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Quanto tempo può restare un astronauta nello spazio?

Risposta diretta

Non c'è un limite fisso, solo vincoli medici e logistici. Le missioni standard sulla ISS durano circa sei mesi; il record per un singolo volo è di 437 giorni, stabilito da Valeri Polyakov a bordo della Mir nel 1994-95. Perdita ossea, dose di radiazioni e rotazione dell'equipaggio, non l'astronave, fissano il limite pratico.

Quanto tempo può restare un astronauta nello spazio?
L'astronauta Nichole Ayers posa per un ritratto all'interno del modulo laboratorio Kibo (iss072e978952)

Il ritmo dei sei mesi

A bordo della Stazione Spaziale Internazionale, una missione normale dura circa sei mesi. Non è un limite medico; è un compromesso tra la vita operativa di una Soyuz o una Dragon agganciata, la rotazione degli equipaggi e dei veicoli cargo, e il tempo necessario per rendere utili programmi di ricerca a lungo termine. Permanenze più lunghe avvengono quando le circostanze lo richiedono, e vengono trattate come dati utili per missioni future, non come trovate spettacolari.

L'eccezione dei 437 giorni

Il record per un singolo volo spaziale appartiene ancora al medico russo Valeri Polyakov, che passò 437 giorni a bordo della stazione Mir tra gennaio 1994 e marzo 1995 e camminò, con aiuto, fuori dalla capsula di rientro. Il volo era pensato per rispondere a una domanda: un equipaggio potrebbe sopravvivere al viaggio verso Marte ed essere ancora in grado di lavorare all'arrivo? La risposta, con cautela, fu sì. Il volo americano singolo più lungo, poco più di un anno, fu un incidente logistico: una perdita nel sistema di raffreddamento della Soyuz di Frank Rubio nel 2022 lo costrinse ad attendere una nave sostitutiva. Le carriere cumulative durano molto più a lungo, e diversi cosmonauti hanno accumulato oltre mille giorni su più voli.

Cosa determina il limite

Niente in un'astronave le impedisce di restare in orbita. I limiti sono biologici e logistici. In caduta libera le ossa perdono densità minerale mese dopo mese, i muscoli si atrofizzano, i fluidi si spostano verso la testa e comprimono il nervo ottico, e il sistema immunitario si comporta in modo anomalo. Oltre l'orbita terrestre bassa la radiazione diventa il vincolo determinante, perché l'equipaggio lascia la protezione della magnetosfera. Poi arrivano i limiti più prosaici: cibo, pezzi di ricambio, filtri per l'anidride carbonica e il costo psicologico della reclusione. Esercizio fisico, dieta attenta e rotazione programmata gestiscono il primo gruppo; solo schermature, trasferimenti più rapidi o gravità artificiale potrebbero alleviare il secondo.

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