Variante del Bücker Bü 131 Jungmann
Bücker Bü 131 Jungmann Kokusai Ki-86A
Addestratore primario Tipo 4 dell'Esercito giapponese: il Jungmann fabbricato su licenza dalla Kokusai con motore Hitachi Ha-47 da 110 CV, la versione più numerosa dell'intera famiglia con 1.037 unità tra il 1943 e il 1945.
Scheda del Bücker Bü 131 Jungmann
- 1037
- Esemplari costruiti
- 600 km
- Autonomia
Storia
Il Kokusai Ki-86 fu la versione del Jungmann destinata all'Esercito imperiale giapponese. La History of War spiega che la Marina era stata la prima a interessarsi al Bü 131 e lo aveva messo in produzione come Kyūshū K9W1; l'Esercito, che aveva bisogno di sostituire il suo addestratore primario Tachikawa Ki-17, rimase colpito dalle prestazioni del biplano tedesco. La rivalità tra le due armi fece sì che, invece di condividere la produzione della Kyūshū, l'Esercito commissionasse una propria versione alla Kokusai Kōkū Kōgyō, che ricevette la designazione Ki-86 e il nome ufficiale di Addestratore Primario Tipo 4 dell'Esercito.
Il Ki-86A montava l'Hitachi Ha-47 11 da 110 CV, un motore derivato dall'Hirth HM 504, e secondo la History of War era praticamente identico al Bü 131B: l'apertura alare era di due pollici inferiore, raggiungeva circa nove miglia orarie in più e la sua quota massima era di circa 3.000 piedi superiore. La scheda della fonte gli attribuisce 24 piedi e quasi un pollice di apertura alare, 21 piedi e otto pollici di lunghezza, 902 libbre a vuoto e 1.409 a pieno carico, 112 miglia orarie di velocità massima, 75 di crociera a 3.280 piedi, 12.730 piedi di tangenza e 373 miglia di autonomia; il censimento le registra convertite in unità metriche.
Tra il 1943 e il 1945 la Kokusai costruì 1.037 esemplari, cifra su cui concordano la History of War, le Wikipedia in inglese e in tedesco e l'Air Britain Digest, il che rende il Ki-86 la variante più numerosa del Jungmann presso un singolo costruttore. La Fundación Infante de Orleans parla di 1.254 Jungmann giapponesi in totale, senza distinguere tra Esercito e Marina. Servì nelle scuole di volo dell'Esercito fino alla fine della guerra. Un derivato con cellula interamente in legno, il Ki-86B, rimase a un solo prototipo.