Attacco · Militare · Stati Uniti
Douglas A-1 Skyraider
- 18 marzo 1945
- Primo volo
- In servizio
- Stato

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Il Douglas A-1 Skyraider — AD fino all’unificazione delle designazioni statunitensi del 1962 — è un aereo d’attacco monomotore e monoposto nato in piena Seconda guerra mondiale come bombardiere in picchiata e aerosilurante imbarcato per la Marina degli Stati Uniti. Progettato dal gruppo di Ed Heinemann alla Douglas, volò per la prima volta il 18 marzo 1945 e arrivò troppo tardi per quel conflitto, ma trovò la sua strada in seguito: robusto, corazzato nei punti vitali, capace di portare un’enorme quantità di armamento sotto le larghe ali dritte e di restare per ore sopra l’obiettivo, divenne il grande aereo di supporto aereo ravvicinato della Corea e del Vietnam. Quando l’aviazione da combattimento era ormai passata al getto, questo aereo a elica, spinto da un motore radiale Wright R-3350 a diciotto cilindri, rimase in prima linea, guadagnandosi la fama di «anacronismo» e soprannomi come «Spad». La Douglas ne costruì 3180 esemplari fino al 1957, in versioni d’attacco, d’attacco notturno, di allerta aerea avanzata e di guerra elettronica. Oltre che con la Marina e i Marines, servì con l’Aeronautica statunitense — famoso come scorta «Sandy» degli elicotteri di soccorso —, con l’aeronautica sudvietnamita, la Royal Navy, la Francia e diversi paesi africani. Oggi alcuni esemplari sono conservati nei musei e alcuni volano ancora nelle manifestazioni aeree.
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Categoria
Douglas A-1 Skyraider nelle notizie

L'azienda tedesca ha sviluppato un'architettura di difesa aerea basata sull'IA che integra sensori, comando e controllo e due nuovi intercettori: AD-1 Inferno e AD-2 Ambush.

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Disegno a tre viste
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Storia
Un solo aereo per due missioni
Nel 1943 l’Ufficio aeronautico della Marina degli Stati Uniti ruppe con un’abitudine consolidata: fino ad allora i bombardieri in picchiata e gli aerosiluranti imbarcati avevano più membri d’equipaggio, e ogni missione aveva il proprio aereo. L’idea nuova era riunire entrambi i compiti in un unico monoposto a lungo raggio e ad alte prestazioni, che succedesse in un colpo solo al Douglas SBD Dauntless, al Curtiss SB2C Helldiver e al Grumman TBF Avenger. La Douglas decise di proporre un progetto del tutto nuovo, diretto da Ed Heinemann. La Marina ne fu convinta e il 6 luglio 1944 ordinò dei prototipi con la designazione XBT2D-1.
Il primo XBT2D-1 decollò il 18 marzo 1945, quasi quattro mesi prima del previsto. Il 7 aprile passò al Centro prove aeronavali, i cui piloti lo giudicarono superiore a qualsiasi bombardiere in picchiata provato fino ad allora, e il 5 maggio la Marina lo ordinò in serie come AD-1, ormai con il nome di Skyraider. La resa del Giappone ridusse l’ordine senza annullarlo e nel dicembre 1946 il primo aereo di serie raggiunse un reparto operativo, la squadriglia VA-19A.
L’ossessione del peso
All’inizio del progetto uno studio quantificò quanto l’aereo guadagnava per ogni chilo risparmiato: corsa di decollo più corta, raggio d’azione maggiore e salita migliore. Heinemann mise i suoi ingegneri a caccia di risparmi, per quanto piccoli. Semplificarono l’impianto del carburante, rinunciarono alla stiva bombe interna per appendere tutto il carico sotto le ali e la fusoliera, spostarono i freni di picchiata sulla fusoliera e riutilizzarono un ruotino di coda di un progetto precedente. Alla fine l’XBT2D-1 pesava oltre 820 kg in meno rispetto al progetto iniziale. Ne nacque un monoplano ad ala bassa, con grandi ali dritte fitte di punti d’attacco, spinto da un motore radiale Wright R-3350 Duplex-Cyclone a diciotto cilindri che partì da circa 1500 kW e, miglioria dopo miglioria, arrivò a circa 2100 kW. Veniva costruito nello stabilimento Douglas di El Segundo, nella California meridionale.

