Lo sapevi…

Perché morì Yuri Gagarin?

Risposta diretta

Gagarin morì in un incidente aereo, non a bordo di una navicella spaziale. Il 27 marzo 1968, l'addestratore MiG-15UTI che pilotava con l'istruttore Vladimir Seryogin si schiantò in un bosco a nordest di Mosca, vicino a Novoselovo. La commissione sovietica concluse che una manovra evasiva brusca portò l'aereo in vite a un'altitudine troppo bassa per recuperarlo.

Perché morì Yuri Gagarin?
SB Lim2 a HMAS AlbatrossYSSYguy (CC BY SA), vía commons

Un volo di addestramento durato pochi minuti

Nel 1968 Gagarin era colonnello, vicecapo dell'addestramento dei cosmonauti e un monumento nazionale che lo Stato non voleva rischiare. Aveva passato lunghi periodi senza pilotare e stava recuperando a poco a poco lo status di pilota attivo. La mattina del 27 marzo 1968 decollò dall'aerodromo di Chkalovsky, vicino a Mosca, su un addestratore biposto MiG-15UTI, con l'esperto pilota collaudatore Vladimir Seryogin nell'altro sedile. Pochi minuti dopo l'inizio dell'esercitazione, Gagarin comunicò che il compito era completato e chiese di tornare alla base. Non ci furono altre trasmissioni. L'aereo si schiantò in picchiata contro un bosco vicino a Novoselovo, nella regione di Vladimir, e entrambi morirono.

Cosa stabilì la commissione

La commissione d'inchiesta stabilì che l'equipaggio aveva eseguito una manovra brusca, per evitare un altro aereo, un pallone meteorologico o la base di uno strato di nubi, e che l'addestratore era entrato in vite senza altitudine sufficiente per uscirne. Le conclusioni non furono rese pubbliche all'epoca, il che garantì decenni di speculazioni, in parte sensazionalistiche: sabotaggio, alcol, persino una sopravvivenza segreta.

Perché il caso resta controverso

Quanto si seppe in seguito era meno drammatico, ma più compromettente per il sistema che circondava il volo. Il bollettino meteo era superato e la base delle nubi era molto più bassa di quanto fosse stato comunicato all'equipaggio, la zona di addestramento non era stata liberata da altro traffico, e la procedura di recupero dalla vite per quel modello richiedeva più altitudine di quella che restava loro. Alexei Leonov sostenne per anni che un caccia supersonico non autorizzato era passato abbastanza vicino da far destabilizzare il MiG con la sua scia, una versione che, a suo dire, era confermata dai dati originali. Nessun racconto unico ha convinto tutti, ma il meccanismo in sé non è mai stato seriamente messo in dubbio: una vite iniziata troppo in basso per uscirne.

Altre domande