Lo sapevi…

Quanto tempo serve a un razzo per arrivare su Marte?

Risposta diretta

Circa 200 giorni è la fase di volo interplanetario nelle traiettorie tipiche, secondo la NASA. Il viaggio può iniziare solo quando Terra e Marte si allineano, cosa che avviene ogni 26 mesi. Il Perseverance, ad esempio, ha percorso 497 milioni di chilometri in circa sette mesi.

Quanto tempo serve a un razzo per arrivare su Marte?
Trasferimento del razzo Atlas V AV-028 del Mars Science Laboratory verso SLC-41

Una finestra ogni 26 mesi

Non si può volare quando si vuole. Le due orbite si muovono a velocità diverse e, secondo la NASA, si allineano solo ogni 26 mesi in modo da permettere il viaggio più efficiente dal punto di vista energetico. Se si perde questa occasione, bisogna attendere il ciclo successivo, motivo per cui le missioni si concentrano in poche settimane attorno a ciascuno di questi periodi: il calendario è dettato dalla meccanica celeste, non dall'industria.

Duecento giorni di viaggio

La NASA stima la fase di volo interplanetario, il tratto che va dall'uscita dalle vicinanze terrestri all'avvicinamento finale al pianeta, in circa 200 giorni. Durante questo tempo la navicella non è "puntata" verso Marte: segue una propria orbita attorno al Sole, calcolata in modo che il pianeta si trovi esattamente lì quando essa raggiunge il suo punto più lontano. Le correzioni di rotta sono piccoli aggiustamenti; la maggior parte del lavoro è già stata svolta dal razzo vettore nei primi minuti.

Un caso concreto: Perseverance

Il rover Perseverance della NASA è stato lanciato nella finestra di luglio 2020 e ha raggiunto Marte circa sette mesi dopo, il 18 febbraio 2021, dopo aver percorso circa 497 milioni di chilometri. Questa distanza spiega perché il tempo di viaggio non si possa semplicemente ridurre a piacimento: il percorso non è una linea retta tra due pianeti, ma un ampio arco attorno al Sole. Volare più in fretta significa arrivare con più velocità, il che richiede propellente per frenare o un ingresso atmosferico più impegnativo, con uno scudo termico più pesante e meno massa disponibile per il carico scientifico.

Altre domande