Lo sapevi…
Cos'era lo «Speedpack» del Constellation?
Risposta diretta
Un contenitore di carico esterno che la Lockheed sviluppò per gli L-749 e L-749A. Si fissava sotto la parte centrale della fusoliera con chiusure rapide, ammetteva 2000 kg di carico e si montava solo quando serviva, perché le stive non bastavano a sfruttare tutto il carico utile dell'aereo.

Un problema di spazio
L'L-749 fu la versione del Constellation che permise di volare senza scali tra New York e Parigi, grazie a serbatoi integrali aggiuntivi nelle ali esterne che elevarono l'autonomia a 6400 km; prima, gli aerei dovevano fare scalo per il rifornimento a Gander, a Terranova, prima di attraversare l'Atlantico. Ne furono costruiti 50, e dall'estate del 1948 arrivò l'L-749A, considerato il culmine della serie, con 60 esemplari. Ma queste versioni avevano un limite: le loro stive non bastavano a sfruttare tutto il carico utile massimo che l'aereo poteva sollevare.
La soluzione: una stiva sospesa
La risposta della Lockheed fu lo Speedpack, un contenitore di carico esterno con capacità di 2000 kg. Si fissava sotto la parte centrale della fusoliera tramite chiusure rapide, in modo che le compagnie aeree potessero installarlo solo quando il volo lo richiedeva e rimuoverlo poi. Era, in pratica, una stiva aggiuntiva che l'aereo poteva portare o lasciare a terra in base alla domanda.
In servizio
L'accessorio si vide nei grandi operatori del modello. Le fotografie dell'epoca mostrano, ad esempio, un L-749A della TWA all'aeroporto di Heathrow nel 1954 con lo Speedpack sotto la fusoliera, e un Constellation di Air France equipaggiato con esso al decollo da Francoforte verso il 1954 o il 1955. Fu un modo semplice per sfruttare meglio i Constellation di prima generazione senza modificarne la struttura, in un'epoca in cui le compagnie aeree cercavano di rendere più redditizio ogni volo transatlantico. In totale, la Lockheed costruì 233 aerei delle versioni a fusoliera corta del Constellation, inclusi i 34 militari C-69, C-121 e PO-1.
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