Variante del Mitsubishi A6M Zero

Mitsubishi A6M Zero A6M1

I due prototipi originali del caccia imbarcato 12-Shi, spinti dal motore Mitsubishi Zuisei 13 da 780 CV; il primo volò il 1° aprile 1939 a Kagamigahara. Il terzo velivolo, riequipaggiato con il Sakae 12, divenne l'A6M2.

Scheda del Mitsubishi A6M Zero

Mitsubishi A6M Zero A6M1
Replica del Mitsubishi A6M1, numero di costruzione Mitsubishi 201, Museo dell'Aria e dello Spazio di Gifu-Kakamigahara先従隗始 (CC BY SA), vía commons
1 aprile 1939
Primo volo
2
Esemplari costruiti

Storia

L'A6M1 fu la forma originale del caccia imbarcato che la Marina Imperiale Giapponese aveva ordinato con la designazione sperimentale «caccia imbarcato 12-Shi» (十二試艦上戦闘機). Il suo punto di partenza fu il requisito che la Marina distribuì ai costruttori in forma di bozza nel maggio 1937 ed emise come documento formale il 5 ottobre 1937. Tale specifica richiedeva un velivolo capace di servire sia come caccia di scorta, superiore in combattimento ravvicinato a qualsiasi caccia leggero nemico, sia come intercettore capace di raggiungere e distruggere le formazioni attaccanti. Le cifre erano ambiziose per l'epoca: una velocità massima di almeno 270 nodi a 4.000 metri, una salita a 3.000 metri in non più di tre minuti e mezzo, un'autonomia superiore alle sei ore a velocità di crociera con un serbatoio sganciabile, e un armamento di due cannoni da 20 mm e due mitragliatrici da 7,7 mm, più un carico opzionale di due bombe da 30 kg o 60 kg. Tutto ciò doveva essere ottenuto senza compromettere le qualità di decollo e atterraggio richieste dalle operazioni imbarcate.

Il team di progettazione della Mitsubishi, guidato dall'ingegnere Jirō Horikoshi, era già al lavoro sul progetto nell'estate del 1937, come mostra una fotografia di gruppo datata luglio di quell'anno. Per rispondere alla specifica, Horikoshi optò per una struttura estremamente leggera, con un profilo alare proprio, rivettatura a filo su tutta la cellula e numerosi fori di alleggerimento. Il carico alare fu deliberatamente fissato ben al di sotto della prassi dei caccia coevi per soddisfare le richieste di manovrabilità e di impiego imbarcato.

Mitsubishi A6M Zero A6M1
Replica del Mitsubishi A6M1 Jūnishikansen (modello in scala reale), numero di costruzione Mitsubishi 201, Museo dell'Aria e dello Spazio di Gifu-Kakamigahara

Il primo prototipo fu completato il 16 marzo 1939 e compì il suo primo volo il 1° aprile 1939 sull'aeroporto dell'esercito di Kagamigahara, nella prefettura di Gifu. I primi due velivoli erano spinti dal Mitsubishi Zuisei 13, un radiale raffreddato ad aria a quattordici cilindri con potenza nominale di 780 CV (580 kW) al decollo e 875 CV a 3.600 metri, che azionava inizialmente un'elica bipala. I collaudi progredirono in modo notevolmente rapido: il velivolo mostrò eccellenti qualità di volo, sebbene la sua velocità, che le fonti in lingua spagnola collocano a 489 km/h, risultasse inferiore al requisito e rischiasse di costare a Mitsubishi il contratto. Fu provata un'elica a giri costanti, che migliorò le prestazioni complessive, e un problema di vibrazioni riscontrato nelle prove fu risolto passando a un'elica tripala. Nel settembre 1939 il velivolo era già stato accettato per le prove ufficiali della Marina come «Caccia Imbarcato Tipo 0 A6M1».

La risposta alla carenza di potenza venne dalla stessa Marina, che suggerì di equipaggiare il terzo prototipo con il Nakajima Sakae 12 da 940 CV. Mitsubishi disponeva di un proprio motore in quella classe, il Kinsei, e acconsentì con qualche riluttanza, ma il 1° maggio 1939 il terzo velivolo, ormai con il Sakae 12, fu ridesignato A6M2, e quel cambiamento segnò la fine della linea A6M1 dopo soli due esemplari. L'A6M2 fu formalmente adottato il 24 luglio 1940 come Tipo 0 Modello 11.

Il destino del secondo prototipo illustra il prezzo di una leggerezza così estrema. Secondo fonti giapponesi, nel marzo 1940 il secondo prototipo si disintegrò in volo a causa di un flutter causato dal cedimento per fatica del bilanciere di massa dell'equilibratore, e il pilota collaudatore Masumi Okuyama rimase ucciso. Le fonti in lingua inglese si limitano a registrare che il velivolo fu radiato senza spiegazioni nel luglio 1940 dopo aver completato il programma di prove di volo dell'azienda. Horikoshi avrebbe in seguito riconosciuto che la teoria strutturale alla base del progetto non aveva tenuto il passo con i velivoli stessi.

Sebbene non sia mai entrato in servizio, l'A6M1 stabilì la formula che avrebbe definito lo Zero per tutta la sua carriera: una cellula leggera, un'autonomia molto lunga, un pesante armamento da 20 mm e un livello di manovrabilità che sarebbe diventato leggendario. Trattandosi di un prototipo, le sue esatte prestazioni variano da fonte a fonte, per cui questa scheda registra solo i valori confermati dal materiale consultato.

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Mitsubishi A6M Zero A6M1
Replica del Mitsubishi A6M1 Jūnishikansen (modello in scala reale), numero di costruzione Mitsubishi 201, Museo dell'Aria e dello Spazio di Gifu-Kakamigahara
Mitsubishi A6M Zero A6M1
Replica dell'A6M1 Zero al Museo dell'Aria e dello Spazio di Gifu-KakamigaharaArjun Sarup (CC BY SA), vía commons