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Perché Artemis 2 va sulla Luna?

Risposta diretta

Artemis II ha permesso alla NASA di testare, con astronauti a bordo, ciò che fino ad allora era stato verificato solo senza equipaggio: che Orion può portare persone sulla Luna e riportarle indietro in sicurezza. Il volo è durato dal 1° al 10 aprile 2026, con quattro membri dell'equipaggio, e ha confermato il supporto vitale nello spazio profondo.

Perché Artemis 2 va sulla Luna?
Razzo sonda Talos Terrier Oriole Nihka al lancio VISIONS a Poker FlatNASA Goddard Space Flight Center (CC BY), vía commons

L'anello mancante

Dalla fine del programma Apollo, nessuna navicella aveva più portato persone oltre l'orbita bassa terrestre. Per riprendere questo tipo di volo, bisogna dimostrare, con persone a bordo, che il veicolo funziona: che il sistema di supporto vitale mantiene condizioni abitabili per giorni e che propulsione, alimentazione energetica, controllo termico e navigazione rispondono come previsto. Artemis II è stata questa dimostrazione. La NASA l'ha definita la prima missione con equipaggio del programma Artemis, destinata a confermare che Orion può portare astronauti in missioni più lunghe e permettere di provare le procedure essenziali per Artemis III e oltre.

Cosa è successo in dieci giorni

L'equipaggio – Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, della NASA, e Jeremy Hansen, della Canadian Space Agency – è decollato il 1° aprile 2026 dal Kennedy Space Center e si è ammarato il 10 aprile al largo di San Diego. Hanno valutato i sistemi di supporto vitale, eseguito demo di controllo manuale, provato procedure di emergenza, testato le tute e condotto ricerche scientifiche, tra cui lo studio AVATAR su come i tessuti rispondono alla microgravità e alle radiazioni nello spazio profondo.

L'effetto collaterale

Un volo di prova non deve essere sterile. Nel suo giro attorno alla Luna, Orion ha raggiunto una distanza di 252.756 miglia dalla Terra, superando il record di distanza che Apollo 13 deteneva dal 1970, e è passata a soli 4.067 miglia dalla superficie lunare. Da lì, l'equipaggio ha scattato più di 7.000 fotografie, documentando la topografia della regione del polo sud, l'area in cui è prevista la prima discesa del programma. La distanza totale percorsa è stata di 695.081 miglia. In pratica, il test è servito anche come ricognizione preliminare.

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