Inside the B-25J Mitchell: 14 Machine Guns in One Bomber
Video del canale Flybuyer su North American B-25 Mitchell, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 24:02. Lingua: inglese. Tipo di video: A bordo.
Cosa si vede nel percorso
Il video è una visita esterna e interna di un North American B-25J Mitchell chiamato «Betty's Dream», conservato dall'American Honor Foundation a Ocala (Florida). Il presentatore gira attorno all'aereo, entra dalla stiva bombe, si siede ai posti di pilota e copilota, si affaccia alla torretta dorsale e si trascina nel passaggio stretto che porta alla postazione dell'operatore radio, alle postazioni di mitragliere laterale e a quella di coda.
Dettagli mostrati
All'esterno spiccano i due motori radiali Wright R-2600 Twin Cyclone, a 14 cilindri, raffreddati ad aria, fino a 1.700 CV e con sovralimentatore a due stadi. Le eliche girano molto vicino alla cabina, il che secondo il video provocò perdite di udito in molti equipaggi. Si segnalano l'ala a gabbiano, che sostituì il diedro continuo dei primi nove aerei, il carrello triciclo, la lastra d'acciaio sotto la cabina per proteggere i piloti e le superfici di comando telate. Il muso massiccio porta otto mitragliatrici calibro .50, con altre nella torretta dorsale, sui fianchi e due in coda. Vicino al nome compare «Pop Rice», con segni di missioni di bombardamento e due navi. La stiva accoglie circa 3.000 libbre di bombe. In cabina si vedono il pannello di lancio delle bombe, il collimatore di puntamento, i comandi dei sovralimentatori, flap e carrello, i compensatori dei tre assi e le prese per le tute riscaldate.
Contesto
Il B-25 volò per la prima volta nel 1940, ne furono costruiti più di 9.800 e deve il nome al generale Billy Mitchell. Il video ricorda il raid di Doolittle del 18 aprile 1942, con 16 B-25 che decollarono dalla portaerei USS Hornet, il cannone da 75 mm delle versioni G e H e il bombardamento di rimbalzo nel Pacifico. Le prime serie avevano il muso vetrato per il bombardiere e una torretta ventrale; la versione J eliminò quest'ultima e allungò le porte della stiva. Questo esemplare rimase aeronavigabile finché non si guastarono i motori, e il museo conserva motori degli anni quaranta mai usati per rimontarli.