Quell’aereo pesante e un po’ tozzo aveva doti che nessun aviogetto dell’epoca eguagliava: manovrava bene a bassa velocità, portava moltissimo armamento lontano e poteva restare a lungo sopra il campo di battaglia. A differenza dei caccia adattati al bombardamento, era pensato fin dall’origine per l’attacco al suolo e proteggeva le zone vitali con una corazzatura, soprattutto intorno all’abitacolo. La versione AD-6/A-1H raggiungeva circa 518 km/h, aveva un’autonomia di circa 2118 km, una quota di tangenza di circa 8700 m, quattro cannoni da 20 mm e quindici punti d’attacco per bombe, siluri, razzi, dispensatori di mine o contenitori per cannoni.
Sette versioni e molti mestieri
Lo Skyraider si sviluppò in sette versioni principali. All’AD-1 seguirono l’AD-2 e l’AD-3, con miglioramenti minori, e poi l’AD-4, con un R-3350 più potente. L’AD-5 allargò la fusoliera per far sedere due membri d’equipaggio affiancati — da cui il soprannome «Fat Face» — ed ebbe una variante notturna a quattro posti; l’AD-6 era un AD-4B migliorato per il bombardamento a bassa quota e l’ultimo modello di serie, l’AD-7, ricevette un’ulteriore evoluzione del motore. In precedenza erano già esistite versioni con più membri d’equipaggio, come l’AD-1Q biposto e l’AD-3N triposto. Con un grande radar sotto la fusoliera, lo Skyraider divenne anche aereo imbarcato di allerta aerea avanzata, sostituendo il Grumman TBM-3W Avenger, e vi furono versioni da guerra elettronica. La produzione terminò nel 1957 con 3180 aerei costruiti. Nel 1962 la riforma delle designazioni trasformò gli AD superstiti in A-1D fino ad A-1J.
La Marina dipinse i suoi AD dapprima in blu mare lucido e, dopo la Corea, in grigio chiaro e bianco. L’Aeronautica li ricevette con questi colori, ma dal 1967 li mimetizzò con due verdi e un marrone chiaro.
Corea: l’«aereo blu»
Arrivato tardi per la Seconda guerra mondiale, lo Skyraider divenne la spina dorsale degli attacchi della Marina e dei Marines nella guerra di Corea. I primi AD entrarono in combattimento il 3 luglio 1950 dalla portaerei USS Valley Forge, con la squadriglia VA-55. Il loro carico e le dieci ore di autonomia superavano di gran lunga gli aviogetti allora disponibili, e furono impiegati nel supporto ravvicinato e nell’interdizione contro le linee di rifornimento nordcoreane. Il 2 maggio 1951 alcuni Skyraider effettuarono l’unico attacco con siluri aerei della guerra, contro la diga di Hwacheon. Il 16 giugno 1953 un AD-4 dei Marines abbatté un biplano Polikarpov Po-2, la sua unica vittoria aerea documentata in quel conflitto. Per la verniciatura scura le truppe nemiche lo chiamavano l’«aereo blu». Le perdite nei passaggi a bassa quota portarono ad aggiungere piastre di corazza in alluminio sotto la fusoliera e sui fianchi, che incisero appena sulle prestazioni. La Marina e i Marines persero in Corea 128 Skyraider, 101 in combattimento; molte perdite operative si dovettero alla potenza bruta del motore, la cui coppia poteva ribaltare l’aereo se il pilota dava troppo gas durante un appontaggio abortito. Nel luglio 1954, mentre cercavano superstiti di un DC-4 della Cathay Pacific abbattuto vicino a Hainan, due Skyraider imbarcati abbatterono due caccia cinesi.
