Lo sapevi…
L'USAF era ancora interessata al Mustang nel 1980?
Risposta diretta
Non esattamente nel 1980, ma molto poco dopo: nel 1984, con uno stanziamento di 12 milioni di dollari del Congresso, la Piper costruì due nuovi Enforcer con la designazione PA-48. L'USAF li valutò, anche se li pilotarono solo collaudatori della Piper, e decise di nuovo di non acquistare l'aereo.

Un Mustang riconvertito in aereo da controinsurrezione
L'idea di continuare a usare il Mustang molto dopo la Seconda guerra mondiale non era della Piper. Il concetto dell'Enforcer nacque e volò per la prima volta come Cavalier Mustang, opera di David Lindsay, proprietario della Cavalier Aircraft, come risposta al programma PAVE COIN dell'US Air Force. Cioè, si trattava di offrire un caccia a pistoni ricondizionato per missioni leggere di attacco, in un'epoca in cui il getto dominava l'inventario.
Test favorevoli, ma nessun contratto
L'aereo fu testato con risultati favorevoli nel 1971 e nel 1972, e nonostante ciò non ottenne alcun contratto con l'USAF. Quel primo tentativo rimase così una dimostrazione tecnica senza seguito commerciale: l'Air Force testò la formula, la valutò positivamente e non la acquistò.
Il PA-48 del 1984
La storia si riaprì nel decennio successivo. Nel 1984, con uno stanziamento di 12 milioni di dollari approvato dal Congresso, la Piper costruì due nuovi Enforcer, a cui diede la designazione PA-48. Gli aerei furono valutati dall'USAF, ma con un dettaglio rivelatore del livello di impegno del cliente: solo piloti collaudatori della Piper li pilotarono. Conclusa la valutazione, l'Air Force decise di nuovo di non acquistare l'aereo. Quindi, rispondendo al nocciolo della domanda, verso il 1980 il Mustang era ancora sul tavolo come base per un aereo d'attacco leggero, con denaro pubblico dietro e una campagna di valutazione ufficiale, ma l'interesse non si tradusse mai in un ordine in nessuna delle due occasioni, né nei primi anni settanta né a metà degli anni ottanta.
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