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Perché gli astronauti non possono avere carie?

Risposta diretta

Possono averla: l'affermazione è esagerata. Ma nulla deve manifestarsi in volo, quindi tutto si risolve a terra — controllo dentale alla selezione, cure preventive prima della missione. In orbita non c'è dentista né poltrona, solo un kit di emergenza e un compagno formato ai gesti di base.

Perché gli astronauti non possono avere carie?
Alan Shepard durante la visita medica pre-volo (2)

Un astronauta non è immune dalle carie: ha la stessa bocca di chiunque altro. Ciò che è vero è che nessuna agenzia accetta di far partire in missione un dente che rischia di cedere. Il problema non è il dolore in sé, ma l'assenza totale di ricorso odontoiatrico una volta chiuso il portello.

Tutto si risolve prima del lancio

La selezione comprende un esame medico completo, denti inclusi, e il monitoraggio continua durante tutta la carriera. Prima di un volo, le carie e le vecchie otturazioni fragili vengono trattate. L'obiettivo è che non resti nulla che possa infettarsi durante un soggiorno di diversi mesi. Un ascesso in orbita costringerebbe a scegliere tra curare alla cieca o abbreviare una missione: le agenzie preferiscono eliminare il rischio a terra.

Un kit, non uno studio dentistico

Esiste comunque un kit dentale a bordo, sufficiente per applicare un'otturazione provvisoria. Tutti gli astronauti ricevono una formazione medica di base, che insegna loro anche come estrarre un dente. Nulla di tutto ciò sostituisce un vero trattamento: si tratta solo di resistere fino al ritorno, con mezzi volutamente rudimentali.

Perché i denti preoccupano tanto

Le variazioni di pressione, durante un'attività extraveicolare per esempio, possono risvegliare una lesione esistente: è la barodontalgia, ben nota a piloti e sommozzatori. Un problema dentale trascurato diventa quindi rapidamente un problema in orbita, in un ambiente dove l'infezione è lo scenario che nessuno vuole gestire.

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