Variante del Boeing CH-47 Chinook
Boeing CH-47 Chinook MH-47E
Chinook per operazioni speciali del 2º Battaglione del 160º SOAR: 26 CH-47C rimanufatturati (prototipo del 1991, ultimo consegnato nel 1995) con cabina digitale, radar AN/APQ-174A, FLIR, rifornimento in volo e il doppio del carburante del CH-47D.
Scheda del Boeing CH-47 Chinook
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- Esemplari costruiti
Storia
L'MH-47E è il Chinook concepito fin dall'inizio per le operazioni speciali dell'esercito degli Stati Uniti e quello che diede alla famiglia la reputazione di elicottero capace di volare molto lontano, molto basso e di notte. La sua origine sta nelle soluzioni improvvisate dei primi anni Ottanta. Nel 1980 la Task Force 158, antenata del 160º Battaglione di Aviazione che sarebbe poi diventato il 160º Reggimento di Aviazione per Operazioni Speciali, ricevette dalla 101ª Divisione Aviotrasportata dodici CH-47C adattati per volare con i visori notturni; entrarono in servizio attivo nel 1981 con radioaltimetri, apparati di navigazione e comunicazione a lungo raggio e quattro serbatoi metallici di carburante in cabina. Nel 1983 si aggiunsero sedici CH-47D con navigazione migliorata, comunicazioni via satellite e guerra elettronica, operativi dal 1984. Erano soluzioni di ripiego: il reggimento aveva bisogno di un velivolo progettato per la sua missione.
L'elemento tecnologico chiave fu la cabina digitale. Nel 1985 una sezione di valutazione ingegneristica del Comando Comunicazioni ed Elettronica dell'esercito provò un sistema di avionica digitale che sfociò nelle «glass cockpit» (cabine di cristallo) dell'MH-47E e dell'MH-60K Black Hawk, nelle quali gli schermi di computer sostituivano il groviglio di strumenti e interruttori. Varie di queste tecnologie, come gli schermi integrati, il sensore a infrarossi a scansione frontale (FLIR) e il radar multimodo, erano state sperimentate prima sul dimostratore Boeing Model 360 e poi sul convertiplano V-22 Osprey. Nel dicembre 1987 un contratto coprì lo sviluppo e le prove in volo di un prototipo e di 25 velivoli di serie; nel giugno 1991 arrivò il contratto di acquisti anticipati per avviare i primi 25. IBM Federal Systems, poi assorbita da Lockheed Martin, fu la subappaltatrice designata del sistema di avionica integrata, comune a Boeing e Sikorsky. L'esigenza dell'esercito era che radio, computer di missione e schermi multifunzione potessero essere scambiati tra un MH-47E e un MH-60K in pochi minuti, cosa inedita tra velivoli di costruttori diversi e molto utile lontano dalle normali linee di rifornimento.
Il requisito operativo era impegnativo: una missione coperta di 5,5 ore su un raggio di 300 miglia nautiche (555 km), a bassa quota, di giorno o di notte, con maltempo, su qualsiasi terreno e con il 90 % di probabilità di successo. Per ottenerlo furono montati due turboalberi Textron Lycoming T55-L-714 da oltre 4.000 shp, al posto dei T55-L-712 da 3.750 shp del CH-47D, e serbatoi che raddoppiavano la capacità di carburante del CH-47D, oltre all'asta per il rifornimento in volo. Il radar Raytheon AN/APQ-174A consentiva il volo con inseguimento ed evitamento del terreno, la misurazione di distanze aria-suolo e la cartografia del terreno; l'autoprotezione comprendeva il rilevatore di missili AN/AAR-47, i disturbatori ALQ-162 Shadowbox e ALQ-136(V), il ricevitore di allarme radar APR-39A e il lanciatore di flare e chaff M-130. Aveva anche un argano di soccorso e un sistema di discesa con corda rapida.
