Variante del Hawker Siddeley Harrier
Hawker Siddeley Harrier T.4A
L'Harrier T.4A fu la variante biposto da addestramento della RAF identica al T.4 ma senza il cercatore laser nel muso: conservava l'abitacolo in tandem, la fusoliera allungata e il motore Pegasus Mk 103, e fu prodotta soprattutto convertendo cellule esistenti di T.2, T.2A e T.4. Volò con l'unità di conversione di Wittering, fu la base del T.4N navale e divenne la designazione finale del celebre velivolo di ricerca VAAC XW175.
Scheda del Hawker Siddeley Harrier

Storia
L'Harrier T.4A appartiene alla famiglia degli addestratori biposto dell'Harrier di prima generazione. Per addestrare i suoi piloti, la RAF ricevette versioni biposto con una fusoliera allungata che ospitava un secondo abitacolo in tandem e una deriva più alta rispetto ai monoposto; le fonti raggruppano T.2, T.2A, T.4 e T.4A come le versioni da addestramento della RAF. Il T.4 era l'equivalente biposto del GR.3: aveva il Pegasus Mk 103, il cercatore laser nel muso (l'LRMTS, Laser Ranger and Marked Target Seeker) e il ricevitore di allarme radar, e tornò alla deriva corta del monoposto. Secondo gli elenchi delle varianti, il T.4A è un T.4 senza il cercatore laser: un muso corto e appuntito al posto di quello allungato dell'LRMTS, con un'avionica diversa. Per un velivolo il cui compito principale era insegnare il volo stazionario e la transizione, il kit di designazione dei bersagli non era indispensabile.
Quasi nessun T.4A uscì dalla fabbrica come tale. L'elenco di produzione britannico mostra che alla designazione si arrivò convertendo cellule nate come T.2 o T.2A e poi passate per lo standard T.4. XW265 (numero di costruzione 212004) volò per la prima volta il 28 gennaio 1970, fu consegnato il 21 maggio 1970 e passò da T2/T2A a T4/T4A prima di finire in deposito a Shawbury. XW266 (212005) volò il 1º giugno 1970, fu consegnato il 25 luglio 1970, servì come T4/T4A con la RAF e fu infine convertito in T4N per la Royal Navy; fu ritirato dal servizio a Yeovilton il 16 novembre 1995. XW268 (212007), consegnato il 7 gennaio 1971, seguì lo stesso percorso fino al T4N. Tra quelli costruiti nella serie T.4 figurano XZ147 (212028), che volò il 15 dicembre 1976 e fu consegnato il 20 gennaio 1977; XZ445 (212031), che volò il 12 marzo 1979 e fu consegnato il 2 maggio 1979; e ZD990 (212043), che volò il 19 maggio 1987, fu consegnato il 25 giugno 1987 e finì in deposito a St Athan. Tutti e tre compaiono in seguito come T4A.

In servizio, il T.4A è associato all'unità di conversione operativa della RAF a Wittering, la 233 OCU: XW265 portava nel 1992 la lettera di codice W di quell'unità. La variante ebbe anche una derivazione navale: il T.4N della Royal Navy era basato sul T.4A e aggiungeva un'avionica simile a quella del Sea Harrier FRS.1, senza radar, per addestrare i piloti di Sea Harrier.
La sua storia operativa comportò anche delle perdite. XZ147 precipitò vicino a Driffield il 25 settembre 1991. XZ445, allora in forza all'899 Naval Air Squadron della Royal Navy, cadde il 23 febbraio 1996 sulle Blackdown Hills, nel Somerset, circa 11 km a sud di Taunton; il pilota, il capitano di corvetta Michael Auckland, e il capo di prima classe Stephen Brooks rimasero uccisi. L'elenco delle perdite della famiglia registra come T4A anche XW272, che finì contro gli alberi al decollo nei poligoni di Bergen-Hohne, nella Germania Ovest, il 29 giugno 1982 con il No. 4 Squadron, e XW926 della 233 OCU, che entrò in collisione con il GR3 XV795 sopra il Cambridgeshire il 23 febbraio 1983; l'elenco di produzione indica entrambe le cellule come T4, per cui non è chiara la loro designazione esatta al momento degli incidenti.
Il velivolo più noto ad aver ricevuto la designazione T.4A è XW175, numero di costruzione 212002, un biposto del secondo lotto di sviluppo che volò per la prima volta il 14 luglio 1969. Trascorse l'intera vita operativa nella ricerca: la RAE Bedford lo ricevette nel febbraio 1975 per sperimentare il recupero verticale notturno dei Sea Harrier su una nave in condizioni di scarsa visibilità. Nel 1977 e nel 1978 completò due campagne di prove in mare a bordo della HMS Hermes; nell'agosto 1977 divenne il primo Harrier biposto a decollare da una rampa ski-jump, e arrivò a compiere più di cento lanci da ski-jump. Negli anni Ottanta fu trasformato in un velivolo con comandi di volo fly-by-wire a piena autorità noto come VAAC (Vectored thrust Aircraft Advanced Control); tra il 1986 e il 2004 sperimentò concetti di controllo per i futuri velivoli STOVL, comprese prove a sostegno del programma Joint Strike Fighter. Raggiunse la sua millesima ora di volo di prova l'11 giugno 1993, si trasferì a Boscombe Down dopo il 1996 e compì il suo ultimo volo nel 2008, dopo quasi quattro decenni; fu l'ultimo velivolo ad ala fissa a decollare dalla HMS Invincible. Acquisito da Jet Art Aviation, gli furono rimossi l'equipaggiamento di prova e i componenti di origine statunitense, cosa che lo riportò a una configurazione interamente britannica designata Harrier T4A; nel luglio 2019 festeggiò il suo cinquantesimo compleanno.
Restano lacune che le fonti consultate non coprono: la data di creazione della designazione T.4A, il numero totale delle conversioni e se anche il ricevitore di allarme radar fosse stato rimosso.
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