Variante del Focke-Wulf Fw 190
Focke-Wulf Fw 190 G-3
Caccia-bombardiere a lungo raggio (JaBo Rei) i cui supporti V.Fw. Trg permettevano di portare contemporaneamente serbatoi sganciabili e bombe; alcuni esemplari furono dotati del pilota automatico PKS 11.
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Storia
La serie Fw 190 G rispose a un'esigenza precisa: portare oltre la capacità d'attacco che la serie F aveva dimostrato come Schlachtflugzeug, ovvero velivolo d'appoggio ravvicinato. La sua designazione tedesca, Jagdbomber mit vergrösserter Reichweite, abbreviata JaBo Rei, significa caccia-bombardiere a raggio d'azione ampliato, e sia la Luftwaffe sia la Focke-Wulf studiarono modi per estendere l'autonomia del Fw 190 F. Furono costruiti ex novo circa 1.300 Fw 190 G di tutte le varianti.
Il G-3 fu il primo della serie a non nascere come ridesignazione di velivoli già esistenti. I suoi predecessori invece sì: il G-1 era l'ex A-4/U8 Jabo-Rei, che portava due serbatoi sganciabili da 300 litri sotto le ali su supporti VTr-Ju 87 con carenature in duralluminio prodotte dalla Weserflug, mentre il G-2 fu rinominato a partire dall'A-5/U8, i cui supporti subalari per serbatoi sganciabili furono sostituiti con i molto più semplici attacchi V.Mtt-Schloß. Secondo la Wikipedia in tedesco, il G-2 arrivò all'inizio del 1943 con smorzatori di fiamma e fari di atterraggio che lo rendevano adatto anche alle operazioni notturne.

Le fonti non concordano sulla cellula di partenza del G-3. La Wikipedia in inglese lo descrive come basato sul caccia A-6, e la sua tabella di produzione lo elenca come «G-3 (A-6)». L'edizione tedesca lo fa invece derivare dall'A-5/U13, un caccia-bombardiere a lungo raggio che il suo elenco di conversioni identifica esplicitamente come il prototipo della serie G-3. Entrambe concordano sugli elementi essenziali dell'armamento: furono rimosse tutte le armi tranne i due cannoni MG 151/20 alle radici alari, sincronizzati per sparare attraverso l'elica.
La novità tecnica del G-3 si trovava sotto le ali. I nuovi supporti V.Fw. Trg consentivano di portare contemporaneamente serbatoi di carburante e carichi di bombe, mentre le versioni precedenti costringevano a scegliere tra autonomia e carico utile. L'edizione tedesca aggiunge due dotazioni legate a questo ruolo a lungo raggio. Alcuni esemplari ricevettero il regolatore di rotta PKS 11, un pilota automatico pensato per alleggerire le missioni lunghe, e alcuni portavano i cosiddetti Kuto-Nase sui bordi d'attacco alari, taglia-cavi per i palloni da sbarramento, uno dei mezzi usati per prevenire gli attacchi a bassa quota.
Per questa cellula furono definiti due Rüstsätze, ovvero kit di conversione, non varianti a sé stanti. Il G-3/R1 sostituiva i supporti V.Fw. Trg con una coppia di contenitori bellici conformi Waffen-Behälter WB 151/20, ciascuno con una coppia di cannoni automatici Mauser MG 151/20; sommati ai due delle radici alari, il velivolo disponeva in totale di sei cannoni da 20 mm. L'idea era già stata sperimentata sul caccia A-5/U12, che portava due di questi contenitori con 125 colpi per arma. Il G-3/R5 rimuoveva allo stesso modo i supporti V.Fw. Trg e aggiungeva invece due supporti ETC 50 per ala.
Nemmeno la produzione ha un dato univoco. La tabella della Wikipedia in inglese attribuisce al G-3 214 esemplari costruiti tra giugno e dicembre 1943, sui circa 1.300 velivoli della serie G; una tabella di produzione dell'edizione tedesca indica invece 550. Senza una fonte primaria accessibile che risolva la discrepanza, nessuno dei due dati è qui considerato definitivo.

L'edizione tedesca menziona anche un G-4, che sarebbe stato essenzialmente un G-1 dotato di Kuto-Nase e di PKS 11, sebbene ritenga dubbio che sia mai stato costruito in serie. Il vero successore del G-3 fu il G-8, basato sulla cellula dell'A-8, con lo stesso tettuccio bombato dell'F-8 e supporti subalari ETC 503 in grado di portare sia bombe sia serbatoi sganciabili.
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