Lockheed SR-71 Blackbird - To this day the FASTEST PLANE IN THE WORLD

Aero Por Trás da Aviação · 31 gennaio 2021 · 24:11 · portoghese · Documentario

Video del canale Aero Por Trás da Aviação su Lockheed, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 24:11. Lingua: portoghese. Tipo di video: Documentario.

Di cosa si tratta

Il video racconta la storia del Lockheed SR-71 Blackbird, aereo da ricognizione strategica sviluppato durante la Guerra Fredda e presentato come l'aereo più veloce del mondo. Spiega la sua origine come sostituto dell'U-2, la famiglia di velivoli a cui appartiene, le sue soluzioni tecniche e il suo ritiro.

Contesto storico

Gli Stati Uniti avevano bisogno di osservare ciò che accadeva all'interno dell'Unione Sovietica. L'U-2, che iniziò a volare nel 1956, sorvolava il territorio sovietico ad alta quota finché, nel 1960, fu abbattuto da un missile e il suo pilota, Francis Gary Powers, fu catturato. Lo sviluppo di un successore più alto e veloce era già iniziato tra il 1957 e il 1958; dopo una gara con la Convair, la Lockheed ottenne il contratto e l'ingegnere Kelly Johnson diresse il progetto nella divisione Skunk Works.

Dal programma nacquero prima l'A-12, commissionato dalla CIA, che volò nell'aprile 1962, e poi l'intercettore YF-12, l'M-21 vettore del drone D-21 e l'SR-71 per l'aeronautica. L'aereo fu rivelato nel 1964, quando il presidente Lyndon Johnson lo annunciò come SR-71 invece della designazione originale RS-71. Volò per la prima volta nel dicembre 1964 ed effettuò la sua prima missione nel marzo 1968. Secondo il video, non sorvolò mai l'Unione Sovietica: sorvegliava dal confine e operò in luoghi come la Corea del Nord, il Vietnam o Cuba.

Dati principali

Volava a Mach 3,2, con un record di Mach 3,3, e aveva una quota massima di 85.000 piedi (circa 26.000 m). Portava pilota e ufficiale di ricognizione in cabine separate, con tute pressurizzate; la variante SR-71B serviva per l'addestramento. Pesava circa 78 tonnellate al decollo, il 60% carburante. Il riscaldamento da attrito obbligò a costruirlo per il 93% in titanio, importato dalla stessa Unione Sovietica tramite intermediari, e la pittura nera aiutava a dissipare il calore. I suoi motori Pratt & Whitney J58 funzionavano come statoreattori a partire da Mach 2,5-2,6, e usava carburante JP-7 in serbatoi integrali che perdevano carburante a terra per la dilatazione del titanio. Nessun missile riuscì a colpirlo. Il suo costo operativo, circa 85.000 dollari all'ora, e l'arrivo di satelliti e drone portarono al suo ritiro nel 1998; la NASA lo usò fino al 1999. Ne furono costruiti 32 esemplari.