Variante del Fairchild Republic A-10 Thunderbolt II
Fairchild Republic A-10 Thunderbolt II A-10A
La versione di serie monoposto dell'A-10 Thunderbolt II e l'unica costruita in serie: un aereo da supporto aereo ravvicinato realizzato a Hagerstown attorno al cannone GAU-8/A, in servizio dal 1976 e collaudato in combattimento nel Golfo, nei Balcani e in Iraq prima della conversione ad A-10C.
Scheda del Fairchild Republic A-10 Thunderbolt II
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- 707
- Esemplari costruiti
- 1287 km
- Autonomia
Storia
L'A-10A è la versione di produzione del Thunderbolt II, l'aereo da attacco al suolo che Fairchild Republic progettò per il programma A-X dell'aeronautica militare statunitense (USAF). Dopo le prove e il confronto diretto con il Northrop YA-9, il 18 gennaio 1973 l'USAF annunciò che lo YA-10 di Fairchild era stato scelto per la produzione. I due prototipi YA-10A della competizione e i sei velivoli di sviluppo (cellule di preserie impiegate nelle prove di dimostrazione e valutazione, DT&E) precedettero gli aerei di serie, costruiti nello stabilimento Fairchild di Hagerstown, nel Maryland. L'A-10A fu l'unica versione dell'A-10 prodotta in serie: un monoposto da attacco al suolo e supporto aereo ravvicinato, progettato attorno al cannone rotante da 30 mm GAU-8/A Avenger.
Il primo A-10 di serie volò nell'ottobre 1975 e le consegne iniziarono nel marzo 1976. Il 10 febbraio 1976 il vicesegretario alla Difesa Bill Clements autorizzò la produzione a pieno ritmo e il 30 marzo 1976 il Tactical Air Command accettò il primo velivolo. La produzione raggiunse un ritmo massimo di 13 aerei al mese. Entro il 1984 erano stati consegnati 715 velivoli, cifra che comprende i 2 prototipi e i 6 aerei di sviluppo; escludendoli restano 707 cellule di serie, il numero indicato da Wikipedia in lingua spagnola per l'A-10A.

La prima unità a ricevere l'A-10 fu il 355th Tactical Training Wing a Davis-Monthan Air Force Base, in Arizona, nel marzo 1976; la scheda tecnica ufficiale dell'USAF colloca invece la consegna del primo A-10A di serie a Davis-Monthan nell'ottobre 1975. La prima unità a raggiungere la capacità operativa iniziale fu il 354th Tactical Fighter Wing a Myrtle Beach, in Carolina del Sud, nell'ottobre 1977. Seguirono schieramenti a England AFB, in Louisiana; a Eielson AFB, in Alaska; alla base aerea di Osan, in Corea del Sud; e a RAF Bentwaters/RAF Woodbridge, in Inghilterra, da dove l'81st Tactical Fighter Wing faceva ruotare distaccamenti presso quattro basi operative avanzate in Germania: Leipheim, Sembach, Nörvenich e Ahlhorn.
Il velivolo di serie era mosso da due turboventole General Electric TF34-GE-100 da circa 40 kN ciascuna (9.000 lb secondo il National Museum of the USAF), portava un cannone GAU-8/A con 1.174 colpi la cui cadenza di tiro fu infine fissata a 3.900 colpi al minuto e disponeva di undici punti d'attacco per 7.260 kg di carichi. L'abitacolo e parti del sistema di comando di volo erano racchiusi in una «vasca» di titanio. Quando fu autorizzata la produzione a pieno ritmo, la vita utile prevista era di 6.000 ore; le prove a quel livello rivelarono presto gravi cricche alla Wing Station 23 (WS23), dove i pannelli alari esterni si uniscono alla fusoliera. La prima modifica di produzione aggiunse la lavorazione a freddo alla WS23 e, dal velivolo n. 442 in poi, il rivestimento inferiore dei pannelli alari esterni fu reso più spesso.
Nel corso della carriera l'A-10A ricevette una serie di aggiornamenti: nel 1978 il pod ricevitore laser Pave Penny, montato sotto il lato destro dell'abitacolo, per l'impiego di munizioni a guida laser; nel 1980 un sistema di navigazione inerziale; e all'inizio degli anni Novanta il Low-Altitude Safety and Targeting Enhancement (LASTE), che aggiunse puntamento computerizzato delle armi, pilota automatico e avviso di collisione con il suolo. Nel 1987 Grumman Aerospace rilevò il supporto al programma; le cricche alla WS23 riscontrate nelle ispezioni del 1995 e del 1996 portarono al programma HOG UP, avviato nel 1999.
In azione, gli A-10 del 23rd Tactical Fighter Wing furono schierati alle Barbados durante l'invasione di Grenada del 1983 e coprirono gli sbarchi dei Marines a Carriacou. Il primo vero combattimento arrivò con la guerra del Golfo del 1991, con 132 velivoli schierati: raggiunsero un tasso di disponibilità alla missione del 95,7 per cento, effettuarono 8.100 sortite e lanciarono il 90 per cento dei missili AGM-65 Maverick sparati nel conflitto; privi di telecamere FLIR, i piloti usavano il cercatore a infrarossi del Maverick come visore notturno. Il 21 gennaio 1991 il capitano Paul Johnson condusse otto ore di missione di supporto al soccorso a bordo dell'A-10A oggi esposto al National Museum of the USAF, ottenendo l'Air Force Cross. Sulla Bosnia, nel 1994–95 gli A-10 spararono circa 10.000 colpi da 30 mm e nell'agosto 1995 presero parte all'Operazione Deliberate Force. Nell'Operazione Allied Force sul Kosovo, dal marzo 1999, il loro primo attacco riuscito avvenne il 6 aprile e rimasero in azione fino alla fine dei combattimenti, in giugno; due furono danneggiati da missili. Durante l'invasione dell'Iraq del 2003 gli A-10 spararono 311.597 colpi da 30 mm e uno fu abbattuto nei pressi dell'aeroporto internazionale di Baghdad; il 7 aprile 2003 la capitana Kim Campbell riportò a casa il suo velivolo gravemente danneggiato in modalità di reversione manuale.

Dal 2005 al giugno 2011 l'intera flotta di 356 A-10 e OA-10 passò attraverso il programma Precision Engagement e fu ridesignata A-10C, che raggiunse la capacità operativa iniziale nel settembre 2007; tale conversione chiude la storia in servizio dell'A-10A. Tra gli esemplari conservati figurano il 77-0264 a Spangdahlem, in Germania, il 76-0515 a Osan, in Corea del Sud, e il 77-0259 all'American Air Museum di Duxford, nel Regno Unito.
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