Famiglia: Redstone
Redstone
Statistiche dei lanci
- 0
- Lanci totali
- 0
- Successi
- 0
- Fallimenti
- —
- Tasso di successo







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Il Redstone fu il primo grande missile balistico statunitense e il tronco da cui crebbe un'intera famiglia di lanciatori. Discendente diretto della V-2 tedesca, volò per la prima volta nel 1953, e le sue cellule in eccedenza aprirono la strada al programma spaziale con equipaggio degli Stati Uniti.
Disegno a tre viste







Storia
Il Redstone nacque all'Army Ballistic Missile Agency, con sede al Redstone Arsenal di Huntsville, in Alabama, per mano della squadra di ingegneri tedeschi guidata da Wernher von Braun dopo il loro trasferimento negli Stati Uniti nell'ambito dell'Operazione Paperclip. Il razzo prese il nome dall'arsenale stesso, così chiamato l'8 aprile 1952 per le rocce e il terreno rossi della regione, ed era un'evoluzione riconoscibile della V-2. Il primo veicolo decollò dalla rampa LC-4A di Cape Canaveral il 20 agosto 1953; volò per poco più di un minuto prima che un guasto al motore lo mandasse in mare, un fallimento parziale che dimostrò comunque la validità del progetto.
Come arma il Redstone era un missile balistico a corto raggio. Prestò servizio nell'Esercito degli Stati Uniti nella Germania Ovest dal giugno del 1958 al giugno del 1964 come parte della difesa NATO dell'Europa occidentale durante la Guerra Fredda, e fu il primo missile statunitense a portare una testata nucleare attiva, la W39. La produzione di serie andò alla Chrysler Corporation, che la concentrò al Michigan Ordnance Missile Plant di Warren, in Michigan, con Rocketdyne a fornire i motori e la Ford Instrument Company i sistemi di guida e di controllo. L'Esercito lo ritirò nel 1964 e lo sostituì con l'MGM-31 Pershing a propellente solido.
È la sua seconda vita ad averlo reso famoso. Alto 21,1 metri, largo 1,8 metri e con un peso di 27.763 chilogrammi all'accensione, il Redstone era un propulsore economico e prontamente disponibile: la versione Mercury-Redstone portò Alan Shepard in un balzo suborbitale il 5 maggio 1961, facendone la seconda persona e il primo statunitense nello spazio, mentre cellule in eccedenza rielaborate come Sparta e lanciate da Woomera, nell'Australia Meridionale, nell'ambito di un programma congiunto con il Regno Unito e l'Australia, misero in orbita il primo satellite australiano nel 1967. Da quello stesso tronco nacque la famiglia di lanciatori Redstone, che detiene una serie di primati nel programma spaziale statunitense.
Cronologia dei lanci
| Data | Base di lancio | Esito | Carico utile |
|---|
Versioni
| PGM-11 Redstone | Jupiter-A | Jupiter-C | Mercury-Redstone Launch Vehicle | Sparta | |
|---|---|---|---|---|---|
| Primo lancio | 20 agosto 1953 | 22 settembre 1955 | 20 settembre 1956 | 21 novembre 1960 | 28 novembre 1966 |
| Ultimo lancio | — | 11 giugno 1958 | 8 agosto 1957 | 21 luglio 1961 | 29 novembre 1967 |
| Altezza | 21,1 m | 21,2 m | 21,3 m | 25,4 m Valore migliore della riga | 21,8 m |
| Diametro | 1,8 m Valore migliore della riga | 1,8 m Valore migliore della riga | 1,8 m | 1,8 m Valore migliore della riga | 1,8 m Valore migliore della riga |
| Massa | 27.763 kg | — | 29.000 kg | 29.937 kg | 30.000 kg Valore migliore della riga |
| Spinta al decollo | 347 kN | — | 370 kN | 347 kN | 416 kN Valore migliore della riga |
| Stadi | 1 Valore migliore della riga | 1 Valore migliore della riga | 3 | 1 Valore migliore della riga | 3 |
| Capacità in LEO | — | — | — | — | 45 kg |
| Riutilizzabile | No | No | No | No | No |
Immagini















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