Variante del Lockheed U-2
Lockheed U-2 U-2CT
Addestratore biposto ottenuto per conversione aggiungendo un secondo abitacolo in tandem, rialzato rispetto a quello anteriore, su cellule di U-2C già in servizio. Nacque da una necessità pratica: fino ad allora il primo volo di un pilota di U-2 era anche il suo primo volo in solitaria. La configurazione fu approvata nell'agosto 1972 e gli aerei convertiti addestrarono a Beale AFB fino alla fine degli anni ottanta.
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- Esemplari costruiti
Storia
Perché un biposto
L'U-2 fu progettato come monoposto e per quasi due decenni non ebbe una versione a doppio comando: la formazione di un pilota consisteva in istruzione a terra, sessioni nell'aereo fermo e, poi, un primo decollo già in solitaria su uno degli aerei più impegnativi da pilotare esistenti. La designazione ufficiale registrata dal sistema USAF descrive la variante come versione da addestramento dell'U-2C: ruolo base di utilità, missione modificata da addestratore.
La conversione
La configurazione da addestratore fu approvata il 2 agosto 1972 e la progettazione partì una settimana dopo, sfruttando una cellula rimasta danneggiata da un incendio dopo un ground loop. Il primo esemplare fu consegnato all'Aeronautica nel novembre dello stesso anno. La soluzione consistette nell'installare un secondo abitacolo in tandem davanti a quello originale e sensibilmente più alto, in modo che l'istruttore conservasse la visibilità sulla lunghissima prua dell'aereo; il risultato, con la sua caratteristica gobba, cambiò completamente la sagoma dell'U-2.
Quando nell'estate del 1976 la USAF concentrò a Beale AFB (California) tutta la ricognizione strategica ad alta quota — U-2 e SR-71 sotto il 9th SRW —, il primo aereo ad atterrarvi, il 12 luglio, fu proprio un U-2CT arrivato da Davis-Monthan.
Article 359, dallo spionaggio alla scuola e al museo
La biografia dell'esemplare conservato all'American Air Museum di Duxford riassume l'intera traiettoria del programma. Volò per la prima volta a Burbank nell'ottobre 1956 come U-2A della CIA, con il numero interno Article 359, e operò dalla Germania e dal Giappone. Nel dicembre 1960 passò all'Aeronautica con la matricola 56-6692; a metà del 1962 tornò all'Agenzia, fu riequipaggiato con il motore maggiore — diventando così U-2C — e un anno dopo ricevette un'asta di rifornimento in volo, che lo trasformò in U-2F. In quella configurazione compì uno dei voli più lunghi mai realizzati da un U-2 di prima generazione: 13 ore e 20 minuti. A metà degli anni sessanta sorvolò nove volte la Cina continentale nell'operazione congiunta della CIA con l'aeronautica di Taiwan.
Restituito all'Aeronautica nel 1968 e privato dell'equipaggiamento specifico dell'Agenzia, tornò a essere un U-2C e trascorse diversi anni in prove a Edwards. Nel dicembre 1974 rientrò nello squadrone operativo per le prove del sistema ALSS e, nell'agosto 1976, entrò nell'officina Lockheed per la conversione alla configurazione biposto U-2CT. In questo ruolo prestò servizio a Beale fino al suo ritiro nel dicembre 1987, con 7.900 ore di volo e 11.330 atterraggi accumulati.
Seconda vita nel Regno Unito
Nel febbraio 1988 l'aereo fu trasferito per via aerea a RAF Alconbury, sede del 17th Reconnaissance Wing, per servire come modello d'addestramento nella riparazione di danni da combattimento: l'idea era ammaccarlo deliberatamente affinché i meccanici si esercitassero. La fine della Guerra Fredda interruppe il processo quando gli erano stati praticati solo pochi fori. Minacciato di demolizione, nel 1991 fu organizzato il suo trasferimento all'Imperial War Museum di Duxford, il cui ostacolo principale fu trovare un hangar capace di ospitare i suoi 80 piedi di apertura alare.
Il restauro, iniziato a metà del 1991 ad Alconbury, durò quasi un anno e coinvolse una cinquantina di persone e oltre 2.000 ore-uomo: fu rimosso il secondo abitacolo e fu fabbricata una nuova carenatura per il dorso della fusoliera, furono riparati i fori, furono ripristinati i serbatoi subalari e la strumentazione, e l'aereo fu riverniciato di nero opaco. In altre parole, l'unico U-2CT conservato in Europa è oggi esposto, deliberatamente, con l'aspetto monoposto che aveva prima di diventare addestratore.