Vietnam: Sandy, Hobo e la Medal of Honor
All’inizio del coinvolgimento statunitense in Vietnam, lo Skyraider era ancora l’aereo d’attacco medio di molti stormi imbarcati. Il 5 agosto 1964, nell’operazione Pierce Arrow seguita all’incidente del golfo del Tonchino, Skyraider delle portaerei Constellation e Ticonderoga parteciparono ai primi attacchi della Marina contro il Vietnam del Nord; uno fu abbattuto e il suo pilota, il tenente Richard Sather, perse la vita. Con i cannoni, Skyraider della Marina abbatterono due caccia a reazione MiG-17: il 20 giugno 1965, prima vittoria con il cannone della guerra, e il 9 ottobre 1966. Nell’ottobre 1965, per celebrare una cifra tonda di bombe sganciate, un pilota della VA-25 lanciò un water insieme al suo carico. Il 14 febbraio 1968 cadde l’ultimo A-1 della Marina perso nel conflitto, intercettato da MiG-17 cinesi vicino a Hainan durante un volo di trasferimento. In totale la Marina perse 65 Skyraider, 48 in combattimento, e dalla metà degli anni Sessanta lo sostituì con l’aviogetto Grumman A-6 Intruder, pur continuando a impiegarlo dalle portaerei più piccole della classe Essex.
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L’Aeronautica, che non lo aveva mai ordinato, lo adottò per i suoi reparti di operazioni speciali e lo rese celebre in un ruolo nuovo: scortare gli elicotteri di soccorso in combattimento con il nominativo «Sandy», proteggendo per ore gli aviatori abbattuti. Altri nominativi, come «Hobo», «Firefly» o «Zorro», divennero soprannomi dell’aereo. Per il Vietnam i suoi A-1 ricevettero il sistema di estrazione Yankee, in cui due razzi tiravano fuori il pilota dall’abitacolo come un seggiolino eiettabile. Il 10 marzo 1966 il maggiore Bernard F. Fisher atterrò con il suo A-1E sulla pista devastata del campo di A Shau, sotto il fuoco nemico, per recuperare un compagno abbattuto, il maggiore «Jump» Myers; fu il primo membro dell’Aeronautica decorato con la Medal of Honor in Vietnam. Anche il colonnello William A. Jones III la ricevette per una missione del 1º settembre 1968 in cui, ferito e con l’aereo danneggiato, rientrò alla base per comunicare la posizione di un aviatore abbattuto. L’Aeronautica perse 191 Skyraider nel Sud-est asiatico, 150 in combattimento; delle 256 perdite complessive, la stragrande maggioranza fu dovuta all’artiglieria contraerea.
Il cavallo da lavoro del Vietnam del Sud
Dal settembre 1960 la Marina iniziò a cedere Skyraider all’aeronautica sudvietnamita per sostituirne gli F8F Bearcat. I primi piloti si addestrarono in Texas e in California e alla fine del 1965 essa schierava già sei squadroni di A-1. Nel corso della guerra ricevette oltre 350 aerei e nel 1973 tutti gli Skyraider rimasti in mani statunitensi erano passati nei suoi ranghi. Senza il limite di dodici mesi dei turni americani, alcuni piloti sudvietnamiti accumularono migliaia di ore di combattimento sull’aereo, che chiamavano «bufalo d’acqua pazzo». Nel 1975 undici fuggirono in Thailandia e più di quaranta caddero nelle mani del Vietnam del Nord.
Sotto altre bandiere
La Royal Navy ricevette nel 1951 cinquanta AD-4W di allerta aerea avanzata, impiegati come Skyraider AEW.1 dal 849 Naval Air Squadron in distaccamenti di quattro aerei; quelli delle portaerei Eagle e Albion parteciparono alla crisi di Suez del 1956. Il Fairey Gannet li sostituì dal 1960 e gli ultimi furono ritirati nel 1962, ma i loro radar AN/APS-20 passarono agli Avro Shackleton della RAF, che li usarono fino al 1991. Quattordici di quegli aerei britannici finirono in Svezia, dove una società civile li impiegò come traina-bersagli tra il 1962 e il 1976.

La Francia acquistò più di un centinaio di AD-4, AD-4N e AD-4NA di seconda mano per sostituire i suoi P-47 Thunderbolt in Algeria; la Sud Aviation li revisionò e il primo fu consegnato il 6 febbraio 1958. Si rivelarono i più efficaci tra gli aerei antiguerriglia improvvisati dai francesi, servirono poi in Ciad, a Gibuti e in Madagascar, e i superstiti passarono al Gabon, al Ciad e alla Cambogia.
