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Dove si posò l'Apollo 11 sulla Luna?

Risposta diretta

Apollo 11 si posò nel Mare della Tranquillità, una piana basaltica sulla faccia visibile della Luna, a 0,67416° N e 23,47314° E. Il modulo lunare Eagle vi allunò il 20 luglio 1969 alle 20:17:40 UTC; l'equipaggio battezzò il luogo Tranquility Base. Armstrong scese il 21 luglio alle 02:56:15 UTC.

Dove si posò l'Apollo 11 sulla Luna?
Aldrin in piedi accanto alla bandiera statunitense dispiegata

Un mare che non è un mare

Il luogo si chiama Mare Tranquillitatis, il Mare della Tranquillità: lì non c'è acqua, ma una piana di lava basaltica solidificatasi miliardi di anni fa, sulla faccia visibile della Luna e molto vicina all'equatore lunare. Questa piana è una delle macchie scure visibili a occhio nudo dalla Terra. Il modulo lunare Eagle vi allunò il 20 luglio 1969 alle 20:17:40 UTC, alle coordinate 0,67416° di latitudine nord e 23,47314° di longitudine est. L'equipaggio chiamò il luogo Tranquility Base, e Armstrong scese la scaletta alle 02:56:15 UTC del 21 luglio.

Perché proprio quel luogo

La scelta fu prima di tutto ingegneristica, poi scientifica. Per il primo tentativo, i pianificatori della missione volevano il terreno più anonimo possibile: una zona equatoriale che semplifica la meccanica orbitale nell'incontro con il modulo di comando; con il Sole basso, affinché le ombre durante la discesa rivelassero il rilievo; pianeggiante, priva di grandi crateri o pendii e ben fotografata dalle sonde precedenti. Apollo 11 aveva anche pochissimo margine: l'obiettivo era allunare e tornare, quindi fu escluso tutto ciò che rendeva il terreno più rischioso. I luoghi geologicamente più interessanti, con montagne e valli, entrarono in gioco solo nelle missioni successive.

Cosa è rimasto sul luogo

Di quella visita sono rimasti lo stadio di discesa dell'Eagle, impronte, strumenti installati e una targa. Di ciò che tornò sulla Terra, la parte più importante sono i 21,55 kg di rocce e suolo raccolti durante le 21 ore e 36 minuti che l'equipaggio passò sulla superficie: basalti di un mare lunare, il primo terreno di un altro mondo che poté essere datato in laboratorio. Le sonde di esplorazione attuali hanno fotografato il luogo con una risoluzione sufficiente a riconoscere ancora il modulo e la traccia delle impronte.

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