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Quando è stato inventato il pilota automatico?

Risposta diretta

Il primo pilota automatico fu sviluppato nel 1912 dall'azienda di Elmer Sperry: uno stabilizzatore giroscopico che manteneva l'aereo in equilibrio. Suo figlio Lawrence Sperry lo mostrò pubblicamente nel 1914 a una gara di sicurezza a Parigi, togliendo le mani dai comandi di un idrovolante Curtiss mentre un meccanico usciva sull'ala.

Quando è stato inventato il pilota automatico?
Curtiss America 001

Il giroscopio dei Sperry

Elmer Sperry aveva fatto fortuna con le bussole giroscopiche per le navi, e nel 1912 la sua azienda trasferì l'idea agli aeroplani: un insieme di giroscopi che rilevava le deviazioni nell'assetto di beccheggio e rollio e le correggeva tramite servomeccanismi pneumatici collegati alle superfici di controllo. L'apparecchio pesava circa 18 kg. Suo figlio di ventuno anni, Lawrence, si occupò dei test e del perfezionamento. Il 18 giugno 1914, al Concours de la Sécurité en Aéroplane sulla Senna, a Bezons, vicino a Parigi, Lawrence volò con le mani alzate davanti alla giuria a bordo di un idrovolante Curtiss C-2, mentre il suo meccanico Emil Cachin usciva sull'ala; l'aereo mantenne il volo orizzontale e corresse da solo l'inclinazione. Vinse il primo premio di 50.000 franchi, e lo "stabilizzatore giroscopico" passò alla storia come il primo pilota automatico funzionante.

Dallo stabilizzatore al volo a mani libere

La Prima guerra mondiale e gli anni '20 diffusero l'uso degli strumenti giroscopici — orizzonte artificiale, indicatore di virata, girodirezionale — e su questa base la Sperry Gyroscope costruì piloti automatici completi. Nel 1933 Wiley Post fece il giro del mondo in solitaria a bordo del Lockheed Vega Winnie Mae, equipaggiato con un apparecchio sperimentale Sperry che gli permetteva di riposare nelle tratte lunghe; nella seconda metà degli anni '30 entrarono in servizio modelli a tre assi su bombardieri e trasporti americani, e durante la guerra la capacità di mantenere una rotta stabile sull'obiettivo fu combinata con il mirino di puntamento Norden. Il passo successivo fu collegare il pilota automatico agli aiuti radio alla navigazione: nel settembre 1947 un Douglas C-54 dell'aeronautica statunitense attraversò l'Atlantico da Terranova all'Inghilterra, decollando, navigando e atterrando in modo completamente automatico mentre l'equipaggio si limitava a osservare.

Atterraggio automatico ed era digitale

Nell'aviazione civile, la pietra miliare fu l'atterraggio senza visibilità. La britannica BLEU (Blind Landing Experimental Unit) sviluppò il sistema Autoland, utilizzato per la prima volta con passeggeri a bordo nel 1965 su un Hawker Siddeley Trident della BEA; nel 1968 ottenne la certificazione di Categoria III. Il Concorde, il 747 e le generazioni successive ricevettero piloti automatici ridondanti in grado di condurre l'aereo fino alla pista. Con i comandi di volo fly-by-wire dell'Airbus A320 nel 1988, il pilota automatico passò dall'essere un accessorio aggiunto a diventare una funzione dei computer di controllo di volo stessi, integrata nel sistema di gestione del volo, capace oggi di volare intere rotte poco dopo il decollo.

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