Eredità
In Vietnam lo Skyraider dimostrò il valore di un aereo d’attacco robusto, con grande autonomia e molto carico, una lezione che i successivi progetti di supporto ravvicinato avrebbero ereditato. Oggi sopravvivono numerosi esemplari: l’A-1H 134600, che volò con l’aeronautica sudvietnamita dal 1965 al 1975, è esposto restaurato dal 2022 al National Museum of the US Air Force, e diversi aerei recuperati dal Gabon e dal Ciad da appassionati francesi, insieme ad altri negli Stati Uniti, volano ancora nelle manifestazioni aeree, dove il rombo del loro grande motore radiale resta inconfondibile.
Varianti
| XBT2D-1 | A-1E | AD-1 | AD-1Q | AD-1U | AD-2 | AD-2D | AD-2Q | AD-2QU | AD-2W | AD-3 | AD-3N | AD-3Q | AD-3QU | AD-3S | AD-3W | AD-4 | AD-4B | AD-4L | AD-4NA | AD-4N (A-1D) | AD-4NL | AD-4Q | AD-4W | AD-5 (A-1E) | AD-5N (A-1G) | AD-5Q (EA-1F) | AD-5S | AD-5U | AD-5W (EA-1E) | AD-6 (A-1H) | AD-7 (A-1J) | UA-1E | XAD-1W | XAD-2 | XAD-3E | XBT2D-1N | XBT2D-1P | XBT2D-1Q | |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Primo volo | 18 marzo 1945 | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Motorizzazione | 1 × piston | — | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × Wright R-3350-26W | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × Wright R-3350-26WA | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × Wright R-3350-26WA Duplex-Cyclone | 1 × Wright R-3350-26WB | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston | 1 × piston |
| Potenza unitaria | — | — | — | — | — | 2682 hp Valore migliore della riga | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 2682 hp Valore migliore della riga | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Lunghezza | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 11,8 m | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Apertura alare | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 15,3 m | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Altezza | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 4,8 m | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Superficie alare | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 37,2 m² | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Peso a vuoto | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 5429 kg | — | — | — | — | — | — | — | — |
| MTOW | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 11.340 kg | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Velocità massima | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 518 km/h | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Quota di velocità massima | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 5500 m | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Velocità di crociera | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 319 km/h | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Tangenza operativa | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 8700 m | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Velocità di salita iniziale | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 14,5 m/s | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Autonomia | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 2115 km | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Carico bellico massimo | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 3600 kg | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Carico utile | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 0 kg | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Equipaggio | 1 Valore migliore della riga | — | 1 Valore migliore della riga | 2 | — | 1 Valore migliore della riga | — | 2 | — | — | 1 Valore migliore della riga | 3 | — | — | — | — | 1 Valore migliore della riga | — | — | — | 3 | — | 2 | 3 | 2 | 4 | 4 | — | — | 3 | 1 Valore migliore della riga | 1 Valore migliore della riga | — | 3 | — | — | 3 | — | 2 |