Gli MH-47E non furono cellule nuove: erano CH-47C rimanufatturati sulla linea del CH-47D, con un pacchetto di missione e una cabina simili a quelli dell'MH-60K, e la maggior parte degli equipaggiamenti propri del modello E veniva installata nelle fasi finali. Il prototipo della serie E fu costruito nel 1991. Il costo, di almeno 14 milioni di dollari e fino a 40 milioni per velivolo, ridusse il programma: dei 51 previsti ne furono prodotti 26. Il 160º reggimento li utilizzava dal 1994, mentre i suoi equipaggi si addestravano sulla cabina integrata, con due simulatori a movimento completo, e il ventiseiesimo fu consegnato nel maggio 1995. Tutti furono assegnati al 2º Battaglione del 160º SOAR(A), i «Nightstalkers», con base a Fort Campbell (Kentucky). Nelle prove, il primo velivolo servì da prototipo di volo, mentre il secondo e il terzo furono dedicati a prove di compatibilità elettromagnetica e di equipaggiamenti di sopravvivenza presso il Centro di Prove Aeree Navali di Patuxent River.
Nel 1995 ricevettero le minigun M134, il sistema di inserzione ed estrazione con corda rapida (FRIES) e due serbatoi ausiliari Robertson da 800 galloni, e tra il 1995 e il 2001 furono ammodernati con modifiche identiche a quelle dell'MH-60K. Le prove a fuoco reale sul serbatoio ausiliario di cabina e sui nuovi serbatoi laterali, di maggiore capacità e con struttura a nido d'ape, terminarono nel maggio 1998: il Comando Operazioni Speciali aveva deciso di aggiungere un sistema di inertizzazione dei vapori, e i serbatoi, autosigillanti contro proiettili di calibro .50, resistettero anche a impatti maggiori; in 23 colpi si verificò un solo incendio, che si spense da solo. Nel 1996 un MH-47E precipitò a Fort Campbell e morirono cinque membri dell'unità; l'indagine lo attribuì con ogni probabilità alla perdita di alimentazione elettrica per infiltrazioni d'acqua nei pannelli di distribuzione primari, che furono poi protetti.
Per reintegrare la flotta, nel dicembre 1999 Boeing ricevette un contratto per i componenti di un MH-47E di sostituzione e nel settembre 2000 un altro per convertire un CH-47D del Centro di Aviazione dell'Esercito, soprannominato «Bearcat 3», nell'MH-47E «Dark Horse», con consegna prevista nel 2003. Fu inoltre disposto che gli MH-47E sostituissero gli MH-53J dell'aeronautica nelle aree del Pacifico e dell'Europa.
La prova del fuoco arrivò in Afghanistan dopo l'11 settembre 2001. Con serbatoi a lungo raggio, asta, radar multimodo e FLIR, volavano di notte e con maltempo a quasi 150 miglia orarie (circa 240 km/h) a pochi piedi dal suolo. Nei primi sei mesi gli MH-47 del reggimento effettuarono oltre 200 missioni di combattimento e circa 2.000 ore di volo, fino a 16.000 piedi e per un massimo di 15 ore, con una disponibilità del 99 %. Nell'Operazione Anaconda, nel 2002, il fuoco di talebani e Al Qaeda colpì tre MH-47E: da uno cadde un SEAL della Marina, un altro fu danneggiato e un terzo fu abbattuto mentre faceva sbarcare rinforzi, cinque dei quali morirono. In quell'anno furono schierati anche nelle Filippine, dove un MH-47E precipitò in mare con dieci militari a bordo, e il reggimento li portò poi in Iraq.
Nel 1995 il Regno Unito ordinò otto Chinook HC3, in pratica un MH-47E a basso costo per le sue forze speciali, che non arrivarono mai a operare con la loro avionica originale. Negli Stati Uniti, il programma MH-47G portò gli MH-47D e MH-47E a uno standard comune con la cabina digitale CAAS e le sezioni nuove del CH-47F; alla fine del 2003 erano stati aggiornati 25 MH-47E e 11 MH-47D.