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Perché Thomas Pesquet è famoso?

Risposta diretta

Thomas Pesquet è oggi l'astronauta francese più conosciuto: ingegnere ed ex pilota di linea, selezionato dall'ESA nel 2009, ha volato due volte verso la Stazione Spaziale Internazionale (Proxima, 2016-2017; Alpha, 2021), vi ha effettuato passeggiate spaziali ed è stato il primo francese a comandare la stazione.

Perché Thomas Pesquet è famoso?
ISS-68: l'astronauta della NASA Josh Cassada osserva attraverso un oblò della cupola

Ingegnere, pilota, poi astronauta

Nato nel 1978 a Rouen, Thomas Pesquet si forma nell'ingegneria aerospaziale, lavora alle operazioni e all'autonomia dei satelliti presso il CNES, poi diventa pilota di linea per Air France. Nel 2009 l'Agenzia Spaziale Europea lo seleziona in una classe di sei astronauti, la prima da oltre un decennio. Segue una lunga attesa, consueta in questo mestiere: addestramento in Russia, negli Stati Uniti e in Giappone, immersioni con autorespiratore, apprendimento dei sistemi di bordo, prima dell'assegnazione a un volo.

Due soggiorni e un comando

La sua missione Proxima inizia nel novembre 2016: lancio con una Soyuz, sei mesi a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, due passeggiate spaziali con Shane Kimbrough, ritorno nel giugno 2017. Nell'aprile 2021 parte di nuovo per la missione Alpha, questa volta su una navicella Crew Dragon di SpaceX, di cui è il primo passeggero europeo. Nuova rotazione di sei mesi, costellata di uscite nel vuoto per installare pannelli solari sulla struttura della stazione. Nell'autunno 2021 ne assume il comando, cosa che nessun francese aveva fatto prima di lui.

Il talento di raccontare

La sua notorietà, tuttavia, non si deve solo a questo curriculum di volo. Pesquet ha fotografato la Terra quasi quotidianamente dalla Cupola e ha pubblicato le sue immagini commentandole, ha mostrato come si dorme, si mangia e si corre in assenza di peso, ha spiegato gli esperimenti scientifici con un linguaggio chiaro e senza enfasi. Ne ha fatto un racconto continuo, seguito da un pubblico ben oltre gli ambienti spaziali, che ha dato al programma europeo una visibilità che i comunicati delle agenzie non ottengono. È questa duplice competenza, tecnica e narrativa, a spiegare il suo posto particolare nello spazio francese, al fianco di Jean-Loup Chrétien e Claudie Haigneré.

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