Variante del McDonnell Douglas C-17 Globemaster III

McDonnell Douglas C-17 Globemaster III BC-17X

Derivato commerciale del C-17, nato come MD-17 alla McDonnell Douglas e ribattezzato BC-17X dopo la fusione con Boeing nel 1997, pensato per le compagnie aeree statunitensi della Civil Reserve Air Fleet. Progetto non realizzato: nessuna compagnia ne ha mai ricevuto uno.

Scheda del McDonnell Douglas C-17 Globemaster III

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Storia

L'MD-17 fu il derivato commerciale del C-17 Globemaster III che la McDonnell Douglas iniziò a promuovere negli anni precedenti la fusione con Boeing del 1997, in un momento in cui lo stesso programma militare lottava ancora per la sopravvivenza. Nel dicembre 1993 il Pentagono aveva limitato provvisoriamente l'acquisto di C-17 a 40 velivoli mentre ne valutava costo e prestazioni e studiava alternative commerciali; con il programma per un aereo da trasporto non sviluppato ex novo (Non-Developmental Airlift Aircraft), aperto nel marzo 1994, furono messi a confronto con nuovi C-17 un Boeing 747-400 modificato e una riapertura della linea del C-5. Una versione civile offriva al costruttore un modo per allargare la base produttiva e al Dipartimento della Difesa una capacità aggiuntiva di carico fuori sagoma senza doverla acquistare.

Il concetto fu legato fin dall'inizio alla Civil Reserve Air Fleet (CRAF), l'accordo contrattuale con cui alcune compagnie aeree statunitensi impegnano velivoli che il Dipartimento della Difesa può mobilitare per ampliare il trasporto aereo militare in un'emergenza nazionale. Poiché alla CRAF partecipano solo vettori statunitensi pienamente certificati dalla Federal Aviation Administration (FAA), il cargo civile aveva bisogno di un proprio certificato di tipo commerciale. Nel settembre 1997 Flight International riferì di un primo passo: Boeing, che aveva appena assorbito la McDonnell Douglas, ricevette dalla FAA una delega come rappresentante organizzativo di aeronavigabilità, che consentiva a dipendenti autorizzati dell'azienda di ispezionare componenti per conto dell'agenzia lungo il percorso verso la certificazione dell'MD-17.

Dopo la fusione il progetto fu ribattezzato BC-17 e più tardi BC-17X. L'aereo doveva essere molto simile al C-17 militare, ma privo della presa di rifornimento in volo e del generatore di gas inerte a bordo, tra altri equipaggiamenti di cui un operatore commerciale non aveva bisogno. L'idea che riapparve più volte era che le compagnie impiegassero gli aerei commercialmente in tempo di pace e li mettessero a disposizione dei militari quando richiesto, secondo uno schema simile a quello della CRAF.

Boeing non trovò mai la base di clienti di cui aveva bisogno. Flight International riferì nell'ottobre 2000 che i piani di trasporto merci commerciale per il C-17 venivano riattivati, e nel maggio 2007 il direttore del programma C-17, Dave Bowman, assicurò che l'azienda era «più vicina che mai» al lancio del BC-17. Diversi clienti avevano emesso richieste di offerta e Boeing aveva già ricevuto le loro proposte, pur non volendo nominarli; parlava di un lancio iniziale da 30 a 60 velivoli e di un mercato che «potrebbe superare i 100». Uno dei candidati era Global Heavylift Holdings, un'azienda privata guidata da Myron Stokes che cercava di raccogliere 10,8 miliardi di dollari di capitale per acquistare 30 C/BC-17 nuovi e chiedeva alla FAA una deroga alla norma FAR 21.27 per facilitare la conversione civile dell'aereo.

Il calendario dipendeva dalla linea militare: la produzione del C-17 era allora garantita solo fino all'ultimo velivolo contrattato, previsto per l'agosto 2009, e gli elementi di produzione a lungo termine erano stati sottoposti a un ordine di sospensione nel marzo 2007. Le consegne commerciali, insieme a nuovi ordini militari degli Stati Uniti e di altri paesi, venivano presentate come un modo per colmare quel vuoto a partire dal 2010.

Nessuno di questi tentativi si trasformò in un ordine definitivo. Le analisi del progetto indicano l'economia dell'aereo: il C-17 consuma all'ora circa tre quarti del carburante di un Boeing 747-400, ma trasporta all'incirca la metà dei pallet, e il suo muso tozzo e la sua ala ad alta portanza, ottimizzati per le missioni militari, lo rendevano costoso da impiegare come cargo. La domanda non arrivò mai, la proposta di cedere gli aerei a operatori con un contratto di mobilitazione in caso di guerra non ebbe seguito e nessuna compagnia ricevette un BC-17X. La linea del C-17 proseguì solo con ordini militari degli Stati Uniti e di aeronautiche alleate.

Fonti: Flight International — Boeing 'close' to launching BC-17 (23-05-2007)