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Perché Thomas Pesquet è andato nello spazio?

Risposta diretta

Perché è il suo mestiere: reclutato dall'ESA nel 2009, è stato assegnato a due soggiorni di lunga durata sulla Stazione Spaziale Internazionale, Proxima nel 2016-2017 e poi Alpha nel 2021. Un astronauta parte per far funzionare il laboratorio orbitale: esperimenti, manutenzione, robotica e passeggiate spaziali.

Perché Thomas Pesquet è andato nello spazio?
ISS-65: Shane Kimbrough aiuta a installare un pannello solare sulla stazione spaziale

Da una carriera di ingegnere e pilota alla selezione del 2009

Thomas Pesquet non è partito per una vocazione romantica, ma al termine di un concorso. Ingegnere aeronautico, passato dal controllo dei satelliti al pilotaggio di linea, è stato selezionato per la classe europea reclutata nel 2009, tra diverse migliaia di candidati. Sono seguiti anni di formazione generale, poi l'attesa di un incarico: un astronauta europeo non decide del proprio volo, riceve un posto negoziato dalla sua agenzia con i suoi partner.

Cosa c'è da fare lassù

Un soggiorno orbitale non è un viaggio di piacere: l'equipaggio è la forza lavoro di un laboratorio. Durante le sue missioni Proxima e poi Alpha, Pesquet ha condotto esperimenti di biologia, fisiologia umana, scienza dei materiali e fisica dei fluidi, preparato campioni, pilotato il braccio robotico per catturare veicoli cargo, effettuato passeggiate spaziali per installare pannelli solari e sostituire apparecchiature, e dedicato una parte importante del suo tempo alla manutenzione del complesso: filtri, pompe, computer, impianti idraulici. Durante il secondo volo, ha anche comandato la Stazione.

Un'utilità che va oltre la scienza

Il secondo motivo è politico e industriale. Ogni volo con equipaggio giustifica il contributo europeo al programma, mantiene vive le competenze dei laboratori e delle industrie e serve da vetrina: le fotografie e gli scambi con le scuole ne hanno fatto l'operazione di comunicazione scientifica più efficace di cui l'agenzia dispone. Infine, questi soggiorni alimentano i dati medici da cui dipenderanno le missioni lunari, dove gli stessi gesti dovranno essere ripetuti molto più lontano da qualsiasi soccorso.

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