Variante del Lockheed U-2

Lockheed U-2 U-2D

Conversione biposto orientata alla rilevazione a infrarossi: la voluminosa fotocamera posta dietro il pilota fu sostituita da un secondo posto d'equipaggio e da un insieme di sensori in grado di misurare le emissioni di calore di aerei e missili. Ottenuti a partire da cellule di U-2A, questi velivoli lavorarono in programmi di allerta precoce contro attacchi nucleari e nello sviluppo dei satelliti di rilevazione dei lanci.

Scheda del Lockheed U-2

Immagine in arrivo
6
Esemplari costruiti
7408 km
Autonomia

Storia

Un U-2 per guardare il calore

L'U-2D non era un aereo di nuova costruzione, bensì la ricostruzione di cellule di U-2A: dove si trovava la grande fotocamera installata dietro il pilota furono alloggiati un secondo posto d'equipaggio e un apparato destinato a misurare le emissioni infrarosse di aerei e missili. L'obiettivo non era fotografare territorio altrui, ma scoprire se un satellite potesse rilevare il lancio di un missile dalla sua firma termica e dare così un allarme precoce di un attacco nucleare sovietico. La versione conservò il turbogetto Pratt & Whitney J57-P-13B originale del programma e non ricevette mai l'aggiornamento al J75 che invece trasformò la maggior parte della flotta.

Article 388, l'ultimo sopravvissuto

L'unico U-2D rimasto al mondo è esposto al Blackbird Airpark di Palmdale (California), annesso al museo dell'Air Force Flight Test Center di Edwards inaugurato il 27 settembre 1991, accanto a un SR-71A, un A-12 e un drone D-21. Si tratta del numero di serie 56-6721, noto internamente come Article 388: la quarantottesima cellula di U-2 costruita e il ventottesimo U-2A uscito dallo stabilimento Lockheed di Oildale, California.

Consegnato nell'ottobre 1957 al 4080th Strategic Reconnaissance Wing a Laughlin AFB (Del Rio, Texas), l'aereo fu protagonista il 3 agosto 1959 dell'episodio noto come «il miracolo di Cortez»: durante un volo d'addestramento, il pilota taiwanese Mike Hua subì lo spegnimento del motore a 70.000 piedi e riuscì a posare l'aereo senza motore a Cortez, Colorado, con un atterraggio di fortuna sulla pancia che lo danneggiò ma salvò sia il pilota sia la cellula.

Dalla riparazione al banco di prova

Fu proprio durante quella riparazione che l'aereo venne modificato per ospitare il secondo membro d'equipaggio e l'insieme di sensori a infrarossi, venendo ridesignato U-2D. Consegnato a Edwards AFB nel dicembre 1959, fu assegnato alla Special Projects Branch del 6512th Test Group e partecipò ai progetti LOW CARD e SMOKEY JOE, a sostegno dello sviluppo del sistema satellitare di rilevazione e allarme missilistico.

Nel maggio 1968 ricevette nuova strumentazione per una serie di 31 uscite di prova nell'ambito del Programma 949, dedicato a un sistema spaziale di allerta missilistica; i voli, effettuati da Hanscom AFB (Massachusetts) e Patrick AFB (Florida), si protrassero fino all'ottobre di quell'anno. Negli anni settanta lo stesso velivolo servì come aereo di accompagnamento dei droni COMPASS COPE, e gli allievi della Scuola Piloti Collaudatori di Edwards ebbero occasione di pilotarlo come parte della loro formazione.

Ritiro e conservazione

Il 56-6721 fu ritirato nel 1980 ed esposto al March Field Museum di Riverside (California) fino al 1996. Passò poi agli impianti Lockheed Martin dell'Air Force Plant 42 per il restauro e, dal novembre 2001, occupa il suo posto al Blackbird Airpark di Palmdale.

Fonti: Blackbird Airpark — Flight Test Historical Foundation