamente superiore all'AV-8A di prima generazione, ma senza pagare lo sviluppo di un nuovo motore. Il Dipartimento della Difesa autorizzò il piano dell'Harrier II nel 1976 e la Marina, che tradizionalmente acquistava gli aerei dei Marines, pretese che il progetto fosse dimostrato in volo prima di impegnarsi. McDonnell Douglas trasformò allora due AV-8A con ali nuove, prese d'aria riviste, ugelli ridisegnati e altri ritocchi aerodinamici; la cabina rialzata e il muso nuovo che avrebbero avuto gli aerei successivi non furono incorporati in quei prototipi. Battezzati YAV-8B, il primo volò il 9 novembre 1978. Le prove rivelarono una resistenza aerodinamica maggiore del previsto, che riduceva la velocità massima, ma il carico, l'autonomia e il comportamento nel decollo verticale convinsero abbastanza da far firmare nel 1979 un contratto di sviluppo: 12 aerei iniziali e altri 324 in seguito.
Tra il 1978 e il 1980 il Pentagono e la Marina tentarono più volte di cancellare il programma. La Marina preferiva una versione d'attacco del caccia che sarebbe poi diventato l'F/A-18 Hornet e fece pressione sui Marines perché lo adottassero come aereo di supporto aereo ravvicinato. Ciononostante, nel 1981 il Dipartimento della Difesa inserì l'Harrier II nel proprio bilancio e nel piano quinquennale, anche se la Marina rinunciò ad acquistarlo per sé.
Sviluppo in scala reale e produzione
Nell'agosto 1981 British Aerospace e McDonnell Douglas firmarono un memorandum d'intesa che riportava il Regno Unito nel programma, ora come subappaltatore con il 40 % delle ore di lavoro della cellula. Rolls-Royce si tenne il 75 % del lavoro sul motore e Pratt & Whitney il resto. I partner prevedevano di costruire 400 Harrier II: 336 per i Marines e 60 per la RAF. La produzione principale avvenne negli stabilimenti di McDonnell Douglas a Saint Louis (Missouri) e in quelli di BAe a Kingston e Dunsfold.
%2C_circa_in_1994.jpg)
Furono costruiti quattro aerei di sviluppo in scala reale. Il primo, dedicato soprattutto a misurare prestazioni e qualità di volo, decollò il 5 novembre 1981; il secondo e il terzo, che esordirono con le estensioni del bordo d'attacco alla radice alare e con prese d'aria riviste, volarono nell'aprile dell'anno seguente, e il quarto nel gennaio 1984. Dopo di loro arrivarono 162 aerei di serie, costruiti tra il 1983 e il 1989. Il primo fu consegnato allo squadrone di addestramento VMAT-203 nella base di Cherry Point il 12 dicembre 1983, e l'ultimo del lotto iniziale di 12 arrivò nel gennaio 1985 allo squadrone di prima linea VMA-331. Montavano il turbofan F402-RR-404A da 95,4 kN di spinta; gli aerei costruiti dal 1990 ricevettero motori migliorati.
Un aereo nuovo sotto la silhouette di sempre
Pur conservando la disposizione dell'Harrier originale, McDonnell Douglas ridisegnò l'intera cellula. La cabina salì di 27 cm e adottò un nuovo tettuccio che migliorava la visibilità in avanti, ai lati e all'indietro. L'ala, in un unico pezzo, supercritica e quasi interamente in materiali compositi, era più spessa e lunga di quella dell'AV-8A, con meno freccia e più superficie, e comunque più leggera. Nel complesso, un quarto della struttura era in compositi di fibra di carbonio, un fatto senza precedenti in un aereo da combattimento. Il sistema principale di attacco era l'Hughes AN/ASB-19 installato nel muso, che combinava una telecamera televisiva e un inseguitore laser per ottenere una mira molto precisa; l'autoprotezione era affidata ai lanciatori di flare e chaff AN/ALE-39, a un ricevitore di allarme radar AN/ALR-67 e a un contenitore di disturbo AN/ALQ-126C. La cabina servì inoltre per le prime prove di controllo vocale, con un sistema di Smiths Industries.
Valutazione ed entrata in servizio
La valutazione operativa durò dal 31 agosto 1984 al 30 marzo 1985. Quattro piloti e il loro personale di manutenzione provarono l'aereo in condizioni di combattimento da Camp Pendleton, China Lake, Cold Lake (Canada) e Yuma: supporto aereo ravvicinato e in profondità, interdizione, ricognizione armata e, in una seconda fase, scorta, pattugliamento aereo e intercettazione da ponte. Furono rilevate carenze poi corrette, ma la valutazione fu data per superata. L'AV-8B raggiunse la capacità operativa iniziale nel gennaio 1985 con il VMA-331.
Battesimo del fuoco nel Golfo
L'Harrier II entrò in combattimento il 17 gennaio 1991, nell'operazione Desert Storm, rispondendo alla chiamata di un controllore aereo avanzato contro l'artiglieria irachena che colpiva Khafji. Operando dalle navi Nassau e Tarawa e da basi a terra, 86 AV-8B accumularono 3.380 voli e circa 4.100 ore con una disponibilità superiore al 90 %. Cinque aerei andarono perduti per missili terra-aria e morirono due piloti. Il generale Norman Schwarzkopf incluse l'AV-8B tra le sette armi decisive della guerra.
Destino dei «Day Attack»
La versione diurna fu presto superata dai suoi derivati. La maggior parte degli AV-8B originali fu modernizzata agli standard Night Attack o Harrier II Plus, quest'ultimo mediante un programma di ricostruzione che riutilizzava componenti degli aerei esistenti, e il resto fu ritirato dal servizio.

Multimedia
%2C_circa_in_1994.jpg)








