Pilots PRAYED they’d never cross its path: Mitsubishi A6M Zero
Video del canale Aviacore DE su Mitsubishi A6M Zero, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 38:55. Lingua: tedesco. Tipo di video: Documentario.
Di cosa si tratta
Documentario narrato in tedesco che ripercorre la storia del Mitsubishi A6M Zero dalla sua concezione al suo declino, con particolare attenzione al suo progettista, Jiro Horikoshi. Combina la spiegazione tecnica delle scelte progettuali con il racconto del suo impiego in combattimento e di come gli Alleati imparassero a sconfiggerlo.
Contesto storico
Il video colloca l'origine del caccia nel Giappone degli anni Trenta e nel dibattito interno della Marina Imperiale tra velivoli pesanti e protetti o leggeri e manovrabili. Nel 1937 la Marina emise una specifica per un caccia imbarcato che richiedeva oltre 500 km/h e un'autonomia vicina ai 3.000 km, requisiti che molti ingegneri consideravano irraggiungibili. Horikoshi, nato nel 1903 nella prefettura di Gunma e formatosi all'Università Imperiale di Tokyo, assunse l'incarico alla Mitsubishi dopo vari progetti respinti e, secondo il racconto, lavorò ai disegni mentre era malato. Il prototipo volò il 1º aprile 1939.
Il debutto in combattimento avvenne nell'agosto 1940 su Chongqing, con tredici caccia giapponesi contro I-15 e I-16 di fabbricazione sovietica. I rapporti di consiglieri sovietici e di Claire Chennault misero in guardia sul nuovo aereo, ma non ebbero conseguenze. Dopo il dicembre 1941 ai piloti alleati fu ordinato di non impegnarsi in combattimenti in virata con lo Zero. Nel giugno 1942 lo Zero di Tadayoshi Koga si rovesciò in una palude dell'isola di Akutan, nelle Aleutine; recuperato quasi intatto, fu portato a San Diego, smontato e sottoposto a prove di volo.
Dati salienti
Il peso fu ridotto grazie alla lega Extra Super Duralumin della Sumitomo, a un'ala di grande superficie con punte ripiegabili e alla rinuncia alla blindatura del pilota e ai serbatoi autosigillanti. Il motore era il Nakajima Sakae a 14 cilindri da circa 1.000 CV, e l'armamento consisteva in due cannoni da 20 mm nelle ali e due mitragliatrici sopra il motore. Il documentario attribuisce il suo declino a questa mancanza di protezione, a tattiche come l'attacco in picchiata e il Thach Weave di John Thach, all'arrivo dell'F6F Hellcat e dell'F4U Corsair e alla perdita di piloti veterani. Le versioni A6M3 e A6M5 guadagnarono potenza a scapito dell'equilibrio originale. Ne furono costruiti più di 10.000 esemplari. Horikoshi pubblicò nel 1956 un libro sullo sviluppo dell'aereo e morì a Tokyo nel 1982.
