Famiglia: New Glenn
New Glenn
Statistiche dei lanci
- 3
- Lanci (al 27 luglio 2026)
- 0
- Successi
- 1
- Fallimenti
- 0.0 %
- Tasso di successo
.png)
_(cropped).jpg)
.jpg)
.jpg)
.gif)
.gif)
.jpg)
.jpg)
New Glenn è una famiglia di lanciatori a due stadi parzialmente riutilizzabili sviluppati e gestiti dall'azienda statunitense Blue Origin. Prende il nome dall'astronauta della NASA John Glenn, il primo americano a orbitare attorno alla Terra. Tutte le versioni impiegano stadi di sette metri di diametro e, con una capacità di carico utile di 45 tonnellate in orbita terrestre bassa, è il più potente lanciatore riutilizzabile ad aver raggiunto l'orbita. Il razzo esiste in due configurazioni che non vanno confuse. Quella operativa, New Glenn 7×2, è un veicolo per carichi pesanti alto 98 m: il suo primo stadio GS1, di 57,5 m, monta sette motori BE-4 alimentati a metano e ossigeno liquidi, mentre il secondo stadio GS2, di 23,4 m, usa due motori BE-3U a idrogeno e ossigeno liquidi. La configurazione in sviluppo, New Glenn 9×4, è un veicolo per carichi super pesanti con nove motori BE-4 sul primo stadio e quattro BE-3U sul secondo. Annunciata nel novembre 2025, secondo l'azienda sarà capace di oltre 70.000 kg in orbita terrestre bassa, più di 14.000 kg in inserimento diretto in orbita geosincrona e più di 20.000 kg su una traiettoria di iniezione translunare, insieme a un'ogiva ingrandita di 8,7 m. Come per il suborbitale New Shepard di Blue Origin, il primo stadio del New Glenn è progettato per essere riutilizzato e atterra in mare a bordo della chiatta Landing Platform Vessel 1. Blue Origin afferma che tanto la versione 7×2 quanto la 9×4 sono destinate a operare in parallelo.
Storia
Dal progetto segreto al nome pubblico
Blue Origin iniziò a sviluppare sistemi per il volo umano orbitale prima del 2012 e già nel 2013 dichiarava sul proprio sito che il primo stadio avrebbe eseguito un atterraggio verticale propulsivo e sarebbe stato riutilizzabile. Dichiarò pubblicamente le proprie intenzioni riguardo a un lanciatore orbitale nel settembre 2015 e, a metà 2016, il veicolo fu brevemente noto con il nome provvisorio «Very Big Brother». Il 12 settembre 2016 l'azienda diffuse il progetto di base e annunciò il nome New Glenn, insieme all'intenzione di costruire varianti a due e a tre stadi. La versione a tre stadi fu cancellata del tutto nel gennaio 2019, e nel settembre 2017 l'ogiva passò da 5,4 m a 7 m di diametro.
NG-1: in orbita al primo tentativo
Il 16 gennaio 2025 alle 07:03 UTC il New Glenn decollò per la prima volta dal Launch Complex 36 di Cape Canaveral trasportando il Blue Ring Pathfinder. Blue Origin raggiunse l'orbita al primo tentativo, immettendo lo stadio superiore e il suo carico utile in orbita terrestre media. Il booster, ironicamente battezzato «So You're Telling Me There's a Chance», andò perduto in discesa: la telemetria lo collocava a circa Mach 5,5 e a circa 25,7 km di quota quando fu dato per perso.
Recupero e primo nuovo volo
Il 13 novembre 2025 il booster «Never Tell Me the Odds» atterrò con successo sulla nave Jacklyn, facendo di Blue Origin la seconda azienda dopo SpaceX a dispiegare un veicolo spaziale in orbita facendo al contempo atterrare il booster del lanciatore. Quello stesso booster tornò a volare il 19 aprile 2026 nella missione NG-3, il primo volo per un cliente commerciale, con a bordo il satellite BlueBird 7 di AST SpaceMobile: il booster atterrò ancora una volta, ma la missione in sé fu registrata come un fallimento.
L'esplosione del maggio 2026
Il 28 maggio 2026 un New Glenn chiamato «No, It's Necessary» esplose durante una prova di accensione statica al Launch Complex 36. La deflagrazione distrusse il veicolo e danneggiò gravemente l'unico impianto di lancio operativo dell'azienda; non furono segnalati feriti. Fonti del settore citate da Ars Technica stimarono che riparare il complesso o completare un impianto alternativo potrebbe richiedere più di un anno, lasciando il programma inattivo e mettendo in dubbio il calendario dei lander lunari Blue Moon e della costellazione Amazon Leo.
Cronologia dei lanci
| Data | Base di lancio | Esito | Carico utile |
|---|---|---|---|
| 19 apr 2026, 11:25 | Launch Complex 36A | Fallimento | AST SpaceMobile’s Block 2 BlueBird satellites are designed to deliver up to 10 times the bandwidth capacity of the BlueBird Block 1 satellites, required to achieve 24/7 continuous cellular broadband service coverage in the United States, with beams designed to support a capacity of up to 40 MHz, enabling peak data transmission speeds up to 120 Mbps, supporting voice, full data and video applications. The Block 2 BlueBirds, featuring as large as 2400 square foot communications arrays, will be the largest satellites ever commercially deployed in Low Earth orbit once launched. This launch will feature 1 satellite, BlueBird 7/BlueBird Block 2 FM2. |
Versioni
| New Glenn 7×2 | New Glenn 9×4 | New Glenn de tres etapas (cancelada) | |
|---|---|---|---|
| Primo lancio | 16 gennaio 2025 | — | — |
| Ultimo lancio | 19 aprile 2026 | — | — |
| Altezza | 98 m | 120 m Valore migliore della riga | — |
| Diametro | 7 m Valore migliore della riga | 7 m Valore migliore della riga | 7 m Valore migliore della riga |
| Spinta al decollo | 19.928 kN | 25.622 kN Valore migliore della riga | — |
| Stadi | 2 Valore migliore della riga | 2 Valore migliore della riga | 3 |
| Capacità in LEO | 45.000 kg | 70.000 kg Valore migliore della riga | — |
| Capacità in GTO | 13.600 kg | — | — |
| Riutilizzabile | Sì | Sì | Sì |
Immagini
.png)
_(cropped).jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.jpg)
.gif)
.gif)