Lo sapevi…

Come era propulso il Mini-Copter?

Risposta diretta

Con razzi alle punte del rotore: due motori a perossido di idrogeno di Aerospace General, con 42 lbf (0,19 kN) di spinta ciascuno. Una terza variante aggiunse un motore a pistoni McCulloch a quattro cilindri contrapposti da 90 hp (67 kW) con elica spingente. Nella forma più semplice erano dei serbatoi e un rotore fissati al pilota.

Come era propulso il Mini-Copter?
Intora Firebird «F WGTX» (in realtà F WGTZ)HawkeyeUK (CC BY SA), vía commons

Razzi alle punte delle pale

La potenza era fornita da motori a razzo montati sulle punte del rotore. Erano due razzi a perossido di idrogeno di Aerospace General, con 42 lbf (0,19 kN) di spinta ciascuno. In entrambe le versioni, la potenza proveniva da quei motori a razzo situati sulle punte del rotore. Nella configurazione più basica, il Mini-Copter si riduceva a dei serbatoi di carburante e un gruppo rotore fissati al pilota stesso.

Un dispositivo per piloti isolati

Era concepito per essere lanciato dall'aria a piloti militari americani isolati dietro le linee nemiche o in zone altrimenti inaccessibili. Lo sviluppo iniziò nel 1972 e il primo volo avvenne il 31 marzo 1973. Furono costruiti tre esemplari. I tre prototipi furono testati dalla US Navy dalla fine del 1974 al 1977 e passarono poi all'US Army nel 1978, per prove all'interno di un programma da 409.000 dollari chiamato "Individual Tactical Air Vehicle".

La variante con motore a pistoni

Una terza variante aggiunse un motore a pistoni e un'elica spingente, che le permetteva di volare come autogiro, senza i razzi in punta di pala, una volta raggiunta velocità di avanzamento sufficiente. Quel motore era un McCulloch a quattro cilindri contrapposti da 90 hp (67 kW).

Altre domande