Variante del Consolidated B-24 Liberator
Consolidated B-24 Liberator PB4Y-1
Designazione della Marina degli Stati Uniti per 976 B-24D, J, L e M navalizzati, costruiti a San Diego; gli ultimi incorporarono la torretta di muso ERCO.
Scheda del Consolidated B-24 Liberator
- 976
- Esemplari costruiti
Storia
Il PB4Y-1 fu la designazione applicata dalla Marina degli Stati Uniti ai B-24 navalizzati: 976 aerei derivati dai modelli B-24D, J, L e M costruiti nello stabilimento Consolidated di San Diego, più un B-24G fabbricato dalla North American. Gli esemplari più tardivi incorporarono una torretta di muso ERCO, diversa da quelle usate sui bombardieri dell'Esercito.
La Marina impiegò questi aerei con modifiche minime nel pattugliamento marittimo a lungo raggio e nella lotta antisommergibile, un compito nel quale —insieme ai Liberator da pattugliamento del Coastal Command della RAF— risultarono decisivi: furono gli aerei che chiusero il «varco dell'Atlantico centrale», la fascia di oceano fuori dalla portata dell'aviazione basata a terra dove i sommergibili tedeschi operavano impunemente.
Dalla cellula derivarono varianti specializzate: il PB4Y-1P da ricognizione fotografica e le conversioni BQ-8, bombe volanti radiocomandate costruite a partire da B-24D e B-24J logorati. In una di queste missioni, l'operazione Anvil, morì Joseph P. Kennedy Jr., fratello maggiore del futuro presidente John F. Kennedy, quando il suo aereo esplose in volo. Il successo del PB4Y-1 spinse la Marina a richiedere un progetto pienamente navalizzato, il PB4Y-2 Privateer.