Dornier Do X: The Largest, Heaviest, and Worst Flying Boat

Megaprojects · 2 aprile 2025 · 21:19 · inglese · Documentario

Video del canale Megaprojects su Dornier Do X, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 21:19. Lingua: inglese. Tipo di video: Documentario.

Di cosa tratta

Documentario in inglese del canale Megaprojects sul Dornier Do X, l'idrovolante di lusso che volle unire l'aereo e il transatlantico. Ripercorre il suo design, la sua storia e il destino dei tre esemplari costruiti, e termina con il progetto attuale per ricostruire una replica a grandezza naturale.

Contesto storico

Claudius Dornier si formò a Monaco ed entrò nella fabbrica Zeppelin di Friedrichshafen, dove lavorò su strutture metalliche e creò la propria divisione aerei. Dopo la Prima Guerra Mondiale, il Trattato di Versailles limitò l'aviazione tedesca e Dornier trasferì la sua attività ad Altenrhein, sulla sponda svizzera del lago di Costanza, con fondi del Ministero dei Trasporti. Aveva precedentemente sviluppato il Do J Wal, con cui il Do X condivide i motori in tandem e i sponson. I primi progetti del Do X risalgono al 1924 e l'aereo volò nel 1929 dopo quasi un quarto di milione di ore di lavoro. Nell'ottobre 1929 trasportò più di 150 persone in un solo volo, dopo una corsa di decollo di 50 secondi e una salita fino a circa 200 m. Nel 1930, dopo 103 voli, ricevette motori Curtiss Conqueror da 610 cv che gli permisero di raggiungere i 500 m. In quell'anno intraprese un viaggio attraverso i Paesi Bassi, il Regno Unito, la Francia, la Spagna e il Portogallo, dove un incendio danneggiò un'ala, per poi continuare attraverso l'Africa, Capo Verde e il Brasile fino a New York nell'agosto 1931. La Grande Depressione ne impedì la vendita.

Dati salienti

Era lungo quasi 40 m con un'apertura alare di 47 m. Un meccanico di volo controllava i dodici motori seguendo gli ordini che il pilota gli dava via telegrafo. Il ponte principale aveva sala da pranzo, sala fumatori e bar, con sedili convertibili in letti. Il ponte inferiore conteneva i serbatoi e nove compartimenti stagni. Dopo essere passato alla Lufthansa, un giro del 1933 verso Vienna, Budapest e Istanbul si concluse a Passau quando la coda si spezzò durante un ammaraggio. L'aereo finì nel museo tecnico di Berlino, distrutto in un bombardamento alleato alla fine di novembre del 1943. Gli esemplari italiani X2 e X3 furono demoliti nel 1937. Dal 2014, un ex dipendente Dornier e un'associazione di volontari, con il supporto di università, lavorano a una replica digitale e fisica. Secondo il video, a gennaio 2024 era costruito circa il 2% e l'obiettivo è completarla per il centenario del primo volo, il 12 luglio 2029. La replica non volerà, ma galleggerà e potrà navigare con motore elettrico.