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Come tornò Neil Armstrong dalla Luna?

Risposta diretta

In tre passaggi. Il 21 luglio 1969 l'Eagle decollò dalla Luna alle 17:54:01 UTC e si agganciò alla Columbia alle 21:34:00 UTC; il 22 luglio, la manovra di iniezione translunare di rientro alle 04:54:42 UTC rimandò la navicella verso casa. Ammarò il 24 luglio alle 16:50:35 UTC nel Pacifico, a 13 miglia dalla portaerei USS Hornet.

Come tornò Neil Armstrong dalla Luna?
Aldrin in piedi accanto alla bandiera statunitense dispiegata

Decollo dal Mare Tranquillitatis

Il volo di ritorno iniziò con la manovra più delicata del viaggio: accendere un motore senza riserva. Lo stadio di risalita dell'Eagle si separò dallo stadio di discesa e decollò dalla Luna il 21 luglio 1969 alle 17:54:01 UTC, dopo 21 ore e 36 minuti sulla superficie. Michael Collins aspettava in orbita sulla Columbia, e l'aggancio avvenne alle 21:34:00 UTC. Armstrong e Aldrin passarono al modulo di comando con i 21,55 kg di rocce e suolo lunare raccolti, lasciando indietro il modulo lunare ormai inutile.

Una sola accensione sulla via di casa

Ciò che trasformò un volo attorno alla Luna in un viaggio di ritorno fu la manovra di iniezione translunare di rientro: il 22 luglio, il motore principale del modulo di servizio si accese alle 04:54:42 UTC per due minuti e mezzo, spingendo la navicella fuori dall'orbita lunare. Fu una manovra senza piano di riserva, perché un fallimento avrebbe lasciato l'equipaggio senza possibilità di salvataggio in orbita lunare. Da quel momento, il viaggio fu essenzialmente una caduta nel pozzo gravitazionale della Terra, con piccole correzioni di rotta e senza manovre di frenata: a questo avrebbe pensato l'atmosfera.

Ammaraggio a tredici miglia dalla Hornet

Il 24 luglio 1969, dopo una missione durata 195 ore, 18 minuti e 35 secondi, la Columbia ammarò nel Pacifico alle 16:50:35 UTC (12:50:35 EDT), a 13°19' nord e 169°09' ovest, a 13 miglia dalla portaerei USS Hornet, che recuperò i tre membri dell'equipaggio. Il recupero coronò una procedura provata fino all'ultimo dettaglio: il profilo di rientro doveva dissipare la velocità del viaggio di ritorno senza uscire dal corridoio termico, un percorso stretto tra il rimbalzare di nuovo nello spazio e un ingresso troppo inclinato. Lo scudo termico e i paracadute furono gli ultimi sistemi su cui l'equipaggio poté contare; l'unico modo per tornare a casa era convertire quell'energia in calore e lasciare il resto all'oceano.

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