Variante del Boeing B-17 Flying Fortress

Boeing B-17 Flying Fortress PB-1W

Conversione navale del B-17G con un radar AN/APS-20 sotto la fusoliera: il primo aereo di preallarme aereo della US Navy (Project Cadillac II), in servizio dal 1946 al 1955.

Scheda del Boeing B-17 Flying Fortress

Boeing B-17 Flying Fortress PB-1W
Boeing PB-1W in volo
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Esemplari costruiti

Storia

Il PB-1W fu la versione di preallarme aereo (airborne early warning) che la United States Navy derivò dal B-17G nella fase finale della Seconda guerra mondiale. Durante l'ultimo anno del conflitto e poco dopo, la Marina ricevette 48 Flying Fortress dalle Army Air Forces per compiti di pattugliamento e soccorso aeromarittimo. I velivoli volarono inizialmente con le designazioni originali dell'Esercito, ma il 31 luglio 1945 ricevettero la designazione navale PB-1, un nome già usato nel 1925 per l'idrovolante sperimentale Boeing Model 50. Poiché la maggior parte dei velivoli coinvolti proveniva dalla linea Douglas di Long Beach o da Lockheed-Vega anziché da Boeing, la designazione era più una convenzione che una descrizione accurata del costruttore. Il suffisso W è stato interpretato in due modi nella letteratura: come indicazione del ruolo di preallarme, secondo l'enciclopedia, o come riferimento alla guerra antisommergibile, secondo lo storico Joe Baugher.

Il progetto, noto come Cadillac II, nacque dall'esperienza con i primi aerei da pattugliamento radar imbarcati. Il TBM-3W, un Avenger monomotore dotato di radar, offriva poco volume interno, raggio d'azione ridotto e autonomia limitata, difetti da accettare quando si opera dal ponte di una portaerei. Dalle basi a terra, però, nulla impediva l'uso di una piattaforma molto più grande. La Marina scelse il B-17G per le sue dimensioni, che consentivano di imbarcare equipaggiamenti ausiliari e operatori aggiuntivi, e anche per il suo pesante armamento difensivo, che fu infine rimosso una volta terminata la guerra. Accanto al radar di ricerca AN/APS-20 da un megawatt, costruito da Hazeltine e General Electric, l'aereo trasportava un trasmettitore di ritrasmissione radar, tre indicatori ripetitori stabilizzati, un sistema di identificazione amico-nemico (IFF), un radiogoniometro, un sistema di atterraggio strumentale, la navigazione LORAN e apparati radio VHF, MHF e CW, così da poter operare in una certa misura come centro informazioni di combattimento aeroportato indipendente da quelli delle navi.

Boeing B-17 Flying Fortress PB-1W
PB-1W Fortress completamente armato in volo, c. 1946

Le conversioni furono eseguite dalla Naval Aircraft Modification Unit del Naval Air Material Center di Johnsville, Pennsylvania, dove molti B-17G costruiti da Douglas furono trasferiti in volo direttamente dalla fabbrica durante l'estate del 1945. L'antenna radar fu montata sotto una grande carenatura dielettrica bulbosa al posto della stiva bombe, i cui portelli furono sigillati, e nell'ex stiva furono installate due console radar rivolte verso poppa. La torretta sotto il muso, il collimatore Norden, la torretta dorsale anteriore, la torretta sferica, le postazioni laterali e le mitragliatrici e corazzature di coda furono tutte rimosse; la postazione del bombardiere fu mantenuta come posto di osservazione per missioni antisommergibile o di ricerca e soccorso. Per aumentare l'autonomia furono aggiunti serbatoi nelle ali esterne, i cosiddetti Tokyo Tanks, insieme a serbatoi sganciabili da 300 galloni sotto ciascuna ala, per un totale dichiarato di 3.400 galloni che garantiva all'aereo più di 22 ore di volo. Furono installati sedili a panca per gli osservatori, una latrina e una cucina di bordo, e la sezione di coda offriva spazio per ricambi o carico. L'equipaggio era composto da sei ufficiali (pilota comandante, secondo in comando, navigatore, ufficiale CIC e due operatori/controllori radar) e cinque sottufficiali e marinai, tra cui il capo velivolo, un secondo meccanico, un tecnico elettronico e due marconisti. I primi velivoli conservarono la finitura in metallo naturale sotto uno strato protettivo di cera; in seguito furono verniciati interamente in blu Navy lucido, lo schema standard adottato dalla Marina alla fine del 1944.

La guerra finì prima che un qualsiasi PB-1W potesse essere schierato. I primi esemplari raggiunsero il Patrol Bomber Squadron VPB-101 nell'aprile 1946 e nel 1947 i PB-1W operavano sia con la flotta atlantica sia con quella del Pacifico. Il VPB-101 divenne l'Airborne Early Warning Development Squadron VX-4, di base alla Naval Air Station Quonset Point, Rhode Island; nel 1952 fu ridesignato VW-2 e trasferito a Patuxent River, Maryland, con il preallarme come missione primaria e la guerra antisommergibile e la ricognizione degli uragani come compiti secondari. Quello stesso anno fu costituito il VW-1 con quattro PB-1W a Barbers Point, Hawaii. Il radar APS-20 poteva rilevare gli uragani in avvicinamento a più di 120 chilometri e dare un avviso tempestivo, così che accanto alla sorveglianza dello spazio aereo e al controllo dei caccia l'aereo assunse la ricerca di sommergibili, la ricognizione meteorologica e il soccorso aeromarittimo. Anche con le capacità limitate del sistema, i risultati operativi dimostrarono il valore di un centro informazioni di combattimento aeroportato più completo, che fu poi sperimentato con due Lockheed Constellation designati PO-1W nell'ambito del programma Cadillac III.

Il numero delle conversioni varia a seconda della fonte: l'elenco delle varianti parla di 31 B-17G acquisiti dopo la guerra, di cui 22 portati completamente allo standard PB-1W; Joe Baugher e GlobalSecurity indicano in 24 il numero dei velivoli designati PB-1W. I PB-1W rimasero in servizio fino al 1955 e furono gradualmente sostituiti dal Lockheed WV-2, la versione militare del Constellation 1049 nota nell'Air Force come EC-121. I velivoli furono ritirati nel centro di stoccaggio di Litchfield Park, Arizona, radiati dall'inventario a metà del 1956 e in gran parte venduti come surplus, molti finendo nel registro civile, mentre 13 furono venduti come rottame. Tra i superstiti figura il B-17G 44-83884, la penultima Fortress costruita da Douglas, che servì come PB-1W dal 1945 al 1956, volò in seguito come aerocisterna antincendio ed è oggi esposto al Barksdale Global Power Museum in Louisiana.

Multimedia

Boeing B-17 Flying Fortress PB-1W
PB-1W Fortress completamente armato in volo, c. 1946
Boeing B-17 Flying Fortress PB-1W
Stazione radar del Boeing PB-1W
Boeing B-17 Flying Fortress PB-1W
Boeing PB-1W Fortress del VW-1 a NAS Barbers Point, c. 1953
Boeing B-17 Flying Fortress PB-1W
Cupola radar APS-20 del Boeing PB-1W vista dall'alto