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Dove portava il Trislander il suo terzo motore?

Risposta diretta

Sull'asse longitudinale della fusoliera, in cima a un timone di coda allungato: quel terzo motore montato in alto sulla coda fu il cambiamento più visibile. Il Trislander nacque come derivato più grande dell'Islander, con la fusoliera allungata e rinforzata per aumentare la capacità di carico.

Dove portava il Trislander il suo terzo motore?
Britten Norman TrislanderBill Larkins (CC BY SA), vía commons

Un Islander più grande e derivato

Con l'interesse di capitalizzare il successo dell'Islander, la direzione dell'azienda scelse di sviluppare un aereo più grande derivato dal suo predecessore, per sfruttare gli elementi comuni e ridurre i costi di sviluppo. Nel 1968 l'azienda fece volare una variante allungata dell'aereo, conosciuta come BN-2E Islander Super, che non fu mai portata fino alla certificazione a favore di un'alternativa progettuale più radicale: il Trislander. Per dotarlo di una capacità di trasporto notevolmente maggiore, la fusoliera dell'Islander fu allungata e rinforzata in modo considerevole.

Il terzo motore, sopra il timone di coda

Il cambiamento più visibile fu l'aggiunta di un terzo motore posizionato sull'asse longitudinale della fusoliera, in cima a un timone di coda allungato. Dal punto di vista costruttivo, il Trislander assomigliava all'Islander quanto bastava perché entrambi gli aerei condividessero la stessa linea di montaggio finale.

Varianti ed equipaggiamento

Alcune versioni erano equipaggiate con eliche a passo variabile autoabbandierante e con un equipaggiamento ausiliario di decollo assistito da razzi (RATO). La variante III-2 portava un sistema RATO da 350 lb (160 kg).

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