NASA Project Mercury - Space Project Mercury - Aurora 7 (1962) - CharlieDeanArchives

Charlie Dean Archives · 13 febbraio 2013 · 29:07 · inglese · Archivio

Video del canale Charlie Dean Archives su Mercury-Atlas 7, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 29:07. Lingua: inglese. Tipo di video: Archivio.

Cosa mostra

Film del 1962 che racconta il volo orbitale di Scott Carpenter nella capsula Mercury Aurora 7 (missione MA-7). Paragona i primi voli dei fratelli Wright a Kitty Hawk ai primi voli umani nello spazio: Orville Wright vide la Terra da 100 piedi e Alan Shepard da 100 miglia. Dopo aver ricordato i voli di Shepard, Grissom e Glenn, presenta l'obiettivo di Carpenter: svolgere lavoro scientifico in orbita. Include il conto alla rovescia, il decollo, frammenti delle conversazioni dell'astronauta con il controllo missione e le stazioni di tracciamento, il rientro e il recupero.

Quando e dove è stato girato

Il lancio avviene il 24 maggio 1962 dal complesso 14 di Cape Canaveral, dopo un'attesa meteo a T-11 minuti. Si vedono il bunker di lancio, il centro di controllo Mercury, il razzo Atlas con 360.000 libbre di spinta (circa 1.600 kN) e il contatto con le stazioni di Kano (Nigeria), Muchea e Woomera (Australia), l'isola di Canton, Guaymas (Messico) e una nave di tracciamento nell'oceano Indiano. Il dispositivo di recupero riunì 20 navi, 110 aerei e 13.000 effettivi delle quattro forze armate.

Contesto

In orbita, a 99 miglia di altezza (circa 160 km) e a più di 17.000 miglia all'ora, Carpenter seguì con lo sguardo lo stadio Atlas esaurito, un'osservazione utile per futuri rendez-vous orbitali. Effettuò misurazioni con un fotometro, osservò lo strato di foschia già visto in voli precedenti, verificò effetti di tensione superficiale in un esperimento con liquidi e rilasciò un pallone a quattro colori, di cui solo l'arancione e l'argento si distinguevano bene. Identificò come brina staccatasi dalla capsula le particelle simili a fiocchi di neve viste da Glenn. Nella terza orbita, con poco carburante, completò manualmente l'accensione dei retrorazzi; durante il rientro lo scudo termico resistette a temperature di 3.600 gradi e la ionizzazione interruppe le comunicazioni. I computer del centro Goddard calcolarono che sarebbe ammarato circa 250 miglia (circa 400 km) oltre il previsto. Un aereo P2V seguì il suo radiofaro, una squadra si lanciò con il paracadute con zattere e un collare di galleggiamento, ed elicotteri della portaerei Intrepid recuperarono l'astronauta. Il cacciatorpediniere Pierce recuperò la capsula e Carpenter passò due giorni di interrogatori tecnici sull'isola di Grand Turk.