All you need to know about SpaceX Falcon 9
Video del canale SpaceXStorm su Falcon 9, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 29:19. Lingua: spagnolo. Tipo di video: Documentario.
Di cosa si tratta
Speciale divulgativo sul Falcon 9 di SpaceX, girato all'inizio del 2020. Ripercorre la sua architettura, le sue versioni, le rampe da cui decolla, il recupero del primo stadio, la storia dei fallimenti e la sequenza di una missione tipo. Lo descrive come un lanciatore medio a due stadi, alto circa 70 m e con 3,6 m di diametro, con 549 t al decollo senza contare il carico utile. Il primo stadio, lungo oltre 42 m e in lega di alluminio-litio, monta nove motori Merlin 1D a cherosene e ossigeno liquido, spinge per poco più di due minuti e mezzo e può atterrare in verticale su quattro gambe estensibili. Il secondo, lungo circa 13 m, porta un singolo Merlin 1D adattato al vuoto e viene scartato a ogni missione. L'ogiva, in due metà, scende con un paracadute e viene recuperata.
Contesto storico
La NASA finanziò in parte il lanciatore dal 2006 tramite il programma COTS, con l'obiettivo di rifornire la Stazione Spaziale Internazionale. Il primo volo fu il 4 giugno 2010. Seguirono la versione 1.0 (cinque voli tra il 2010 e il 2013), la 1.1 (quindici voli tra il 2013 e il 2016) e la Full Thrust, inaugurata nel dicembre 2015; la sua iterazione Block 5 debuttò l'11 maggio 2018. Prima di riuscire nel recupero, SpaceX effettuò salti di prova con i prototipi Grasshopper e F9R Dev1 e diversi tentativi falliti su chiatta. Il primo atterraggio di un primo stadio orbitale avvenne il 21 dicembre 2015, con rientro al sito di lancio. Il primo su una chiatta in mare aperto fu l'8 aprile 2016, nella missione CRS-8.
Dati salienti
Il Falcon 9 opera da SLC-4E a Vandenberg, SLC-40 a Cape Canaveral e LC-39A al Kennedy Space Center. Atterra nelle zone LZ-1, LZ-2 e LZ-4 e sulle chiatte Of Course I Still Love You e Just Read The Instructions. In modalità non riutilizzabile può portare oltre 22 t in orbita bassa e oltre 8 t in orbita di trasferimento geostazionaria. Il video stima il suo tasso di successo al 97,5% su 81 lanci. Ripercorre il fallimento parziale di CRS-1 nel 2012, la perdita di CRS-7 il 28 giugno 2015 per la rottura di un puntone di un serbatoio di elio, e l'esplosione durante un test statico con il satellite Amos-6 il 3 settembre 2016. Infine, spiega le riaccensioni di rientro del primo stadio (boostback, rientro e atterraggio) e la cronologia di una missione, dal caricamento del propellente al rilascio del carico utile.
