Lo sapevi…

C'è gravità nello spazio profondo?

Risposta diretta

Sì. La gravità non ha limiti: si affievolisce con il quadrato della distanza, ma non raggiunge mai lo zero, quindi anche lo spazio interstellare più vuoto è attraversato dall'attrazione di stelle e galassie. Gli astronauti fluttuano non perché la gravità sia scomparsa, ma perché loro e la loro navicella cadono insieme.

C'è gravità nello spazio profondo?
Tre calcolatrici programmabili HP-41C in levitazione nella cabina di pilotaggio dello Space Shuttle Challenger, giugno 1983 (STS-7)

La gravità non ha limiti

La legge di gravitazione universale di Newton afferma che ogni massa attrae qualsiasi altra massa con una forza che diminuisce con il quadrato della distanza tra loro. Elevare al quadrato un numero grande rende questa forza molto piccola, ma non la riduce mai a zero. Una navicella a metà strada tra le stelle sente ancora il Sole dietro di sé e la massa della Via Lattea intorno a sé. Ecco perché le sonde Voyager, ben oltre l'orbita di Plutone, seguono ancora traiettorie curvate dal Sole invece di viaggiare in linee perfettamente rette.

Fluttuare è cadere

L'assenza di peso osservata a bordo della Stazione Spaziale Internazionale viene spesso attribuita a una mancanza di gravità, il che è sbagliato. All'altitudine della stazione, circa 400 km, l'attrazione terrestre rimane circa il 90% della sua intensità al livello del mare, dove produce un'accelerazione di circa 9,8 m/s². L'equipaggio fluttua perché la stazione è in caduta libera continua attorno al pianeta: la navicella, le persone e le gocce d'acqua accelerano tutte insieme, quindi niente spinge contro nulla. Gli ingegneri chiamano ciò che resta microgravità: le piccole accelerazioni residue causate dall'attrito atmosferico, dagli spari dei propulsori e dai movimenti dell'equipaggio.

Cosa cambia davvero lontano da casa

Lo spazio profondo differisce davvero dall'orbita bassa terrestre per un aspetto: nessun corpo domina da solo. Vicino alla Terra, il pianeta determina l'accelerazione locale; tra i pianeti, lo fa il Sole; nello spazio interstellare, l'attrazione combinata della Galassia prende il sopravvento e le accelerazioni locali diventano minuscole. Queste forze tenui continuano a governare la navigazione, perché nel corso di mesi e anni curvano le traiettorie quanto basta per decidere se una sonda raggiunge la sua destinazione o la manca del tutto.

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