| Passeggeri | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | — | 0 | — | — | — | — | — | — | — | — |
| Esemplari costruiti | — | — | 242 | 35 | — | 156 | — | 21 | 1 | — | 125 | 15 | 23 | — | 2 | 31 | 372 | 165 | — | — | 307 | — | 39 | 168 | 212 | 239 | — | — | — | 218 | 713 Valore migliore della riga | 72 | — | 1 | 1 | — | 3 | 1 | 1 |
Dove vederlo oggi
| Matricola | Variante | Luogo | Città | Paese | Stato |
|---|---|---|---|---|---|
| 124121 | — | Fleet Air Arm Museum | Yeovilton | Regno Unito | Immagazzinato |
| Skyraider AEW.1 WT121, custodito nel deposito di Cobham Hall del museo. | |||||
| 124156 | AD-4N (A-1D) | — | Troy | Stati Uniti | In condizioni di volo |
| In volo, nelle mani di un privato. | |||||
| 126959 | AD-4N (A-1D) | — | Bennett | Stati Uniti | In condizioni di volo |
| In volo, nelle mani di un privato. | |||||
| 132463 | AD-5 (A-1E) | Aerospace Museum of California | North Highlands | Stati Uniti | Esposto |
| Esposto nell'ex base di McClellan. | |||||
| 127888 | AD-4NA | Air Zoo | Kalamazoo | Stati Uniti | Esposto |
| Esposto nel museo. | |||||
| 135188 | AD-5W (EA-1E) | Collings Foundation | Stow | Stati Uniti | In condizioni di volo |
| Donato alla Collings Foundation nel maggio 2012. | |||||
| 132534 | AD-5N (A-1G) | Evergreen Aviation & Space Museum | McMinnville | Stati Uniti | Esposto |
| Esposto nel museo. | |||||
| 126965 | AD-4NA | Heritage Flight Museum | Burlington | Stati Uniti | In condizioni di volo |
| Servì sulla USS Kearsarge con il VA-115 al largo della Corea nel 1953, già a tregua in vigore. Motore R-3350-26WA da 2700 hp. | |||||
| 132443 | AD-5W (EA-1E) | Historic Aviation Memorial Museum | Tyler | Stati Uniti | Esposto |
| Esposto sul lato est dell'aeroporto Tyler Pounds. | |||||
| 52-598 | AD-5N (A-1G) | Hurlburt Field Memorial Air Park | Mary Esther | Stati Uniti | Esposto |
| Ex BuNo 132598 della Marina, esposto nel parco memoriale della base di operazioni speciali. | |||||
| 09102 | XBT2D-1 | Intrepid Sea, Air & Space Museum | New York City | Stati Uniti | Esposto |
| Prototipo XBT2D-1, antenato dell'AD-1, esposto sulla portaerei museo. | |||||
| 126882 | AD-4NA | Lone Star Flight Museum | Houston | Stati Uniti | In condizioni di volo |
| In volo; decollò prima dell'uragano Ike (2008) e scampò ai danni. | |||||
| 132789 | AD-5W (EA-1E) | March Field Air Museum | Riverside | Stati Uniti | Esposto |
| Esposto nell'ex base di March. | |||||
| 123827 | AD-4 | Military Aviation Museum | Virginia Beach | Stati Uniti | In condizioni di volo |
| In volo con la collezione del museo. | |||||
| 52-132649 | AD-5 (A-1E) | National Museum of the United States Air Force | Dayton | Stati Uniti | Esposto |
| Aereo di Bernard Fisher nel salvataggio del 10-3-1966 che gli valse la Medaglia d'Onore; unico aereo di quella medaglia dell'USAF conservato. | |||||
| 134600 «The Proud American» | AD-6 (A-1H) | National Museum of the United States Air Force | Dayton | Stati Uniti | Esposto |
| Dipinto come il secondo «The Proud American» del 1st SOS, l'ultimo Skyraider dell'USAF perso in Vietnam. | |||||
| 132532 | AD-5Q (EA-1F) | National Naval Aviation Museum | Pensacola | Stati Uniti | Esposto |
| Versione per guerra elettronica esposta nel museo dell'aviazione navale. | |||||
| 135300 | AD-6 (A-1H) | National Naval Aviation Museum | Pensacola | Stati Uniti | Esposto |
| Con i colori del VA-25. | |||||
| 132261 | AD-4B | Naval Air Station Fallon | Fallon | Stati Uniti | Esposto |
| Esposto nella base aeronavale. | |||||
| 137602 | AD-6 (A-1H) | Naval Air Station Lemoore | Lemoore | Stati Uniti | Esposto |
| Su un pilone accanto al quartier generale; porta i colori del VA-25 e il numero falso 135300. | |||||
| 122811 | AD-3 | Naval Inventory Control Point | Philadelphia | Stati Uniti | Esposto |
| Esposto nel centro di approvvigionamento della US Navy. | |||||
