Variante del Consolidated B-24 Liberator
Consolidated B-24 Liberator PB4Y-1
PB4Y-1 fu la designazione della US Navy per i B-24 Liberator navalizzati che impiegò nel pattugliamento marittimo, nella lotta antisommergibile, negli attacchi al naviglio e nella ricognizione sull'Atlantico e sul Pacifico durante la seconda guerra mondiale.
Scheda del Consolidated B-24 Liberator

- 976
- Esemplari costruiti
Storia
PB4Y-1 fu il nome che la Marina degli Stati Uniti diede ai Liberator che acquisì durante la seconda guerra mondiale per il pattugliamento marittimo a lungo raggio. La designazione lo indicava come il quarto progetto di bombardiere da pattugliamento di Consolidated, nella serie aperta dal PBY Catalina e dal PB2Y Coronado. Non era un velivolo nuovo ma il B-24 dell'Esercito con modifiche minori, e il nome comprendeva tutte le versioni passate in mano alla Marina: prima il B-24D, poi i B-24G, J, L e M. Non va confuso con il PB4Y-2 Privateer, una successiva riprogettazione a deriva singola.
Prima della guerra l'aviazione dell'Esercito aveva ottenuto la responsabilità dei pattugliamenti antisommergibile a lungo raggio da basi terrestri, ma dalla metà del 1942 iniziò a condividere il compito con la Marina, che non disponeva di un velivolo che unisse autonomia e carico di bombe sufficienti. Dei due bombardieri pesanti dell'Esercito, il B-24 si rivelò il più adatto. La Marina lo ottenne con uno scambio: cedette il suo stabilimento di Renton, nello stato di Washington, dove si costruiva il deludente Boeing Sea Ranger e che l'Esercito voleva per il B-29, in cambio di Liberator. I primi piccoli lotti di B-24D arrivarono nel 1942, e quando l'USAAF sciolse il suo Antisubmarine Command nell'estate del 1943 cedette alla Marina i suoi Liberator da pattugliamento; dotati di radar ASV, ricevettero la stessa designazione. Le fonti indicano un totale di 976 velivoli navalizzati provenienti dallo stabilimento di San Diego più un B-24G costruito dalla North American, 977 in tutto.

Il PB4Y-1 conservava l'impennaggio bideriva del B-24. I primi velivoli arrivarono senza torretta di prua, come la chiamava la Marina, e alcuni ricevettero una torretta sferica ERCO; quelli successivi arrivarono con torrette Emerson o Consolidated, anche se la maggior parte dei velivoli navali finì con la sfera ERCO al posto del muso vetrato. Il radar aria-superficie inizialmente non era di serie, ma alla fine della produzione ogni esemplare lo montava, spesso in un'installazione retrattile: sui velivoli assegnati alla lotta antisommergibile in Atlantico, e su tutti gli apparecchi della Coast Guard, un radome retrattile sostituiva la torretta ventrale. Fotografie del 1943 mostrano velivoli del VB-110 dotati di radar SCR-717.
In Atlantico, il VB-103, costituito il 15 marzo 1943 a Camp Kearney, in California, fu il primo squadron da pattugliamento della Marina dotato di radar APS-15, LORAN, sonoboe e predisposizione per il siluro a ricerca automatica Mark 24 «Fido». Dopo un periodo a Terranova si trasferì in Inghilterra nell'agosto 1943 e si stabilì a Dunkeswell insieme al VB-105 e al VB-110, alle dipendenze del Fleet Air Wing 7 e, dal gennaio 1944, sotto il controllo operativo del No. 19 Group del RAF Coastal Command. I pattugliamenti sul Golfo di Biscaglia erano massacranti: entro sei mesi dall'arrivo in Inghilterra, il VB-110 aveva perso un terzo dei suoi equipaggi e metà dei suoi velivoli per azione nemica e maltempo. Il 10 novembre 1943 velivoli di questi squadron combatterono una delle più lunghe battaglie della guerra tra aerei e un U-Boot in superficie, l'U-966, e due giorni dopo un PB4Y-1 del VB-103, precipitato in mare dopo aver attaccato un altro battello, risultò, secondo lo studio postbellico dei documenti tedeschi, aver affondato l'U-508. Allo stesso squadron sono attribuiti l'U-271 (28 gennaio 1944), l'U-681 (11 marzo 1945) e l'U-326 (25 aprile 1945). Durante lo sbarco in Normandia coprirono gli accessi meridionali della Manica, e il 9 maggio 1945 un equipaggio del ribattezzato VPB-110 accettò la resa del primo U-Boot che si consegnò agli Alleati.
Il 12 agosto 1944 il tenente Joseph P. Kennedy Jr. del VB-110, fratello maggiore del futuro presidente John F. Kennedy, si offrì volontario per l'operazione Aphrodite: doveva decollare con un PB4Y-1 logoro, carico di esplosivo e predisposto per il radiocomando, e lanciarsi con il paracadute insieme al copilota una volta che un aereo guida avesse assunto il controllo. Il velivolo esplose in volo, uccidendo entrambi; a Kennedy fu conferita la Navy Cross alla memoria.
Nel Pacifico il primo squadron operativo si formò alle Hawaii. Il VB-104, costituito il 10 aprile 1943 a Kaneohe, operò da Carney Field, a Guadalcanal, dal 15 agosto 1943 e da Munda, nella Nuova Georgia, dal 6 febbraio 1944; il suo turno di sette mesi fruttò 1.252 sortite, 30 velivoli nemici distrutti o danneggiati e 51 navi affondate o danneggiate, e divenne l'unico squadron da pattugliamento della guerra a ottenere due Presidential Unit Citation. Lì i PB4Y-1 fecero molto più che pattugliare: bombardarono, compirono ricognizioni e attaccarono il naviglio, e uno squadron fu persino dedicato alla guerra elettronica. Anche i Marines e la Coast Guard, quest'ultima per pattugliamento e soccorso, impiegarono il tipo, e da esso fu derivata una versione fotografica, il PB4Y-1P. Rimase in servizio dopo la guerra nonostante l'arrivo del Privateer. Tra i Liberator superstiti figura il 44-41906 del Castle Air Museum di Atwater, in California, costruito come B-24M, convertito nel PB4Y-1 BuNo 90155 per trasportare il comandante del Corpo dei Marines e poi impiegato in Bolivia fino al 1973.
Disegno a tre viste

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