Lo sapevi…

È vero che hanno davvero allunato sulla Luna?

Risposta diretta

Sì, e non una sola volta: sei missioni Apollo — 11, 12, 14, 15, 16 e 17 — allunarono tra luglio 1969 e dicembre 1972. Dodici persone camminarono sulla superficie e riportarono quasi 400 chilogrammi di campioni lunari. Quattro di questi camminatori lunari sono ancora in vita (a ottobre 2026).

È vero che hanno davvero allunato sulla Luna?
Aldrin in piedi accanto alla bandiera statunitense dispiegata

Sei allunaggi, non uno

La domanda viene spesso posta al singolare, come se ci fosse stato un solo allunaggio. Sono stati sei. L'Apollo 11 allunò il 20 luglio 1969; l'Apollo 12 fece lo stesso il 19 novembre dello stesso anno; l'Apollo 14 il 5 febbraio 1971; l'Apollo 15 il 30 luglio 1971; l'Apollo 16 il 20 aprile 1972; e l'Apollo 17 l'11 dicembre 1972. L'Apollo 13 non allunò mai, a causa di un guasto, ma tornò anch'essa con fotografie. In ogni missione che allunò, un membro dell'equipaggio rimase nel modulo di comando in orbita lunare, mentre gli altri due scendevano sulla superficie con il modulo lunare.

Dodici persone, quattro ancora in vita

Dodici persone hanno camminato sulla superficie lunare, tutte durante il programma Apollo tra il 1969 e il 1972. Di queste dodici, quattro sono ancora in vita: Buzz Aldrin, David Scott, Charles Duke e Harrison Schmitt. I loro nomi compaiono nell'elenco dei camminatori lunari pubblicato dalla NASA.

Cosa hanno riportato

Le sei missioni che allunarono riportarono quasi 400 chilogrammi di campioni lunari. Questo materiale è la parte meno spettacolare, ma più solida delle prove. A ciò si aggiungono gli esperimenti installati sulla superficie su meccanica del suolo, meteoroidi, sismologia, flusso di calore, telemetria laser, campi magnetici e vento solare. Tra questi c'è il retroriflettore dell'Apollo 11, un pannello quadrato di alluminio di 46 centimetri con cento prismi di vetro di quarzo — uno dei riflettori laser che, ancora oggi, vengono puntati dalla Terra per misurare la distanza dalla Luna con una precisione di circa due centimetri. In questo caso la prova non consiste in fotografie, ma in oggetti che si possono toccare ed esperimenti che si possono ripetere.

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