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È normale che i motori a volte emettano fiammate?

Risposta diretta

Sì, un breve lampo dall'ugello di scarico è generalmente normale e non indica un guasto. I turbofan producono lampi al decollo, in bruschi cambi di potenza o bruciando carburante non consumato. Una fiamma prolungata con forti scoppi e perdita di potenza è un'altra cosa: un pompaggio del compressore, che richiede l'intervento dell'equipaggio.

È normale che i motori a volte emettano fiammate?
US Navy 030201-N-9605S-028: il sottufficiale meccanico di aviazione di 2ª classe Lloyd Keeling, di Exeter, California, ispeziona il fermafiamma del postbruciatore di un F/A-18E

Lampi normali in un turbofan

Un motore a getto brucia continuamente cherosene in una camera di combustione anulare ed espelle gas a temperature molto elevate. In determinate situazioni, parte di questo carburante continua a bruciare fuori dalla camera di combustione, nell'ugello di scarico o poco dopo, generando un lampo arancione che dura una frazione di secondo. Questo accade soprattutto all'avviamento del motore, quando la miscela non si è ancora stabilizzata; nelle accelerazioni rapide dal minimo, quando il controllo del carburante ne inietta più di quanto il flusso d'aria possa consumare in quel momento; e in alcuni motori durante lo spegnimento, mentre le linee del carburante vengono svuotate.

Di notte l'effetto risulta più evidente: l'occhio cattura un lampo che, alla luce del giorno, passerebbe inosservato. Lo stesso accade con pioggia forte o neve, che disturbano brevemente la combustione. Nessuna di queste situazioni danneggia il motore né si manifesta come un guasto in cabina di pilotaggio.

Pompaggio del compressore: il caso che conta davvero

Il fenomeno spettacolare che di solito viene filmato è un altro: il pompaggio del compressore, noto anche come surge. Le pale del compressore sono piccole superfici aerodinamiche e, come qualsiasi superficie aerodinamica, vanno in stallo quando l'aria le colpisce con l'angolo sbagliato. Se ciò accade a molte pale contemporaneamente, il compressore non riesce più a mantenere la pressione a monte e il flusso d'aria si inverte bruscamente: gas caldi escono sia dall'ingresso d'aria che dall'ugello di scarico, accompagnati da un botto secco udibile da terra e da una fiamma molto più lunga e intensa.

Le cause comuni includono l'impatto con volatili, danni da corpi estranei, formazione di ghiaccio, un angolo d'attacco estremo o un forte vento laterale che distorce il flusso in ingresso, oltre a palette guida variabili usurate o disallineate. Il motore può recuperare da solo oppure richiedere che l'equipaggio riduca la spinta e segua la procedura corrispondente; se il problema si ripete, il motore viene spento e l'aereo atterra in un aeroporto idoneo. Gli aerei di linea sono certificati per volare e atterrare con un motore fuori uso, e gli equipaggi si addestrano regolarmente per questo scenario.

Postcombustione: fiamme per progetto

Esiste un terzo caso in cui la fiamma fa parte del progetto. I caccia militari dispongono di postcombustori: iniettano carburante aggiuntivo nel getto di scarico, dove è ancora presente ossigeno non bruciato, e lo bruciano per aumentare la spinta fino al 50% — a costo di un consumo enorme di carburante. In quel caso, la fiamma bluastra con anelli d'onda d'urto visibili — i cosiddetti diamanti di Mach — è il segno che il sistema funziona correttamente. Nessun aereo di linea attuale dispone di postcombustore; l'ultimo fu il Concorde, che lo utilizzava per il decollo e l'accelerazione transonica.

Come distinguerli da passeggero

La regola empirica è semplice: un lampo breve e silenzioso, di solito al decollo o durante un cambio di spinta, è normale. Una serie di botti udibili, vibrazioni percepibili in cabina e fiamme ripetute significano che qualcosa non va con quel motore. In questo secondo caso, l'equipaggio se ne accorge dagli strumenti molto prima di qualsiasi annuncio, e l'aereo continua a volare normalmente: è esattamente per questo che è progettato.

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