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Perché gli astronauti non escono all'esterno?

Risposta diretta

Gli astronauti escono davvero dalla navicella, ma solo quando un compito lo giustifica. Ogni passeggiata spaziale, o attività extraveicolare, richiede ore di preparazione, una tuta pressurizzata da milioni di dollari ed espone l'equipaggio a radiazioni e micrometeoriti. Per questo la Stazione Spaziale Internazionale ne svolge solo poche all'anno, non di routine.

Perché gli astronauti non escono all'esterno?
Astronauti della NASA nella terza e ultima passeggiata spaziale della serie di ottobre

Uscire all'esterno costa molto più che aprire un boccaporto

Una passeggiata spaziale non si improvvisa. L'equipaggio passa giorni a preparare gli strumenti e a provare la procedura, e nel giorno stesso dell'uscita passa ore a pre-respirare ossigeno puro per eliminare l'azoto dal sangue: la tuta funziona a una pressione molto più bassa della cabina, e senza questa purga rischierebbero di soffrire di malattia da decompressione, come i sommozzatori. Poi segue la vestizione con l'aiuto di qualcuno, la depressurizzazione del portello e, al ritorno, l'intero processo invertito, oltre all'ispezione e all'asciugatura della tuta. Una passeggiata spaziale di sette ore può consumare metà del tempo di lavoro di un equipaggio per un'intera settimana.

Un rischio reale, non teorico

Fuori dalla protezione del modulo, il corpo è separato dal vuoto solo da alcuni strati di tessuto e una visiera. L'esposizione alle radiazioni aumenta, i micrometeoriti sono una minaccia costante, e un guasto al sistema di raffreddamento o all'erogazione di ossigeno lascia pochissimo margine di errore. Ci sono già stati momenti di spavento seri, come l'infiltrazione d'acqua in un casco che nel 2013 costrinse ad annullare una passeggiata spaziale. Per questo vale la regola chiara: se un'attività può essere svolta dall'interno o con il braccio robotico, si fa così.

Quando gli astronauti escono davvero

Le passeggiate spaziali sono riservate a riparazioni che nessuna macchina può eseguire: la sostituzione delle pompe di ammoniaca, l'installazione di nuovi pannelli solari, il cambio delle batterie o la posa di cavi per moduli appena agganciati. In questi casi il vantaggio delle mani umane supera il rischio. La Stazione Spaziale Internazionale ne programma solo una manciata all'anno, e ognuna viene provata in anticipo a terra, immersa nell'enorme vasca del Neutral Buoyancy Laboratory di Houston.

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