NASA Apollo Program Atmospheric Entry Phases 1968
Video del canale Republica Domania su Apollo program, collegato nella sua scheda di Above Ten Thousand. Durata: 25:04. Lingua: inglese. Tipo di video: Archivio.
Cosa mostra
Filmato didattico della NASA che spiega, con diagrammi e mappe, la fase di rientro atmosferico del modulo di comando dell'Apollo al ritorno dalla Luna. Inizia con la geometria Terra-Luna: la traiettoria di ritorno passa sopra l'antipode, il punto della Terra opposto alla Luna. La longitudine dell'ammaraggio si scelge variando fino a 24 ore il tempo di transito, mentre la Terra ruota fino a portare sotto la navicella le forze di recupero; la latitudine, invece, resta quasi fissata dalla declinazione della Luna al momento dell'iniezione di ritorno verso la Terra.
Definisce poi il corridoio di rientro. Se la navicella entra troppo rasente, rimbalza sull'atmosfera e finisce in un'orbita che esaurirebbe il suo ossigeno e la sua energia; se entra troppo inclinata, la decelerazione e il calore superano i limiti dell'equipaggio e della struttura. Poiché la sola resistenza aerodinamica lascia un corridoio troppo stretto, il centro di gravità spostato dall'asse genera portanza, e ruotando la capsula in rollio si orienta questa forza verso l'alto o verso il basso, ampliando il corridoio: basta arrivare con un margine leggermente inferiore a 15 miglia rispetto all'altitudine di perigeo prevista.
Quando e dove è stato girato
Produzione NASA del 1968, secondo il titolo, realizzata mentre si preparavano le missioni con equipaggio verso la Luna, e caricata così com'è.
Contesto
Il filmato segue l'intera sequenza. Dopo circa tre giorni e mezzo di ritorno, il modulo di servizio si separa e la capsula si orienta con lo scudo termico in avanti. Entra nell'atmosfera a 400.000 piedi (circa 122 km) a circa 24.500 miglia all'ora (circa 39.400 km/h). La stabilizzazione aerodinamica inizia a 0,05 g e, tra 2 e 2,5 g, la cattura è considerata assicurata. Nei primi 70 secondi del primo periodo di controllo, i più critici, l'impronta di atterraggio possibile si riduce da 20.700 a 2.070 miglia e poi a 690. Segue un salto controllato senza superare i 400.000 piedi, un secondo ingresso con un altro periodo di controllo di un minuto e mezzo a partire da 0,2 g e la fine della fase a 23.500 piedi (circa 7.200 m), con l'apertura dei paracadute stabilizzatori. Poiché la ionizzazione interrompe le comunicazioni, l'intero rientro è guidato da calcoli di bordo, uno dei maggiori programmi del computer della navicella.
