Titan II Missile Silo: The Cold War’s Deadliest Weapon!
Video del canale On Location Show su Titan II, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 15:47. Lingua: inglese. Tipo di video: A bordo.
Cosa si visita
Il presentatore Sterling Fiock visita il complesso 571-7, vicino a Tucson, in Arizona. Oggi è un museo e l'unico dei 54 silos di Titan II conservato negli Stati Uniti. È guidato da Dave, ex tecnico analista di missili balistici che ha lavorato lì. Il percorso scende con il montacarichi e attraversa il blocco antideflagrante fino al centro di controllo. Poi sale agli alloggi e scende alla baia delle apparecchiature, dove si trova il boccaporto di fuga. Infine segue il corridoio fino al silo ed entra in aree riservate: il livello sette sotto il missile, le sale pompe, il deflettore a W e il generatore.
Dettagli visibili
Nel centro di controllo si simula un lancio con la rotazione delle chiavi. Il missile esposto è il decimo uscito dalla linea di montaggio ed era usato per l'addestramento. È alto 103 piedi e ha un diametro di 10 piedi, pesa 330.000 libbre a pieno carico e produce 430.000 libbre di spinta. Il suo rivestimento, sottile come una moneta, è il serbatoio stesso ed è pressurizzato con azoto. Si vedono il supporto di spinta su molle da 30 piedi e il deflettore, accanto a un serbatoio d'acqua da 100.000 galloni il cui vapore assorbiva l'energia del lancio. Compaiono anche le batterie da 28 volt e il generatore diesel. L'edificio di controllo è sospeso su molle per resistere alle scosse di un'esplosione vicina.
Contesto
Secondo la guida, i lavori iniziarono nel 1960 e durarono 29 mesi, e le 54 basi furono costruite in 36 mesi. La sua funzione era la deterrenza. A differenza dell'ossigeno liquido del modello precedente, il combustibile stoccabile permetteva di mantenere il missile carico indefinitamente. Fu inoltre il primo missile a combustibile liquido che poteva essere lanciato dall'interno del silo. Dopo la disattivazione, gli altri silos furono fatti esplodere e riempiti. Il Titan II portò anche astronauti nello spazio, tra cui Neil Armstrong nel suo primo volo.
