Lo sapevi…
Quale aereo della Marina diede origine al B-66 Destroyer?
Risposta diretta
Il B-66 Destroyer derivava dall'A-3 Skywarrior, l'aereo d'attacco pesante imbarcato della Marina statunitense. La USAF lo voleva come semplice adattamento terrestre, senza gli elementi navali superflui, ma i suoi requisiti costrinsero a riprogettare da zero fusoliera e ala.

Un bombardiere nato nella Marina
Il Douglas B-66 Destroyer fu sviluppato per la USAF come derivato dell'A-3 Skywarrior della Marina statunitense, un aereo d'attacco pesante imbarcato. L'intenzione ufficiale era che fosse un semplice sviluppo dell'A-3, sfruttando il suo carattere strettamente terrestre per eliminare gli elementi navali superflui.
La conversione finita in un altro aereo
I requisiti della USAF si rivelarono estesi e molto divergenti, il che costrinse a modificare notevolmente il progetto. Sia la fusoliera che l'ala furono riprogettate da zero, invece di limitarsi a togliere loro le caratteristiche navali. La presunta conversione semplice finì per essere, in sostanza, un aereo interamente nuovo. L'A-3 portava due turbogetti Pratt & Whitney J57, mentre il B-66 montò due Allison J71. Una differenza di rilievo fu dotare il B-66 di sedili eiettabili, di cui l'A-3 era completamente privo. Il B-66 è citato come esempio classico di aerei concepiti, per risparmiare, come mera versione modificata di un tipo esistente.
Guerra elettronica sul Vietnam
Concepito come bombardiere leggero, il B-66 non lanciò mai una bomba in combattimento, ma ebbe un buon curriculum come aereo da guerra elettronica durante la guerra del Vietnam. Gli EB-66B, EB-66C ed EB-66E, disarmati, volarono numerose missioni in quel conflitto. Raccoglievano informazioni elettroniche sulle difese nordvietnamite e proteggevano le missioni di bombardamento dei Republic F-105 Thunderchief disturbando i radar nordvietnamiti. Operavano abitualmente come aerei di supporto per altri che agivano sul Vietnam del Nord e sul Laos. La piattaforma servì inoltre da posto di comando aviotrasportato per gli attacchi della USAF, controllando soprattutto gli F-105 Thunderchief.
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