| 127007 | AD-4N (A-1D) | Patriots Point Naval & Maritime Museum | Mount Pleasant | Stati Uniti | Esposto |
| A bordo della USS Yorktown con i colori del VA-65 (Carrier Air Group 2), come nel 1953-54. | |||||
| 135018 | AD-5Q (EA-1F) | Pima Air & Space Museum | Tucson | Stati Uniti | Esposto |
| Con i colori del VAW-33 imbarcato sulla USS America (1967). | |||||
| 125716 | AD-4N (A-1D) | Soaring By The Sea Foundation | Eugene | Stati Uniti | In condizioni di volo |
| È stato in Francia con Didier Chable; ora appartiene alla Soaring By The Sea Foundation (Eugene, USA) e ha volato al festival di Miramar del 2025. | |||||
| 125739 | AD-4NA | U.S. Naval Museum of Armament and Technology | Ridgecrest | Stati Uniti | Esposto |
| Esposto nella base navale di China Lake. | |||||
| 127922 | AD-4W | USS Midway Museum | San Diego | Stati Uniti | Esposto |
| AD-4W modificato per sembrare un A-1. Ex AEW.1 WT981 e trainabersagli svedese SE-EBL; sulla Midway dal 2006. | |||||
| 126922 | AD-4NA | Vintage Aircraft Restorations | Spokane | Stati Uniti | In condizioni di volo |
| Ha volato con la Kennet Aviation a Old Warden (G-RADR); il 25-3-2026 è passato alla Vintage Aircraft Restorations, a Spokane (USA), come N503KV. | |||||
| 09257 | AD-1 | Warbird Heritage Foundation | Waukegan | Stati Uniti | In condizioni di volo |
| Uno dei pochi AD-1 di prima serie che ancora volano. | |||||
| 126924 | AD-4NA | Yanks Air Museum | Chino | Stati Uniti | Esposto |
| Esposto nel museo. | |||||
| 127947 | AD-4W | Arlandasamlingarna | — | Svezia | Esposto |
| Ex AEW.1 britannico WT949 e poi trainabersagli svedese SE-EBB della Svensk Flygtjänst. | |||||
| 127945 | AD-4W | Skyraider AB | Karlskoga | Svezia | In restauro |
| Proprietà del Flygvapenmuseum, ceduto per il restauro. Ex AEW.1 WV185 e trainabersagli SE-EBI (1963-1973). | |||||
| 127960 | AD-4W | Svedinos Bil- och Flygmuseum | Ugglarp | Svezia | In restauro |
| Ex AEW.1 WT962 e trainabersagli SE-EBC; nel museo dal 1974, in restauro ma visitabile. | |||||
| 139723 | AD-6 (A-1H) | Vietnam People's Air Force Museum | Hanoi | Vietnam | Esposto |
| Esposto nel museo dell'Aeronautica vietnamita. | |||||
| Matricola | Variante | Luogo | Città | Paese | Stato |
|---|---|---|---|---|---|
| 52-247 (Ricostruito) | AD-5 (A-1E) | Hill Aerospace Museum | Roy | Stati Uniti | Esposto |
| Ricostruito nel Vietnam del Sud con pezzi di vari A-1 della Marina e dell'USAF. | |||||
Elenco verificato il 31 ottobre 2026 su Wikipedia (en): List of surviving Douglas A-1 Skyraiders, Aerial Visuals Airframe Dossier, Aerial Visuals Airframe Dossier, Aerial Visuals Airframe Dossier, Aerial Visuals Airframe Dossier, Aerial Visuals Airframe Dossier, Aerial Visuals Airframe Dossier, Aerial Visuals Airframe Dossier, Aerial Visuals Airframe Dossier, Aerial Visuals Airframe Dossier.
Immagini


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Altrove
- National Museum of the U.S. Air ForceA-1H Skyraider 'The Proud American' (first aircraft), Nakhon Phanom, 1972 ↗
- National Museum of the U.S. Air ForceA-1H Skyraider 'The Proud American' departing on a rescue mission ↗
- National Museum of the U.S. Air ForceA-1H Skyraider cockpit interior on display ↗
- National Museum of the U.S. Air ForceA-1H Skyraider restoration, September-November 2022 ↗
- National Museum of the U.S. Air ForceA-1E Skyraider on display at the museum, 2007 ↗
- 353rd Special Operations WingA-1H Skyraider of the 602nd Special Operations Squadron over Vietnam, June 1970 ↗
- Air Force Special Operations CommandA-1H Skyraider, 602nd Special Operations Squadron, 1970 ↗
- JetPhotosDouglas A-1 Skyraider photo ↗
- JetPhotosDouglas A-1 Skyraider photo ↗
- JetPhotosDouglas A-1 Skyraider photo ↗
- AirHistory.netA-1H Skyraider BuNo 139776, VA-196, USS Bon Homme Richard, 1965 ↗
- AirHistory.netA-1 Skyraider BuNo 135300, National Naval Aviation Museum ↗


